Funivia dei Forti, il Comune lancia la variante: niente sorvolo sul Lagaccio e nuovo Sport Park

La giunta dà il via alla revisione del progetto: la funivia non passerà più sopra le case del Lagaccio, ma collegherà Granarolo a Forte Begato. Silvia Salis: «Manteniamo la promessa al quartiere». Massimo Ferrante: «Una variante che ci consente di rispettare i tempi del finanziamento»

La funivia dei Forti cambia tracciato e, soprattutto, cambia significato politico. La giunta comunale ha approvato questa mattina la delibera che avvia la revisione progettuale del collegamento verso Forte Begato: il nuovo impianto non sorvolerà più il quartiere del Lagaccio, come previsto dal progetto originario, ma partirà da Granarolo per raggiungere Forte Begato. Nello stesso provvedimento sono stati inseriti anche gli indirizzi per la progettazione dello Sport Park Granarolo-Begato, il nuovo parco pubblico dedicato alle attività outdoor che sarà servito dalla futura infrastruttura.

La proposta porta la firma della sindaca Silvia Salis e dell’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante. La scelta punta a superare il vecchio tracciato da via Fanti d’Italia a Forte Begato, con stazione intermedia al Lagaccio, senza però far saltare il finanziamento complessivo legato al Piano nazionale complementare. «Stiamo mantenendo la promessa fatta ai cittadini del Lagaccio: nessuna funivia sorvolerà le loro case», afferma Silvia Salis, rivendicando il cambio di impostazione rispetto al progetto ereditato.

Il nodo, spiega la sindaca, non era soltanto politico o urbanistico, ma anche finanziario. Il progetto originario era già stato approvato dalla precedente amministrazione ed era ormai pronto a partire. Una cancellazione secca, senza una variante, avrebbe potuto esporre il Comune a una penale stimata tra 6 e 8 milioni di euro nei confronti dell’impresa aggiudicataria, oltre al rischio di dover restituire più di 20 milioni di euro del Piano nazionale complementare già impiegati per altri interventi sul sistema dei Forti. «Con questa variante virtuosa, salviamo l’investimento complessivo e rispettiamo il territorio», sottolinea Silvia Salis.
Il nuovo assetto non sarà più una funivia unica tra Principe e Forte Begato, ma un sistema multimodale. A valle verranno migliorati gli spazi pubblici e il percorso pedonale tra la Stazione Marittima e la stazione inferiore della cremagliera Principe-Granarolo, con la previsione di un nuovo ascensore per abbattere le barriere architettoniche. Il passaggio nel quartiere del Lagaccio sarà affidato alla valorizzazione della storica cremagliera, mentre da Granarolo partirà il nuovo tratto funiviario, più breve e meno impattante, fino a Forte Begato.
«Questo è l’avvio dell’iter alla variante progettuale», spiega Massimo Ferrante. «Una variante progettata dalle aziende che si erano aggiudicate il precedente bando e che quindi ci consentirà di procedere nei tempi previsti dal finanziamento del Piano nazionale complementare». L’assessore chiarisce anche che la nuova ipotesi è stata sottoposta informalmente agli uffici della Soprintendenza per valutazioni preliminari e poi inviata al ministero della Cultura per verificare l’ammissibilità della modifica rispetto al finanziamento già concesso. «Il ministero ha comunicato che ogni sviluppo e successivo perfezionamento progettuale è consentito e considerato fattibile dal punto di vista tecnico», aggiunge l’assessore.
La variante, secondo l’amministrazione, tiene conto anche delle osservazioni legate alla tutela del patrimonio storico e paesaggistico. Il progetto sarà sottoposto al Centro del patrimonio mondiale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, alla luce delle riserve espresse sul vecchio tracciato per il possibile impatto con il sistema delle “Strade Nuove e dei Palazzi dei Rolli”. «La variante segue le prescrizioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura: la nostra proposta è fuori dalla zona buffer», precisa Ferrante.
La decisione nasce da una serie di criticità accumulate negli ultimi mesi. La prima è stata la netta opposizione dei residenti del Lagaccio, contrari a un impianto percepito come invasivo per il quartiere. A questo si sono aggiunti i problemi di cantierizzazione connessi alla messa in sicurezza del rio Lagaccio, che avrebbero concentrato nella stessa area ulteriori lavori e disagi, l’aumento dei costi legato ai nuovi scenari economici e geopolitici, il rischio che i 40,5 milioni stanziati per la funivia non fossero più pienamente compatibili con i prezzari aggiornati e la necessità di non ignorare gli interventi già in corso sulla cremagliera Principe-Granarolo.
Per procedere senza una nuova gara, il Comune si appoggia a tre riscontri considerati decisivi dagli uffici. Il ministero della Cultura, soggetto erogatore del finanziamento, ha dato il proprio assenso all’aggiornamento progettuale; il Collegio consultivo tecnico ha confermato la legittimità della variante contrattuale; il raggruppamento temporaneo di imprese formato da Doppelmayr Italia e Collini ha dichiarato di non avere preclusioni rispetto a un progetto migliorativo. Questo consente all’amministrazione di aprire il percorso della variante con lo stesso soggetto aggiudicatario.
La novità più rilevante, accanto al nuovo tracciato, è lo Sport Park Granarolo-Begato. «Lo Sport Park rappresenta la vera novità e sarà il fulcro reale di questo progetto», dice Silvia Salis. La sindaca marca la distanza rispetto all’impostazione precedente: «La precedente amministrazione aveva tanto parlato di una “valletta dello sport” al Lagaccio, salvo poi pensare esclusivamente a un’infrastruttura molto impattante e dedicata principalmente ai turisti che arrivano in crociera. Noi abbiamo voluto invertire totalmente questa rotta».
Il parco sarà pensato come una grande area pubblica nel verde, dedicata agli sport all’aperto, al tempo libero e alla socialità. «La funivia sarà a servizio di una nuova, grande area pubblica dedicata agli sport outdoor, immersa nel verde, in grado di offrire svago, divertimento e socialità a tutte le fasce di età, dai bambini agli anziani, e di intercettare tantissimi interessi diversi», aggiunge Salis.
Lo Sport Park sarà articolato in tre ambiti. Il primo riguarderà Granarolo, con il recupero delle ex batterie; il secondo interesserà il versante collinare, con il ripristino della rete sentieristica e attività sportive e di avventura; il terzo sarà concentrato su Forte Begato, dove potranno trovare spazio attività sportive, funzioni ricettive e servizi di accoglienza al parco. La configurazione definitiva delle attrezzature e delle attività sarà definita attraverso un percorso di partecipazione con il quartiere e la cittadinanza. Massimo Ferrante anticipa che per il primo ambito si cercherà un finanziamento specifico, mentre sugli altri due sarà possibile valutare un partenariato pubblico-privato.
Il cronoprogramma resta lungo. Le aziende appaltatrici dovranno ora redigere il nuovo progetto di fattibilità, seguendo le regole del precedente codice degli appalti. Gli elaborati saranno poi trasmessi alla Regione Liguria, che dovrà valutare l’eventuale assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale. Successivamente si passerà al progetto definitivo, alla Conferenza dei servizi, al progetto esecutivo e infine al cantiere.
L’amministrazione comunale stima che i lavori possano partire nel secondo semestre del 2027, una volta completati gli iter autorizzativi. Per la messa in esercizio serviranno circa due anni. L’obiettivo dichiarato è aprire la nuova infrastruttura prima della fine del mandato elettorale e comunque entro la scadenza per l’utilizzo dei fondi del Piano nazionale complementare, prorogata alla fine del 2029.
Il Comune assicura infine che eventuali risparmi derivanti dalla rimodulazione dell’opera saranno reinvestiti sull’accessibilità e sulle infrastrutture collegate. La priorità sarà il nuovo ascensore tra via Fanti d’Italia e la stazione di partenza della cremagliera a Principe, per costruire un collegamento più continuo tra Stazione Marittima, cremagliera, Granarolo e sistema dei Forti. La promessa politica della giunta è chiara: non una funivia sopra il Lagaccio, ma una rete di connessioni tra mare, colline, sport, verde pubblico e patrimonio storico.
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