Cronaca 

Intossicazione alimentare dopo il pranzo da asporto, quasi tutti i pazienti dimessi o in via di dimissione dagli ospedali

Sono in miglioramento le condizioni delle 18 persone soccorse ieri per la sospetta intossicazione alimentare legata a piatti a base di tonno consumati in due uffici cittadini dopo aver ordinato cibo da asporto riconducibile allo stesso locale

Secondo gli aggiornamenti di questa mattina, quattro dei pazienti sono stati presi in carico dal pronto soccorso del San Martino: si tratta di un uomo di 50 anni, uno di 63 e uno di 54, tutti dimessi con una prognosi di tre giorni. Un quarto paziente, un 28enne, si è allontanato spontaneamente prima della visita.

Altre cinque persone sono state curate al pronto soccorso del Villa Scassi e risultano tutte già dimesse.

Sette pazienti (tra cui uno in codice rosso) sono arrivati ieri al Galliera: uno è stato dimesso già nella giornata di ieri, mentre gli altri sei verranno dimessi oggi, come riferito dall’ospedale. Per loro non è stata segnalata alcuna criticità e il decorso è definito rassicurante.

Le altre persone coinvolte erano state valutate sul posto dalle squadre di soccorso e avevano rifiutato il trasporto in ospedale, presentando una sintomatologia più lieve.

L’episodio era scattato ieri a partire da un ufficio in via Ippolito d’Aste, dove dieci lavoratori erano stati portati in ospedale dopo aver accusato nausea, malessere e altri disturbi compatibili con un’intossicazione, in seguito al consumo di piatti di tonno (tartare e tagliata). Due erano stati trasferiti in codice rosso al Galliera, altri in codice giallo al Villa Scassi. Nel pomeriggio si erano poi aggiunti altri otto casi in un secondo ufficio di viale Brigata Bisagno, tutti in codice giallo e smistati tra Galliera, Evangelico di Voltri e Villa Scassi.

Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti della polizia locale, dei carabinieri del Nas e del nucleo Sanità animale e alimentare della Asl 3, che stanno ricostruendo la filiera del prodotto e le modalità di conservazione. Il locale interessato, il Just Balilla di via Cesarea, in una nota, ha richiamato l’ipotesi di una possibile sindrome sgombroide legata a un’eccessiva presenza di istamina nel tonno e ha annunciato la volontà di collaborare con le autorità e rafforzare ulteriormente i controlli sulle materie prime e sulla sicurezza alimentare.

Non è detto che l’interruzione della catena del freddo, responsabile della produzione di istamina, sia responsabilità del ristoratore, ma potrebbe anche essersi determinata a monte della filiera.

In copertina: foto di repertorio


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts