“Verdi” 39 anni dopo: dalla Liguria al dibattito nazionale sull’ambiente

Angelo Spanò: «All’inizio soli contro nucleare, cemento e auto nei centri storici. Oggi tutti parlano delle nostre idee»

Il 16 novembre 1986, a Finale Ligure, nasceva ufficialmente la federazione dei Verdi italiani. A 39 anni di distanza, l’anniversario viene ricordato da Angelo Spanò, già consigliere provinciale dei Verdi, con un messaggio che è insieme augurio e rivendicazione politica: «Buon compleanno!», scrive, ricordando come, in anni in cui l’ambiente non era ancora tema centrale, i Verdi provarono a cambiare l’agenda del Paese.

Spanò sottolinea come oggi «tutti parlano di ambiente e di tutela del paesaggio», ma quasi nessuno riconosce il ruolo pionieristico dei Verdi nell’aver portato per primi questi temi nel dibattito pubblico italiano. Mentre il partito ecologista metteva al centro «la lotta al nucleare e la raccolta differenziata, le energie rinnovabili e la chiusura alle auto dei centri storici», ricorda l’ex consigliere, gli altri schieramenti «si sbracciavano a fare gli industrialisti sviluppisti e neoliberisti».
Secondo Spanò, molti di coloro che allora osteggiavano quelle posizioni oggi hanno costruito carriere politiche proprio su temi ambientali, «vendendo il grano del nostro campo» senza riconoscere l’origine di quelle idee. Da qui l’amara definizione dei Verdi come «figli di un Dio minore, minoranza reietta e profetica in un paese avvelenato dall’ipocrisia e dal cemento».
Il messaggio si chiude con una dichiarazione di identità e appartenenza: «Verdi per sempre!». Un modo per ribadire che, nonostante i cambi di stagione politica, chi si riconosce in quella storia continua a rivendicare la coerenza di aver parlato di ecologia, tutela del paesaggio e sostenibilità molto prima che diventassero parole d’ordine diffuse.
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