Zouhair Atif, custodia cautelare in carcere: «Potrebbe reiterare il reato»

Alla luce di dinamica e contesto, il giudice ha ritenuto concreto il rischio che il 19enne possa tornare a colpire e perché misure meno dure non garantirebbero la sicurezza. Intanto mercoledì si terrà l’autopsia, decisiva per chiarire traiettoria e forza del colpo. I funerali della vittima, Abanoub Youssef, forse giovedì

Il punto centrale è che la custodia cautelare in carcere non viene letta come “anticipo di pena”, ma come una misura urgente di tutela: serve a ridurre, nell’immediato, il pericolo che la situazione degeneri di nuovo e a mettere in sicurezza il contesto mentre l’inchiesta prosegue.

Nel caso dell’accoltellamento avvenuto nel corridoio della scuola alla Spezia, che ha portato alla morte di Abanoub Youssef, il giudice ha ritenuto concreto e attuale il rischio di reiterazione, cioè la possibilità che l’indagato, se rimesso in libertà, possa commettere altri reati della stessa specie. A pesare non è solo la gravità dell’episodio in sé, ma il modo in cui sarebbe stato compiuto: in un luogo pubblico e affollato come un istituto scolastico, durante l’orario di lezione, con un’azione definita di particolare allarme proprio per la sua immediatezza e per la capacità di trasformare una tensione in un gesto irreversibile. Il gip della Spezia ha parlato di “peculiare brutalita” e “allarmante disinvoltura”.
Il giudice, inoltre, ha valutato che misure meno afflittive (come obblighi, divieti o controlli) non sarebbero state sufficienti. La motivazione ruota attorno a un concetto semplice: quando l’azione contestata viene considerata così grave e repentina, basarsi solo su prescrizioni da rispettare “spontaneamente” non dà garanzie adeguate, soprattutto se non emergono segnali convincenti di autocontrollo o di reale contenimento della pericolosità.
C’è poi un ulteriore aspetto che ha inciso: la lettura della dinamica. In sostanza, il giudice non ha ritenuto credibile l’idea di un colpo “solo per ferire” o “per dare un segnale”, perché il tipo di arma e le modalità dell’azione, così come ricostruite, vengono considerate incompatibili con una volontà limitata al mero ferimento. Da qui la conclusione che la misura più severa fosse, allo stato, l’unica ritenuta efficace per prevenire nuovi fatti.
Infine, il giudice ha considerato che, se le accuse venissero confermate, la risposta sanzionatoria attesa sarebbe comunque significativa, rendendo meno praticabili soluzioni più leggere sul piano cautelare.
Autopsia mercoledì: cosa dovrà chiarire
Intanto si terrà mercoledì l’autopsia sul corpo di Abanoub Youssef, lo studente ucciso nel corridoio della scuola alla Spezia. L’esame è stato affidato nel pomeriggio dal pubblico ministero titolare delle indagini. Secondo quanto appreso, il coltello utilizzato da Zouhair Atif, con 22 centimetri di lama, avrebbe colpito Abanoub al costato provocando lesioni profonde al fegato e alla milza e lacerando il polmone sinistro. In sede di autopsia il medico legale dovrà stabilire profondità, traiettoria e forza impressa al fendente, passaggi cruciali per comprendere come la lama sia entrata così in profondità.
Giovedì potrebbero già celebrarsi i funerali: la famiglia Youssef è cristiano copta, ma le esequie potrebbero tenersi in cattedrale alla Spezia.


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