In evidenza 

“Non è un polo urbano”: il Comune chiude con esito negativo la Conferenza dei servizi sul progetto San Siro a Nervi

Concluso negativamente il procedimento richiesto dall’Immobiliare San Siro S.r.l. per il “nuovo Polo Urbano San Siro” nell’area Campostano. Nel provvedimento vengono richiamate criticità urbanistiche e paesaggistiche, la fascia di rispetto cimiteriale, carenze istruttorie e l’incompatibilità con la disciplina commerciale vigente

Si chiude con una determinazione di conclusione negativa la Conferenza di servizi decisoria (in forma semplificata e asincrona) avviata per l’approvazione del progetto “nuovo Polo Urbano San Siro – Genova Nervi”. Con l’atto DD 56, adottato ed esecutivo nella stessa data, la Direzione Urbanistica del Comune respinge l’istanza presentata da Immobiliare San Siro S.r.l., mettendo nero su bianco le ragioni ostative emerse nell’istruttoria.

L’intervento – localizzato nell’area compresa tra la SS1 Via Aurelia/Via Donato Somma, via Camillo Campostano e viale Goffredo Franchini – prevedeva una nuova costruzione centrata su una Media Struttura di Vendita con superficie netta di vendita pari a 1.400 mq, con parcheggi e una serie di spazi dichiarati di uso pubblico in copertura (verde pensile con percorsi e area fitness, oltre a locali destinati a spazio culturale e sala multimediale).

Il nodo principale: “Polo urbano” non dimostrato, prevale la componente commerciale

Il cuore del diniego sta nella qualificazione urbanistica: il Comune ritiene che, nel caso specifico, non sia dimostrabile la costituzione di un “Polo Urbano” – e tantomeno di un grande polo urbano con funzioni sportive e culturali di massa – requisito necessario per poter applicare le flessibilità dell’ambito SIS-S e arrivare all’inserimento della media struttura di vendita. Nel provvedimento si sottolinea che gli spazi pubblici risultano “modesti” e comunque ancillari rispetto al supermercato, e che le superfici culturali previste (sala multimediale e spazio culturale) sono di entità limitata e non tali da qualificare l’intervento come funzione principale.

A pesare, secondo gli uffici, è anche l’assetto funzionale complessivo: viene evidenziata la promiscuità tra componenti pubbliche e private (in particolare nella gestione di accessi e manovre dei parcheggi) e la difficoltà di attribuire una reale autonomia e centralità alle dotazioni di uso pubblico rispetto alla struttura commerciale.

Fascia di rispetto cimiteriale e tutele sovraordinate

Tra i profili richiamati c’è la fascia di rispetto cimiteriale legata al vicino cimitero “Nervi 1”: il documento ricostruisce che la distanza inferiore ai 200 metri richiama il divieto e le condizioni di deroga previste dalla normativa, richiamando anche la riduzione deliberata dal Consiglio comunale con specifiche finalità e sulla base del parere ASL. Nel provvedimento, l’insediamento commerciale viene considerato non rientrante tra le tipologie ammesse in quel perimetro derogatorio.

Il testo richiama inoltre la necessità di verificare la compatibilità con discipline paesaggistiche e pianificazioni sovraordinate e la logica “a cascata” dei livelli di pianificazione, ribadendo che la conformità allo strumento comunale non esaurisce la verifica di compatibilità quando entrano in gioco vincoli e regimi di tutela. DeterminazioniDirigenziali_DD-5…

Carenze istruttorie: autorizzazioni mancanti e aspetti tecnici non risolti

Il Comune evidenzia anche elementi istruttori considerati non maturi per un via libera: tra questi la riprofilatura del sagrato della chiesa di San Siro (bene sottoposto a vincolo architettonico) per cui servono le autorizzazioni degli enti competenti, e la previsione di tiranti strutturali nel sottosuolo della viabilità pubblica, con ricadute in termini di servitù e necessità di atti specifici. Secondo il provvedimento, aspetti di questo tipo avrebbero dovuto essere già supportati da elementi adeguati per consentire valutazioni compiute.

Commercio: “Fasce di tutela” e limite alla superficie di vendita

Un ulteriore punto critico riguarda la disciplina commerciale: il documento richiama l’aggiornamento del Piano Commerciale Comunale e la collocazione dell’area nelle Fasce di Tutela attorno ai Centri Storici Urbani, dove non sarebbero ammesse nuove medie strutture di vendita con superficie netta superiore a 1.000 mq, a fronte dei 1.400 mq previsti dal progetto. Viene inoltre evidenziata la questione procedurale della presentazione di istanze separate e il richiamo al procedimento unico previsto in presenza di titoli edilizi e autorizzazioni commerciali da coordinare.

Le conseguenze: esito negativo e possibili ricorsi

Conclusione: le controdeduzioni presentate dalla società dopo il preavviso di rigetto vengono ritenute non idonee a superare le criticità e viene adottata formalmente la conclusione negativa della Conferenza dei servizi CDS 5002/2025. Nel dispositivo si precisa che contro il provvedimento è possibile proporre ricorso al TAR Liguria oppure ricorso straordinario al Capo dello Stato, secondo termini e modalità di legge.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts