Marassi, Paita e Furlan (Italia Viva): «Situazione grave, carceri al collasso. Governo senza visione né investimenti»

Dopo i fatti avvenuti nel carcere di Genova Marassi, la capogruppo di Italia Viva al Senato Raffaella Paita e la senatrice Annamaria Furlan parlano di emergenza penitenziaria “fuori controllo”: aggressioni al personale, rivolte, sovraffollamento e gestione dei detenuti più fragili. Nel mirino l’esecutivo: «Mancano risorse per polizia penitenziaria, sanità e prevenzione del disagio psichico. Servono interventi strutturali e una riforma complessiva»


Il carcere di Genova Marassi torna al centro del dibattito politico nazionale. A intervenire sono Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva in Senato, e la senatrice Annamaria Furlan, che definiscono “grave” la situazione dell’istituto genovese e, più in generale, parlano di un sistema penitenziario italiano “ormai fuori controllo”.

Ieri sera un detenuto sottoposto a osservazione psichiatrica avrebbe aggredito improvvisamente un agente della polizia penitenziaria, colpendolo con violenza al volto. L’agente ha riportato una lesione importante a un occhio.
Per le due parlamentari, quanto accaduto a Marassi non sarebbe un episodio isolato, ma l’ennesimo segnale di un’emergenza che si trascina da tempo: «Le aggressioni al personale, le rivolte, il sovraffollamento e la gestione inadeguata dei detenuti più fragili raccontano un sistema penitenziario al collasso», affermano in una nota congiunta.
«Emergenza ignorata»: l’accusa al Governo
Il punto politico, per Italia Viva, è nella mancanza di una strategia e di risorse. Paita e Furlan sostengono di denunciare da mesi l’assenza di investimenti e indicano, uno per uno, i settori che ritengono scoperti: organici della Polizia penitenziaria, sanità penitenziaria, interventi di trattamento e soprattutto di prevenzione del disagio psichico, oltre a strutture che garantiscano condizioni dignitose e sicure.
In questo quadro, aggiungono, la parola “sicurezza” rischia di restare una bandiera comunicativa: «In assenza di investimenti e di una strategia seria, la sicurezza resta solo uno slogan. La sicurezza degli agenti e dei detenuti non può essere affidata all’improvvisazione o alla propaganda».
«Interventi strutturali e riforma complessiva»
Le due senatrici chiedono dunque un cambio di passo, con misure immediate e una revisione più ampia delle politiche penitenziarie. L’obiettivo dichiarato è duplice: tutelare chi lavora negli istituti e garantire una gestione adeguata dei detenuti, in particolare delle persone più fragili, per le quali l’assenza di percorsi sanitari e di supporto può trasformarsi in un moltiplicatore di tensioni e rischio.
La conclusione: «Servono interventi strutturali immediati e una riforma complessiva delle politiche penitenziarie. Continuare a ignorare questa emergenza significa assumersi una responsabilità politica grave».
Il caso Marassi, insomma, diventa per Italia Viva il simbolo di una crisi più ampia: un sistema sotto pressione, in cui sovraffollamento, carenza di personale e fragilità non gestite finiscono per mettere a rischio l’equilibrio quotidiano degli istituti e, soprattutto, la sicurezza di chi vi vive e vi lavora.
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