Oggi a Genova 

Tunnel subportuale, partenza dei cantieri ai giardini Coco e 80 mesi di lavori. Ecco cosa cambierà alla Foce

Il progetto del tunnel subportuale entra nella fase concreta e lo fa nel punto forse più delicato: i giardini Francesco Coco. Nel corso di una commissione molto partecipata, il Comune ha chiarito che non può intervenire sul disegno dell’infrastruttura, già approvato nei passaggi autorizzativi, ma può accompagnare il percorso informando i cittadini e raccogliendo osservazioni

Affollata assemblea pubblica, stasera, nel salone dell’Aci. All’ordine del giorno, il tunnel subportuale. Erano presenti l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola, l’architetto Mattia Cipriani del Renzo Piano Building Workshop, l’ingegner Alberto Selleri di Autostrade. Presenti anche la presidente del Municipio MedioLevante Anna Palmieri e del CentroEst Simona Cosso.

Il cronoprogramma trasmesso a Tursi parla di 80 mesi, poco meno di sette anni di lavori. La prima fase inizierà già a novembre: verrà consegnata l’area dei giardini Coco e si partirà con i lavori preparatori. Qui lo sbocco del tunnel richiederà il taglio di 67 alberi (48 subito, gli altri a seguire), con la previsione di metterne a dimora circa 80 nuove piante per compensare. Subito dopo scatteranno bonifica bellica, verifiche archeologiche accanto alle mura delle Cappuccine e opere di protezione del contrafforte storico. L’obiettivo è preparare il terreno alla costruzione del grande pozzo di scavo, che arriverà solo verso la fine del 2027.

Nel frattempo, dal lato opposto, la talpa dovrebbe partire da San Benigno per iniziare la galleria verso la Foce. L’arrivo è stimato a fine 2028, quando la macchina verrà smontata e riportata indietro per scavare la seconda canna, verosimilmente nel 2029. Gli ultimi 15 mesi serviranno a chiudere la galleria artificiale sotto corso Aurelio Saffi, realizzare le nuove connessioni con viale Brigate Partigiane e rifare le aiuole centrali nel tratto tra via Maddaloni e via Diaz.

Il progetto non riguarda solo il sottosuolo. I giardini Coco saranno ripensati dallo studio Piano per renderli più accessibili e meno “chiusi”: verrà inserito un terzo bastione per mascherare le gallerie, saranno alleggerite le zone troppo fitte e verrà mantenuta la lettura delle mura, oggi soffocata dalla vegetazione. A sorpresa, le aiuole storiche lungo corso Aurelio Saffi resteranno: la Soprintendenza ha chiesto di conservarle, tranne nel punto in cui il tunnel affiorerà.

Il punto più discusso è la viabilità. Il disegno attuale prevede tre corsie d’ingresso al tunnel (due da nord, una da sud), uscite che piegano verso il mare e l’eliminazione dei parcheggi lungo le aiuole per ricavare un percorso ciclo-pedonale. È una soluzione studiata pensando al tunnel come sostituto della Sopraelevata, non come semplice alternativa: l’assetto del nodo della Foce è stato calcolato su quella prospettiva. In commissione è emersa l’opposizione del municipio alla perdita di posti auto, considerati essenziali in un quartiere che ospiterà polo sportivo e fieristico; Autostrade ha risposto che il progetto recepisce le indicazioni ricevute e che eventuali correzioni potranno arrivare solo se cambierà l’indirizzo del Comune.

Durante i lavori, è stato assicurato, verranno adottate tecniche per mantenere almeno una corsia per senso di marcia su corso Aurelio Saffi, ma i disagi saranno inevitabili. Restano poi aperte le questioni più politiche: che cosa fare della Sopraelevata una volta completato il tunnel e come bilanciare l’opera con le esigenze quotidiane della Foce. Su questo gli amministratori hanno rinviato la decisione al momento in cui il collegamento sotterraneo sarà davvero funzionante. Nel frattempo, cittadini e municipi hanno chiesto di essere coinvolti passo dopo passo, soprattutto per verde, parcheggi e rumori di cantiere.


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