Addio a Giovanna Rotondi Terminiello, custode della bellezza di Genova

È scomparsa la storica dell’arte che ha segnato decenni di tutela e valorizzazione del patrimonio genovese. Figlia di Pasquale Rotondi, protagonista del salvataggio delle opere d’arte durante la guerra, è stata soprintendente in Liguria, docente all’Università di Genova e presidente della giuria del premio “Rotondi”. I ricordi commossi dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari e del vicesindaco Alessandro Terrile

Genova perde una delle sue figure più autorevoli e appassionate nel campo della tutela e dello studio dell’arte. È scomparsa Giovanna Rotondi Terminiello, storica dell’arte, soprintendente, studiosa e instancabile promotrice del patrimonio culturale del capoluogo ligure. Una presenza costante nel cuore della città antica, un punto di riferimento per generazioni di studiosi, amministratori e cittadini attenti alla storia e alla bellezza di Genova.

Figlia di Pasquale Rotondi, il funzionario che durante la Seconda guerra mondiale contribuì a salvare un numero incalcolabile di capolavori dalle razzie naziste mettendo a rischio la propria vita, Giovanna Rotondi Terminiello ha raccolto e reinterpretato quell’eredità morale con rigore scientifico e profondo senso civico.
Il suo nome è legato in modo indelebile alle istituzioni di tutela: dal 1976 al 1996 è stata Soprintendente per i Beni Artistici e Storici della Liguria, ruolo che ha interpretato con competenza e determinazione, coniugando studio, protezione e valorizzazione dei beni culturali. Accanto all’attività istituzionale, ha mantenuto un forte impegno nella formazione: dal 1996 al 2006 è stata professore a contratto di “Storia e tecnica del restauro” all’Università di Genova, nel corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali. E non si è fermata qui: per anni ha insegnato anche in UniAuser, nell’area arte, cultura e spettacolo, continuando a trasmettere competenze e passione a pubblici diversi, dagli studenti universitari agli adulti interessati alla conoscenza del patrimonio.
Dal 1996, inoltre, ha assunto un incarico fortemente simbolico e coerente con la storia della sua famiglia: è stata presidente della giuria del premio nazionale “L’Arca dell’Arte. Premio Rotondi ai Salvatori dell’Arte”, riconoscimento dedicato a chi, in tempi difficili, si adopera per salvare opere, archivi e beni culturali. Un filo diretto con l’esempio di suo padre e con l’idea che la tutela non sia soltanto un mestiere, ma una responsabilità civile.
Nel corso degli anni è stata protagonista di importanti battaglie culturali e scientifiche. Celebre il suo intervento che smontò un clamoroso errore di attribuzione su una Madonna di Agostino di Duccio, dimostrando con documenti e prove che l’opera esposta a Sarzana era una copia novecentesca e non l’originale. Allo stesso modo va ricordata la riscoperta di Gino Grimaldi, il cosiddetto pittore del manicomio di Cogoleto, cui dedicò studi, scritti e una significativa esposizione che restituì dignità e visibilità a un artista a lungo dimenticato.
Ma il segno lasciato da Giovanna Rotondi Terminiello va oltre i singoli episodi. È stata una delle figure chiave di una stagione importante per la conoscenza, il recupero e la valorizzazione dell’arte genovese, spesso in collaborazione con Ezia Gavazza. Monumenti restaurati, progetti coordinati, pubblicazioni scientifiche e iniziative di divulgazione portano ancora oggi la traccia del suo lavoro.
A ricordarla con parole intense è l’assessore comunale alla Cultura Giacomo Montanari, che ne ha sottolineato il ruolo di guida, docente, interlocutrice critica e amica. Dal primo incontro negli anni del liceo, passando per l’esperienza universitaria e il lungo lavoro sul patrimonio UNESCO, Rotondi Terminiello è stata, racconta Montanari, una presenza costante, capace di incoraggiare, ammonire e stimolare sempre con l’obiettivo di dare più valore alla città. Indimenticabile, nel suo ricordo personale, l’esperienza di “Palazzi in Luce”, iniziativa fortemente voluta da Giovanna e poi riproposta durante i Rolli Days: una luce simbolica e reale, capace di far brillare l’interno delle dimore storiche e di raccontare l’anima di Genova.
Il cordoglio del vicesindaco Alessandro Terrile, che ne parla come di un’«intellettuale di grandissima rilevanza e di altrettanta umanità» e la descrive come «Una donna dal carattere deciso, animata da una inesauribile passione per Genova, e da una spiccata generosità».
«Porterò con me le chiacchierate in Piazza delle Vigne, e le email con consigli, critiche e suggerimenti – continua -. Genova perde una protagonista di grande rilievo, che ha speso la vita a difendere il patrimonio artistico e culturale della nostra città».
La sua scomparsa rappresenta una perdita enorme per il mondo della cultura e per la città. Ma il modo più autentico per onorarne la memoria, come ricordano coloro che l’hanno conosciuta e stimata, è continuare a fare ricerca, a conservare e a valorizzare il patrimonio artistico con serietà, passione e spirito critico: esattamente ciò che, fino all’ultimo, Giovanna Rotondi Terminiello ha chiesto alla sua Genova.
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