Economia 

Il marchio “Focaccia genovese” passa alla Camera di Commercio

Dall’Associazione Panificatori all’ente camerale: sabato la consegna ufficiale alla Borsa. Tra tutela del disciplinare, degustazioni e dibattito su storia, salute e turismo

Il marchio collettivo “Focaccia Genovese” cambia casa: dalla storica titolarità dell’Associazione Panificatori di Confcommercio Genova passa alla Camera di Commercio, con l’obiettivo dichiarato di rafforzarne la tutela e rendere più chiaro al pubblico quali panifici rispettano il disciplinare del prodotto. La consegna formale avverrà sabato 29 novembre, alla Sala delle Grida della Borsa di Genova, nel corso dell’appuntamento “Arte Bianca – La vera focaccia genovese protagonista alla Borsa di Genova”, organizzato da Confcommercio e Panificatori con il supporto di Regione Liguria e Camera di Commercio.

Dal marchio di categoria all’ente pubblico

Il marchio “Focaccia Genovese” era nato anni fa su iniziativa dell’Associazione Panificatori, come strumento di riconoscimento per i forni che seguono una ricetta e un metodo di lavorazione codificati. Il trasferimento alla Camera di Commercio viene presentato come un “salto di livello” nella gestione del marchio: un soggetto pubblico, già titolare di altri marchi territoriali, potrà infatti occuparsi di controlli, registri, eventuali adesioni e comunicazione istituzionale.

Secondo i promotori, l’operazione risponde a un fenomeno ormai consolidato: la crescente domanda di prodotti tipici “certificati” da parte di residenti e turisti, ma anche l’uso sempre più frequente del nome “focaccia genovese” in contesti e luoghi molto diversi, talvolta senza legami con il territorio o con la tradizione di panificazione locale. L’istituzione di un marchio ben definito – e riconoscibile su insegne, sacchetti, materiali informativi – punta a creare una linea di demarcazione tra chi aderisce a un disciplinare e chi no.

La posizione delle istituzioni

La giornata di sabato vedrà la firma e la presentazione pubblica del passaggio del marchio, accompagnata dagli interventi di Confcommercio, Camera di Commercio e Regione Liguria.

Per l’associazione dei commercianti, il trasferimento è il punto di arrivo di un lavoro iniziato anni fa per dare una cornice condivisa a un prodotto simbolo della città, ma anche il punto di partenza di una fase nuova, in cui la gestione passerà a un ente che ha nel proprio mandato istituzionale la promozione delle produzioni tipiche e il sostegno alle filiere locali.

Da parte regionale, l’operazione viene letta come uno strumento per rafforzare la tutela del disciplinare e offrire un segnale alle aziende che investono su qualità delle materie prime, tecniche tradizionali e continuità del mestiere. La Camera di Commercio, dal canto suo, colloca il marchio “Focaccia genovese” accanto ad altre esperienze simili – come il “Campionato mondiale del pesto al mortaio” – con l’idea, dichiarata, di inserirlo nel sistema “Genova Gourmet”, il contenitore che raccoglie marchi, prodotti, locali e percorsi gastronomici legati al territorio.

Degustazioni, tavola rotonda e “campionato” nel 2026

L’evento di sabato non sarà solo atto formale. In Sala delle Grida è prevista una degustazione aperta al pubblico: dodici panifici cittadini proporranno focaccia classica, alla cipolla e alla salvia, accompagnati da un’esposizione dedicata alla tradizione dell’arte bianca genovese.

In parallelo si svolgerà una tavola rotonda su storia, innovazione e salute della focaccia, moderata dal “cucinosofo” Sergio Rossi, con la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico e formativo: SINU Liguria, Università di Genova (CLP), l’Istituto Bergese, l’Istituto Marco Polo, la Scuola di Panificazione di ISCOT, oltre a esponenti camerali e di categoria. L’obiettivo dichiarato è affrontare non solo gli aspetti identitari e turistici, ma anche quelli nutrizionali e di ricerca sulle materie prime.

Nel corso della giornata sarà annunciata anche la nuova edizione del “Vero Campionato della Focaccia”, in programma nella primavera 2026. Nelle intenzioni degli organizzatori, non si tratterà soltanto di una gara tra forni genovesi, ma di un confronto con altre focacce italiane, trasformando le vie della città in un percorso diffuso di assaggi e giudizi, tra giurie tecniche e partecipazione del pubblico.

Un’operazione di tutela, non solo di immagine

Pur circondata da toni celebrativi, l’operazione di passaggio del marchio solleva anche alcuni interrogativi tipici quando una tipicità forte viene incanalata in un sistema di regole: quanti panifici sceglieranno di aderire formalmente? In che misura i controlli sul rispetto del disciplinare incideranno sulle pratiche reali di laboratorio? E quanto il marchio riuscirà a orientare davvero le scelte dei consumatori, distinguendo tra prodotti “autorizzati” e offerte più generiche?

Di certo, la decisione di affidare il marchio alla Camera di Commercio indica la volontà di istituzionalizzare un simbolo identitario, ancorandolo a procedure di registrazione, vigilanza e promozione non più solo “di categoria”. Per i panificatori che decideranno di utilizzare il marchio, l’adesione comporterà l’impegno a rispettare un disciplinare codificato; per chi acquista, la presenza del logo potrà diventare – nelle intenzioni dei promotori – un elemento informativo in più, non un lasciapassare automatico.

In una città dove la focaccia è insieme cibo quotidiano, prodotto turistico e motivo di orgoglio, la partita che si apre con questo passaggio non è soltanto comunicativa: riguarda il modo in cui Genova sceglie di governare il rapporto tra tradizione, mercato e immagine, provando a tenere insieme – non senza qualche inevitabile tensione – la forza di un simbolo popolare e le logiche, più fredde, dei marchi registrati.

Dichiarazioni

“Si tratta di un momento veramente importante per la nostra tradizione e per le imprese che la portano avanti – sottolinea Alessandro Cavo, presidente di Confcommercio Genova -. Il marchio della Focaccia Genovese è nato molti anni fa da un’intuizione della nostra Associazione Panificatori, proprio per tutelare ed esaltare un prodotto così fondamentale nella nostra cultura. Oggi, la cessione del marchio alla Camera di Commercio rappresenta un passo avanti strategico per dare ancora maggiore visibilità ai nostri panificatori. Il marchio sarà un’ulteriore garanzia di un prodotto di qualità superiore a disposizione di cittadini e turisti”.

Nel corso della giornata sarà annunciata anche la nuova edizione del “Vero Campionato della Focaccia”, prevista per la primavera 2026. “Sarà davvero bello dare vita a un Campionato che possa mettere a confronto la nostra Focaccia Genovese con le altre focacce italiane – aggiunge Cavo – trasformando le vie della città in una grande festa aperta a tutti”.

“La focaccia genovese non è solo un prodotto da forno, è un simbolo della nostra identità – commenta Alessio Piana, consigliere delegato allo Sviluppo economico della Regione Liguria -. Con il passaggio del marchio “Focaccia Genovese” alla Camera di Commercio rafforziamo la tutela del disciplinare e diamo alle attività che lo rispettano uno strumento in più di valorizzazione e di promozione, a beneficio di cittadini, turisti e di tutta la filiera ligure del gusto”.

“Siamo fieri di poter mettere a sistema il marchio Focaccia genovese come già abbiamo fatto anni fa per il marchio Campionato mondiale del pesto genovese al mortaio: due eccellenze della nostra enogastronomia che sono anche due carte vincenti per il turismo – evidenzia Maurizio Caviglia, Segretario generale della Camera di Commercio di Genova -. In prospettiva, lavoriamo perché il marchio possa entrare a far parte del sistema Genova Gourmet, che racconta il nostro territorio dai semi alla tavola”.

“Per noi panificatori questo passaggio rappresenta un riconoscimento profondo del lavoro che svolgiamo ogni giorno nei nostri laboratori – afferma Gino Petrucco, presidente dell’Associazione Panificatori di Confcommercio Genova -. La Focaccia Genovese non è solo un prodotto: è un gesto quotidiano, è profumo, è identità. Consegnare il marchio alla Camera di Commercio significa affidarlo a un sistema che può garantirne ancora più tutela, più valorizzazione e una promozione forte, capace di parlare a tutta la città e ai visitatori. E’ una scelta che guarda al futuro della nostra tradizione, senza mai tradirne l’essenza e senza dimenticare che il marchio dell’associazione panificatori ha radici profonde che i nostri ‘fornai’ portano avanti con orgoglio”.


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