Malanni di stagione, pronto soccorso sotto pressione: il San Martino attiva l’unità di crisi

Nei quattro principali ospedali dell’area metropolitana, alle 12:30 di oggi, risultavano 363 pazienti in pronto soccorso: 65 in attesa e 298 in cura. San Martino ne ha 120, Villa Scassi 105, Galliera 102, Evangelico 36, con 50 codici rossi, 153 arancioni, 122 azzurri, 35 verdi e 3 bianchi complessivi

Il picco di accessi legato ai malanni di stagione – influenze, infezioni respiratorie e riacutizzazioni nei pazienti fragili – sta mettendo sotto forte pressione i pronto soccorso. Per fronteggiare l’ondata, il Policlinico San Martino ha attivato una specifica unità di crisi dedicata al Pronto Soccorso. A coordinarla, fino alla fine di gennaio, sarà la dottoressa Emanuela Barisione, direttrice del reparto di Pneumologia a indirizzo interventistico e del Dipartimento di Emergenza e Accettazione del Policlinico, nominata direttamente dal direttore generale Marco Prioli.

I cruscotti di monitoraggio dei pronto soccorso fotografano una situazione già oggi molto tesa. Sommando i dati di Galliera, Villa Scassi, Evangelico e San Martino si arriva a 363 pazienti presenti: 65 in attesa e 298 in cura. Nel dettaglio per colore di triage, risultano 50 codici rossi, 153 arancioni, 122 azzurri, 35 verdi e 3 bianchi.
Ospedale per ospedale, il quadro è il seguente:
- San Martino: 120 pazienti in pronto soccorso, di cui 22 in attesa e 98 in cura. I codici complessivi sono 22 rossi, 38 arancioni, 43 azzurri, 15 verdi e 2 bianchi.
- Villa Scassi: 105 pazienti totali, con 16 persone in attesa e 89 in cura. I codici registrati sono 11 rossi, 48 arancioni, 40 azzurri, 6 verdi e nessun bianco.
- Galliera: 102 pazienti, 14 in attesa e 88 in cura. La distribuzione per codici è di 15 rossi, 57 arancioni, 28 azzurri, 2 verdi e nessun bianco.
- Evangelico: 36 pazienti complessivi, con 13 in attesa e 23 in cura. I codici sono 2 rossi, 10 arancioni, 11 azzurri, 12 verdi e 1 bianco.
Indicatori che spiegano la scelta del San Martino di rafforzare il coordinamento interno con un’unità di crisi dedicata, chiamata a gestire nelle prossime settimane il proseguimento del picco influenzale e il costante aumento degli accessi in pronto soccorso.


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