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Fondi regionali per bonifiche e indagini ambientali, in arrivo a Genova 115.500 euro

Assegnate al Comune risorse per completare la bonifica in via Manara sul torrente Chiaravagna, per le indagini sull’“Area Penisola” e per la caratterizzazione della zona tra piazza Clavarino e via Bressanone. L’assessore Giampedrone: «Risorse dall’ecotassa reinvestite per restituire aree oggi inutilizzabili»

Genova riceverà 115.500 euro dalla Regione Liguria per proseguire su tre fronti della messa in sicurezza e bonifica di aree potenzialmente contaminate. Il provvedimento, approvato dalla giunta regionale su proposta dell’assessore all’Ambiente Giacomo Raul Giampedrone, rientra nel quadro degli interventi finanziati con le risorse dell’ecotassa, che la Regione ogni anno reinveste per la tutela ambientale.

Per la città sono previsti tre interventi distinti:

  1. 24.500 euro per il completamento della bonifica del sito “opere idrauliche torrente Chiaravagna – via Manara”: un tassello importante in un’area delicata dal punto di vista idraulico e ambientale, dove negli anni si sono stratificati interventi di messa in sicurezza del torrente e delle aree circostanti.
  2. 50.000 euro per indagini ambientali integrative e progettazione di bonifica dell’“Area Penisola”: le risorse serviranno a definire con precisione lo stato di inquinamento del sito e a predisporre il progetto operativo di risanamento.
  3. 41.000 euro per il completamento della caratterizzazione dell’area tra piazza Clavarino e via Bressanone, nella zona di Sestri Ponente, dove sono necessari rilievi e analisi per individuare con esattezza le sostanze presenti nel sottosuolo e stabilire le priorità di intervento.

Si tratta di passaggi tecnici ma decisivi: senza caratterizzazione non si può progettare la bonifica e senza progetto non si può intervenire. La Regione ricorda infatti che queste attività permettono di “far emergere” eventuali inquinamenti storici e di riportare in disponibilità pubblica aree che oggi sono vincolate o inutilizzabili.

Lo stesso provvedimento assegna risorse anche a La Spezia (169.601,74 euro, tra cui la bonifica dell’ex deposito Tarros oggi scuola di Fossamastra e la progettazione sull’ex raffineria Ip) e a Lerici (101.268 euro per la messa in sicurezza dell’ex discarica di Camisano), ma l’assegnazione a Genova conferma che anche nel capoluogo restano da chiudere capitoli aperti di risanamento ambientale, spesso legati a usi industriali del passato.

La logica è quella di una mappatura aggiornata dei siti a rischio, prevista dal Piano regionale di gestione dei rifiuti e delle bonifiche, che definisce le priorità sulla base di indicatori oggettivi (stato di inquinamento, prossimità ai centri abitati, rischio idrogeologico). Così facendo, i fondi vengono indirizzati prima dove il recupero ambientale può produrre più benefici: sicurezza, riuso urbano, possibilità di nuovi servizi.


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