comune Enti Pubblici e Politica 

Scontro sul presepe a Tursi. Fratelli d’Italia grida al tradimento dei valori, Beghin punta al rilancio delle tradizioni culturali dei presepi storici e artistici

Niente Natività nel colonnato del palazzo comunale. L’assessora: «Pronti eventi e tour tra i presepi artistici». Sullo sfondo il convitato di pietra: il presepe meccanico di Crevari di cui una piccola parte, 2 anni fa, era stata trasferita nel cortile del palazzo e oggi giace in scatoloni, sempre in attesa di restauro. Quest’anno il presepe richiesto verbalmente dalla precedente amministrazione era quello di una chiesa di Voltri, che però da settimane aveva avvertito l’Amministrazione che non avrebbe ceduto la natività

La scelta di non allestire quest’anno un presepe nel colonnato di Palazzo Tursi accende il confronto politico a Tursi e riporta a galla anche il caso, mai davvero risolto, dello storico presepe meccanico di Crevari.

Da un lato ci sono le critiche di Fratelli d’Italia, che accusano la giunta guidata da Silvia Salis di voler “annacquare” i simboli del Natale; dall’altro la risposta dell’assessora alle Tradizioni Tiziana Beghin, che rivendica una programmazione natalizia incentrata proprio sulla valorizzazione della tradizione presepiale diffusa in città.

«Dopo aver introdotto l’educazione sessuologa-affettiva nelle scuole dell’infanzia, con l’Amministrazione che di fatto si sostituisce alle famiglie, adesso la giunta Salis cancella dal Comune anche il presepe, essenza del Natale e della nostra tradizione cristiana – attaccano i consiglieri comunali di FdI Alessandra Bianchi, Nicholas Gandolfo, Francesco Maresca e Valeriano Vacalebre –. Un simbolo che racchiude valori fondamentali come rispetto, solidarietà, famiglia. È l’ennesima presa di posizione ideologica di un’Amministrazione sempre più sbilanciata a sinistra, che mostra tutte le sue contraddizioni».

Beghin respinge l’accusa di voler “cancellare” il presepe: «L’amministrazione comunale non elimina nulla, semmai rafforza la tradizione culturale del Natale. Non è allineando un presepe sotto il colonnato del palazzo civico che si è valorizzata, in questi anni, la straordinaria tradizione presepiale genovese, come qualcuno vuole far credere».

L’assessora anticipa un programma più ampio: «Insieme all’assessore alla Cultura Giacomo Montanari abbiamo messo a punto un fitto calendario di eventi natalizi e stiamo organizzando un tour tra i principali presepi artistici custoditi nelle chiese e nei luoghi del nostro patrimonio, anche UNESCO. Nei prossimi giorni presenteremo il programma, che comprenderà anche iniziative condivise con la Curia di Genova. Invito le opposizioni ad avere più rispetto per le tradizioni, Natale compreso, evitando letture strumentali che verranno, come sempre, smentite dai fatti».

Il caso irrisolto del presepe meccanico di Crevari

In questo clima di polemica torna alla ribalta anche la vicenda del presepe meccanico di Crevari, una delle Natività più note e amate del ponente cittadino, che da anni vive una sorta di limbo.

Una parte delle sue scenografie era stata portata proprio a Palazzo Tursi nel dicembre 2023, su iniziativa dell’allora assessora alle Tradizioni Paola Bordilli. Dopo l’esposizione nel palazzo comunale, i moduli erano stati riportati nel borgo sopra Voltri, ma il ritorno non ha coinciso con una vera ripartenza: quello che per molti abitanti è un piccolo “tesoro” identitario oggi è in gran parte fermo in magazzino.

Lo storico presepe ha sempre avuto casa nei locali della parrocchia di Sant’Eugenio, ma già l’anno scorso erano emerse due criticità: la sicurezza degli spazi che lo ospitavano; le condizioni della sua complessa meccanica, affascinante ma ormai datata e bisognosa di un intervento strutturale.

Nel 2023, per superare temporaneamente il problema, il Comune aveva trasferito a Tursi alcune sezioni con i loro meccanismi originali, e allestito una parte delle scene nell’atrio del palazzo. L’effetto, però, era stato giudicato da molti visitatori lontano dalla suggestione del presepe com’era nato a Crevari: più una soluzione di ripiego e un’occasione di promozione politica che una vera valorizzazione.

Dopo le feste, i blocchi erano stati nuovamente smontati, confezionati per il rientro in delegazione e stoccati in attesa di un progetto di recupero che, di fatto, non ha mai preso corpo. Per salvare almeno il legame con la tradizione, nel Natale 2024 in parrocchia era stato esposto un solo elemento del presepe, e la stessa soluzione – secondo chi conosce la situazione – rischia di ripetersi anche quest’anno.

La vicenda è approdata più volte nelle aule istituzionali. Rita Bruzzone, oggi assessora comunale e allora consigliera del Partito Democratico, aveva presentato una interrogazione per chiedere chiarezza sul futuro del presepe. Un anno prima era stato proprio Valeriano Vacalebre, oggi tra i firmatari dell’attacco all’Amministrazione, a sollevare il caso con un’interrogazione a nome di Fratelli d’Italia.

In quell’occasione l’assessora Bordilli aveva riconosciuto le difficoltà: problemi di agibilità dei locali e di sicurezza dell’impianto meccanico, molto articolato ma ormai fragile. Avrebbe annunciato sopralluoghi con il Comune e la Regione, l’idea di una mostra fotografica tra Tursi e Crevari nell’immediato e lo studio di soluzioni per mettere in sicurezza alcuni moduli da esporre sia in città sia in sede regionale. Alla prova dei fatti, però, il progetto si era limitato a una piccola esposizione a Tursi; in Regione i moduli non erano mai arrivati, e i tentativi di coinvolgere sponsor privati per restaurare figure e locali parrocchiali non hanno trovato uno sbocco operativo, anche perché la gestione dell’intero dossier era rimasta saldamente in mano all’allora assessorato alle Tradizioni.

Lo scorso anno Bruzzone aveva detto in Consiglio: «Il Presepe di Crevari è stato smontato e con grande dispiacere dei crevarini rimosso anche dal suo sito. Dopo un articolo di giornale, la Bordilli anche rispondendo ad una interrogazione di del consigliere Vacalebre ha detto che se ne sarebbe occupata lei. Ha fatto portare alcuni pezzi a Tursi e li ha fatti montare in fondo allo scalone. Voglio sapere, anche a nome dei miei compaesani, dove sono finiti i pezzi e soprattutto se hanno speso soldi pubblici per qualcosa che pubblica non è. Lo faccio ora perché ci avviciniamo a Natale e a Crevari non ci sarà comunque più il Presepe che era sì di proprietà della chiesa, ma era considerato da tutti come bene comune».

I pezzi sarebbero, alla fine, rientrati, ma il risultato è che Crevari continua a fare a meno del suo presepe meccanico. Quest’anno il presepe richiesto verbalmente dalla precedente amministrazione era quello di una chiesa di Voltri, che però da settimane aveva avvertito l’Amministrazione che non avrebbe ceduto la natività

Oggi l’ex assessora alle tradizioni Paola Bordilli ha fatto diversi post social sulla questione. Ha risposto indirettamente l’attuale presidente del Municipio Ponente Matteo Frulio che definisce «strumentale» la polemica dell’attuale capogruppo della Lega, in minoranza: «Peccato che a inizio novembre (come riferitomi dagli stessi il 6 novembre) i confratelli avessero comunicato che il presepe lo avrebbero tenuto loro per la loro mostra – scrive Frulio -. E, a dirla tutta, oltre alla menzogna a scopo politico (perché nessuno ha rifiutato formalmente il Presepe), fa specie che sta cosa fosse stata gestita malissimo e a voce dalla ex assessora, dato che non c’era alcun accordo formale pregresso con gli uffici».


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts