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Righi, otto alberi condannati all’abbattimento dopo il cantiere Enel. I residenti contestano il Comune

Secondo il Comune lo scavo per alimentare il ristorante di Montallegro ha compromesso le radici e impone la chiusura del tratto di via Carso. I comitati portano due perizie di parte: «Le piante sono vigorose, basta potarle e fare un’analisi strumentale»

La vicenda degli alberi in cima a via Carso, al Righi, entra nella fase più delicata. Dopo il sopralluogo congiunto di vigili del fuoco, aster verde e servizio pubblica incolumità, il Comune ha disposto la chiusura del tratto di strada tra largo Caproni e lo spaccio Panarello perché alcune piante a monte risultano instabili a seguito dello scavo del cantiere per la nuova cabina elettrica Enel, realizzata per potenziare le forniture al ristorante Montallegro. Le verifiche tecniche comunali hanno portato a una conclusione netta: otto alberi, tra quelli storici che affacciano sulla via e sul percorso per la funicolare, avrebbero subito un danneggiamento dell’apparato radicale tale da rendere necessario l’abbattimento per motivi di sicurezza. Fino al completamento degli interventi, il passaggio resta interdetto ai veicoli e ai pedoni, con l’accesso al ristorante e al Parco delle Mura garantito dalla viabilità alternativa di via Mura di Sant’Erasmo.

Ma il fronte dei residenti non è d’accordo. Un’ampia rete di comitati di zona e associazioni ambientaliste, dopo aver visto le transenne e i jersey posizionati da aster, ha fatto eseguire due valutazioni a tecnici di propria fiducia. Entrambi – spiegano – avrebbero riscontrato piante “in pieno vigore vegetativo”, lecci e bagolari “lussureggianti”, e uno scavo sì ravvicinato ma non tale, da solo, a far prevedere un cedimento immediato. La proposta che arriva dal quartiere è chiara: invece di tagliare in blocco, alleggerire le chiome con una potatura e procedere in pochi giorni con una prova strumentale di stabilità (la cosiddetta analisi SIM) per misurare davvero la tenuta delle radici. Secondo i cittadini, anche la conformazione del sito – muro di contenimento a monte e filare stradale a valle – offre un minimo di protezione dal vento, quindi non ci sarebbe quel “pericolo ora” che giustificherebbe un intervento radicale.

La situazione si è complicata perché lo stesso Comune, già a inizio ottobre, aveva sospeso i lavori del cantiere per capire se lo scavo avesse inciso sulla fascia di radici delle alberature storiche. Ora che i tecnici comunali hanno certificato il danno, dagli uffici è partita la ricostruzione delle responsabilità e l’assessorato competente ha annunciato che saranno valutate tutte le azioni possibili nei confronti dei soggetti che hanno operato sul posto. Nel frattempo la strada resta chiusa e i residenti chiedono almeno una navetta dalla funicolare per chi non ha l’auto: il blocco totale, insistono, crea disagi ai condomìni della zona alta.

Il cuore dello scontro è tutto qui: per Palazzo Tursi la priorità è la pubblica incolumità e, di fronte a un deterioramento delle radici ritenuto “irreversibile”, l’abbattimento è la via più sicura e più rapida. Per i comitati, invece, il Comune starebbe correndo troppo dopo essere intervenuto tardi sul cantiere: “Hanno aspettato a fermarlo e ora hanno fretta di tagliare”, è l’accusa. Da qui le richieste molto pratiche: consegnare la perizia del verde, autorizzare l’esame strumentale, valutare un intervento meno invasivo. Solo dopo, dicono i cittadini del Righi, si potrà capire se davvero gli otto alberi devono sparire o se possono essere salvati.

In copertina: foto di repertorio


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