Topi, il piano SfRatto si estende a tutto il centro storico e a tutte le zone della città

Interrogazione del consigliere Filippo Bruzzone (lista Silvia Salis Sindaca) e risposta dell’assessora all’Ambiente Silvia Pericu sulle azioni di prevenzione e derattizzazione: gli interventi si moltiplicano nelle zone critiche

La presenza dei topi in città arriva in aula rossa. Nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale il consigliere Filippo Bruzzone, della lista Silvia Salis Sindaca, ha presentato un’interrogazione all’amministrazione per chiedere conto delle misure adottate per fronteggiare il fenomeno, definito «un tema che incide sulla quotidianità e sul benessere dei quartieri» e oggetto di numerose segnalazioni da parte dei cittadini.

Bruzzone ha sottolineato come la diffusione dei roditori accomuni molte grandi città e come, per chi svolge un ruolo amministrativo, le richieste di intervento siano ormai costanti: da qui la richiesta di un momento di chiarimento in aula sulle azioni avviate e sui programmi futuri della civica amministrazione.
A rispondere è stata l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu, che ha illustrato sia le criticità sia le iniziative messe in campo «dall’estate a oggi». Pericu ha spiegato che la direzione Ambiente, tramite l’azienda municipalizzata di igiene urbana, colloca erogatori di esche rodenticide su gran parte delle strade pubbliche, con una cadenza ordinaria di circa tre mesi. A questo piano si affiancano interventi straordinari mirati, attivati in caso di segnalazioni puntuali e gestiti attraverso una specifica procedura.
L’assessora ha ricordato che da novembre è stata avviata l’estensione del cosiddetto “progetto SfRatto”, che inizialmente copriva solo una porzione del centro storico e che ora verrà ampliato all’intero centro storico e ad altre zone della città dove si sono concentrate più segnalazioni, come Voltri, Pegli e altri nuclei storici. L’obiettivo è programmare nell’arco dell’anno un numero minimo di visite su tutto il territorio, senza limitarsi a intervenire solo a chiamata.
Pericu ha poi descritto il percorso operativo: si parte dalla segnalazione, segue un sopralluogo con esperti naturalisti che collaborano con l’ufficio animali, quindi viene redatta una relazione tecnica sulla base della quale si definisce un pacchetto di interventi mirati. Nel tempo è emerso però che spesso la presenza di topi è legata a una serie di concause – come verde incolto, aiuole trascurate, criticità dell’asfalto o aree non curate – che non consentono di risolvere il problema con una sola uscita.
Un’ulteriore complessità deriva dal fatto che gli interventi necessari coinvolgono frequentemente soggetti diversi, talvolta anche su proprietà private, rendendo indispensabile un coordinamento più stretto. Per questo, ha concluso l’assessora, l’estensione del progetto Sfratto sarà accompagnata da una modalità di lavoro «olistica e integrata», che punti a far collaborare tutti gli enti competenti per arrivare a soluzioni più stabili e non limitate al semplice posizionamento delle esche.
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