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Polizia locale in piazza con la Cgil: «Riforma avviata senza un euro»

Gli agenti aderenti alla Funzione Pubblica Cgil partecipano allo sciopero generale: contestato l’azzeramento dei 20 milioni destinati alla riforma del settore e il sotto organico cronico dei Corpi

Anche la polizia locale si schiera al fianco della Funzione Pubblica Cgil nello sciopero generale contro la manovra e le scelte del governo sulla sicurezza. Nel mirino del sindacato c’è soprattutto un emendamento della maggioranza, presentato durante la conversione del decreto economia, che ha cambiato destinazione agli unici fondi finora stanziati per la riforma della polizia locale: 20 milioni di euro di cui oggi non resta più traccia.

Quelle risorse, ricorda la Fp Cgil, erano state previste per avviare un percorso di riforma atteso da anni, intervenendo su organici, tutele e previdenza dei circa 60mila lavoratori della polizia locale in Italia. Per il sindacato non sarebbero comunque state sufficienti – si chiedeva un incremento di almeno 100 milioni – ma rappresentavano almeno un primo segnale politico. Invece il fondo è stato svuotato e i soldi sono stati destinati a «interventi straordinari di cooperazione di polizia con i paesi non appartenenti all’Unione europea d’importanza prioritaria per le rotte migratorie», come recita l’emendamento approvato in Parlamento.

La riforma della polizia locale, sottolinea la Cgil, è di fatto partita «senza copertura economica», mentre nel frattempo agli operatori viene chiesto sempre di più. Secondo la Funzione Pubblica Cgil, la destra di governo ha «arruolato» la polizia locale in ogni strategia legata alla sicurezza urbana, ma senza riconoscere agli agenti lo stesso pacchetto di tutele delle altre forze dell’ordine: non il medesimo stipendio, non le stesse garanzie previdenziali, non le stesse coperture in termini di rischi e infortuni.

Al quadro si aggiunge la questione degli organici. L’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) ha chiesto al governo di poter procedere con nuove assunzioni, ricordando come la quasi totalità dei Corpi sia sotto organico: in alcune città la carenza di personale è definita «drammatica», in altre meno marcata ma comunque strutturale. Senza risorse dedicate, però, quelle richieste rischiano di restare lettera morta.

Per questi motivi la polizia locale organizzata nella Funzione Pubblica Cgil ha deciso di aderire allo sciopero generale, portando in piazza una piattaforma chiara: fondi certi per la riforma, equiparazione di tutele e riconoscimenti rispetto alle altre forze dell’ordine, piano di assunzioni straordinario per superare il sotto organico cronico che pesa ormai da anni sulla sicurezza e sui servizi ai cittadini.


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