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Brignole, l’appello della titolare: «Salviamo la tabaccheria-edicola, presidio di servizi essenziali in stazione»


Dopo oltre 35 anni di attività, Mirella Strata lancia una petizione per evitare la chiusura. Alla base della vicenda, spiega, c’è un debito maturato durante la pandemia COVID-19, periodo in cui l’esercizio è rimasto aperto per garantire servizi quotidiani e di pubblica utilità. L’appello chiede a Grandi Stazioni Retail S.p.A. di riconsiderare la propria posizione e concedere un rientro rateale sostenibile, senza condoni


Un appello “alla collettività”, scritto con toni accorati e rivolto a concittadini, clienti e amici: è quello di Mirella Strata, titolare della tabaccheria-edicola all’interno della stazione di Genova Brignole, che chiede sostegno attraverso una petizione per evitare la chiusura definitiva dell’attività che gestisce da oltre 35 anni.

“Mi rivolgo a voi con il cuore pesante ma con la speranza ancora viva”, scrive Strata, spiegando come il suo punto vendita non sia mai stato soltanto un esercizio commerciale, ma un luogo di riferimento quotidiano per migliaia di persone: un servizio di prossimità in un nodo centrale della mobilità cittadina, ma anche un punto d’incontro e di relazione.

La controversia e il rischio chiusura

Secondo quanto riportato nell’appello, dopo ripetuti tentativi di mediazione e di rinnovo del contratto – “che mi sono stati rifiutati” – Mirella Strata si trova oggi davanti alla prospettiva di dover cessare l’attività. La titolare riferisce che Grandi Stazioni Retail S.p.A. avrebbe “avviato e concluso le procedure giudiziarie per il recupero di un credito” maturato nel periodo più critico della pandemia da COVID-19.

Un debito che, sostiene, si è formato proprio mentre la stazione viveva il crollo dei flussi di passeggeri e molte attività restavano chiuse. In quel contesto, Strata afferma di aver scelto di rimanere aperta per garantire continuità di servizi essenziali, pur a fronte di incassi “drammaticamente inferiori ai costi”.

“Un servizio che va oltre la vendita”

Il cuore della petizione è il valore dei servizi offerti: la titolare elenca una serie di prestazioni che, a suo dire, rendono la tabaccheria-edicola un presidio importante per la comunità e per chi transita ogni giorno da Brignole. Tra questi: biglietteria ferroviaria e AMT, edicola con servizi anagrafici e registrazione documenti, cartoleria e cancelleria, servizi bancari, pagamenti sanitari e tramite PagoPA, punto Poste per corrispondenza e pacchi, presidi sanitari e articoli per l’igiene, oltre all’attività di tabaccheria nel rispetto del monopolio di Stato.

Strata sottolinea inoltre l’apertura continuativa “tutti i giorni dell’anno, festivi compresi”, rivendicando la funzione di riferimento stabile per pendolari, viaggiatori, lavoratori della zona e cittadini che devono sbrigare pratiche e pagamenti.

La richiesta: rateizzazione, non condono

La petizione non chiede cancellazioni del debito, ma una soluzione praticabile: “Non chiedo un condono, non chiedo la cancellazione del debito. Chiedo solo la possibilità di restituire quanto dovuto in modo sostenibile”, si legge nell’appello, con l’obiettivo di continuare a lavorare e a garantire i servizi alla comunità.

L’invito ai cittadini è chiaro: firmare e condividere la petizione per “sensibilizzare Grandi Stazioni Retail S.p.A.” e far comprendere che, secondo la titolare, la questione non è solo commerciale, ma riguarda la tutela di un servizio di prossimità e di un patrimonio di relazioni umane costruito in decenni di attività.

“Un pezzo della vita sociale e dei servizi della città”

Nelle righe finali, Mirella Strata richiama esplicitamente i valori di solidarietà e sostegno reciproco, chiedendo un “piccolo gesto” capace di trasformarsi in “speranza di futuro”. Per la titolare, la chiusura non significherebbe soltanto la perdita di un negozio, ma la scomparsa di un punto di riferimento e di un insieme di servizi difficilmente sostituibili “con la stessa capillarità e continuità”.

La petizione, conclude, è “un investimento nel futuro dei servizi della nostra comunità”. Firmare, per chi condivide l’appello, diventa un modo per difendere un presidio quotidiano dentro uno degli snodi più frequentati della città.

Qui il link per firmare


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