«Lavorava da sola in cassa, poi l’aggressione»: lavoratori, Filcams Cgil e Uiltucs in presidio davanti alla Pam di via Manuzio

Dopo l’aggressione a una commessa durante il turno di lavoro, stamattina presidio davanti alla Pam di via Manuzio. I sindacati chiedono più sicurezza, organici adeguati e il ritorno di misure di deterrenza: «Non può essere considerato un costo: deve garantire che le persone tornino a casa come sono uscite»

Un presidio davanti al supermercato, e un messaggio che suona come un ultimatum: la sicurezza non può restare un capitolo secondario. Stamattina, davanti alla Pam di via Manuzio, le organizzazioni sindacali hanno organizzato una manifestazione dopo l’aggressione subita da una lavoratrice nei giorni scorsi, episodio che ha riacceso la discussione su turni, organici e misure di prevenzione nei punti vendita.

Al centro della protesta, la richiesta di “presidi minimi” e di interventi concreti: più personale nei momenti delicati, sistemi di deterrenza e un cambio di impostazione che metta davvero la tutela dei lavoratori davanti a tutto.
“Non è un costo: è ciò che permette di tornare a casa”
A spiegare il senso del presidio è Eugenio Iaquinandi, funzionario della Uiltucs Liguria, che collega direttamente l’iniziativa all’episodio accaduto in negozio.
“Un’aggressione a una commessa alla Pam qualche giorno fa, un presidio qui davanti. Vogliamo la garanzia di avere la sicurezza nel posto di lavoro, che ci devono essere dei presidi minimi, ci devono essere degli incrementi di organico e soprattutto che ci sia il ripristino di quelle misure di deterrenza come la vigilanza armata o il servizio di sicurezza perché purtroppo il problema della sicurezza è reale ed è concreto”.
Iaquinandi ricostruisce anche la dinamica raccontata dai sindacati: la lavoratrice, durante il turno, si sarebbe trovata da sola in cassa e avrebbe notato due persone che tentavano di uscire con merce senza pagare. Nel momento in cui le avrebbe fermate, sarebbe stata aggredita.
“È successo che durante il proprio turno di lavoro nella quale la persona si trovava da sola in cassa ha notato due persone che probabilmente tentavano l’uscita con della merce plausibilmente messa in borsa senza pagarla. Nel fermarle è stata aggredita e quindi anche un gesto fisico che l’ha provata sia dal punto di vista prettamente fisico che anche dal punto di vista emotivo e psicologico”.
E poi la stoccata alle aziende che, secondo il sindacato, continuano a trattare la sicurezza come un optional: “Purtroppo quello della sicurezza è un problema che troppo spesso viene sottovalutato e viene vista dalle imprese come un costo quando deve essere visto come uno strumento proprio per garantire che le persone rientrino a casa nella stessa condizione nella quale sono uscite”.
“Non è un caso isolato”: la preoccupazione per altri punti vendita
Sul presidio interviene anche Alessandro Trama, funzionario della Filcams Cgil, che parla apertamente di un problema più ampio, non limitato a un singolo episodio.
“Siamo qui in presidio per solidarietà verso la lavoratrice aggredita il 9 gennaio. Purtroppo questa è solo la punta di un iceberg perché è successo alla Pam di Manuzio, non abbiamo avuto segnalazioni a Pam di Voltri dove la situazione è molto grave, forse al limite e anche alla Pam di Lagaccio”.
Trama insiste soprattutto su un punto: se la risposta è “il budget è questo”, allora il rischio è che il tema venga chiuso con una logica ragionieristica, mentre per chi lavora in negozio la sicurezza è una condizione di base.
“Oggi ci ha risposto dopo l’ennesimo incontro che per la sicurezza il budget è questo e non può metterci altri soldi. Siamo qui per dire basta perché le organizzazioni sindacali, i lavoratori, i delegati pretendono che la sicurezza sia messa al primo posto”.
Cosa chiedono i sindacati: più personale e misure di deterrenza
Il cuore delle richieste è chiaro e ruota attorno a tre leve:
- organici adeguati, per evitare che una persona resti sola in situazioni potenzialmente rischiose;
- presidi e procedure minime che riducano la possibilità di aggressioni;
- misure di deterrenza (come servizi di sicurezza), indicate dai sindacati come strumenti per prevenire escalation e tutelare lavoratori e clientela.
Sul tavolo, in sostanza, non c’è soltanto la reazione a un singolo episodio: c’è la domanda – molto più grande – su quanto sia accettabile che, nella gestione quotidiana dei supermercati, il rischio ricada su chi è alla cassa o in corsia.
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