Aurelia “spezzata” tra Vesima e Arenzano, polemica sul dissesto idrogeologico e richiesta di gratuità sulla A10

Una frana ha causato la chiusura dell’Aurelia costringendo residenti e lavoratori a usare solo l’autostrada A10. Il capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria Armando Sanna chiede gratuità del tratto e stop ai cantieri, mentre Selena Candia (Alleanza Verdi e Sinistra) invoca un piano straordinario contro il dissesto idrogeologico

La colata di terra e rocce ha trasformato in poche ore un tratto strategico della costa in un imbuto senza alternative. Da domenica sera la strada statale 1 Via Aurelia risulta chiusa al traffico in entrambe le direzioni nel tratto tra Genova e Arenzano, all’altezza della galleria Pizzo, in corrispondenza del chilometro 547,50: un punto che, ancora una volta, riporta in primo piano la fragilità del versante e la vulnerabilità dei collegamenti del ponente genovese.
Cosa è successo e dove: massi in carreggiata, strada interrotta
Secondo le prime ricostruzioni, a cedere sarebbe stata una rete paramassi lungo la parete rocciosa: il materiale franato ha invaso la sede stradale rendendo impossibile il transito. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, personale dell’Azienda Nazionale Autonoma delle Strade (Anas) e polizia locale, con l’attivazione anche delle unità cinofile e delle procedure di ricerca per escludere con certezza il coinvolgimento di persone o veicoli.

L’aggiornamento sulla viabilità: si passa solo dalla A10
La chiusura resta totale, mentre proseguono rimozione dei detriti e verifiche tecniche sulla stabilità del versante. La deviazione obbligata è sull’autostrada A10.
Ed è proprio qui che esplode la questione più concreta per chi deve muoversi ogni giorno: con l’Aurelia interrotta, l’autostrada diventa di fatto l’unica via, con costi e tempi che ricadono su pendolari, lavoratori, imprese e residenti.
Sanna (Partito Democratico): “Subito gratuità della A10 e cantieri via da quella tratta”
Nel mezzo dell’emergenza arriva la presa di posizione del capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria Armando Sanna, che racconta di essersi recato sul posto “questa mattina” nel tratto tra Arenzano e Vesima, definendo la frana “l’immagine della fragilità del nostro territorio” e sottolineando che “non si tratta di un intervento semplice né immediato”.
Nel suo intervento, Sanna punta dritto al nodo dei collegamenti: “Con l’Aurelia chiusa, l’autostrada A10 resta oggi l’unica viabilità possibile”. Da qui la richiesta politica immediata: “Chiediamo subito la gratuità del tratto autostradale dell’autostrada A10, togliendo i cantieri su quella tratta: è una misura di buon senso e di equità. Non è accettabile che chi è costretto a usare l’autostrada per l’assenza di alternative debba anche pagare un pedaggio”.
Sanna assicura che seguirà “passo dopo passo” l’evoluzione della situazione, chiedendo “interventi rapidi, risorse adeguate e risposte concrete”, e conclude ringraziando chi è al lavoro: “Le comunità coinvolte non possono essere lasciate sole. Grazie ai vigili del fuoco, ai tecnici e a tutti gli operatori impegnati sul campo”.
Candia (Alleanza Verdi e Sinistra): “Basta rincorrere le emergenze, serve un piano straordinario”
Sulla frana interviene anche Selena Candia, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale, che sposta il fuoco dal singolo evento alla strategia complessiva: “La frana di Arenzano conferma, per l’ennesima volta, quanto la Liguria sia esposta al cambiamento climatico e quanto il nostro territorio sia fragile”.
Candia auspica un ripristino della viabilità “velocemente, in totale sicurezza”, ma accusa la Regione di una gestione troppo spesso emergenziale: “È necessario un piano strategico di investimenti contro il dissesto idrogeologico, per proteggere il nostro territorio, le persone ed evitare spese esorbitanti solo per rincorrere le emergenze”.
Nel dettaglio, Candia elenca una serie di interventi che, nella sua visione, dovrebbero diventare priorità strutturali: “Opere di canalizzazione, consolidamento dei pendii a rischio smottamento, interventi antisismici, barriere anti-erosione, arginature, riduzione delle superfici impermeabili, vasche di raccolta”. E attacca: “Il presidente Bucci parla sempre e solo di infrastrutture che riguardano la viabilità, ma bisogna dare la priorità alla difesa del suolo, raccogliendo le segnalazioni di tutti i comuni e aumentando le risorse”.
Il passaggio più politico è anche il più netto: “È inutile e dannoso dire che il cambiamento climatico non esiste”. Per Candia gli effetti sono “davanti agli occhi di tutti” e la Liguria, per conformazione, li paga in modo particolare: mareggiate più violente e piogge intense che innescano frane e allagamenti.
Un punto critico che torna a far paura
Adesso, oltre alla rimozione dei materiali, la partita si gioca sulla messa in sicurezza del versante: perché riaprire “in fretta” non basta, serve riaprire in sicurezza. E intanto resta la vita reale, quella di chi deve andare a lavorare, consegnare merci, raggiungere servizi, con la sensazione di essere rimasto senza rete.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.