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Via dei Filtri, il collegamento costa ben oltre lo stanziato e ha criticità tecniche a catena. Ferrante: «Inserito nel piano triennale senza titolo, tra vincoli e costi fuori scala»

In risposta all’interrogazione della consigliera Erika Venturini (Lista Salis) sul nuovo collegamento tra via Trossarelli e via Struppa, l’assessore ai Lavori pubblici ha spiegato che gli esiti delle prime indagini mettono in fila problemi strutturali, idraulici, paesaggistici e proprietari: il progetto, oltre a superare ampiamente i 3 milioni previsti, richiederebbe interventi e autorizzazioni tali da renderlo oggi non praticabile non solo per le risorse a bilancio non sufficienti. Il presidente del Municipio Passadore: «Lavori inseriti nel piano triennale dalla passata giunta, ma il Puc parla chiaro. Il Comune non può fare opere in area privata»

Le indagini geognostiche indicano tratti del tracciato in zona a elevata suscettività al dissesto: servirebbero opere di bonifica (micropali, consolidamenti, regimazione delle acque) già di per sé fuori budget. Il rio Ruinà, corso d’acqua primario non ancora studiato a fondo, impone uno studio idraulico complesso per l’esclusione della fascia P3 e, comunque, fasce di inedificabilità. La vicinanza all’acquedotto storico richiede nulla osta della Soprintendenza. L’intero allineamento interessa aree private (espropri e contenziosi in atto), con ulteriori tempi e costi. Sul piano urbanistico, la norma speciale del PUC rimanda l’opera agli oneri dei privati in base a una convenzione del 1998: la manutenzione resterebbe a carico del soggetto attuatore. Risultato: tra consolidamenti, studi, autorizzazioni e acquisizioni, l’intervento supererebbe nettamente lo stanziamento iscritto nel programma triennale dalla precedente giunta.

L’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante, con deleghe a formulazione e attuazione del piano triennale delle opere pubbliche, manutenzioni, lavori pubblici e opere strategiche infrastrutturali, ha risposto in Consiglio comunale all’interrogazione di Erika Venturini, consigliera della Lista Salis: «Considerato che nel programma triennale dei lavori pubblici 25-27 è inserito il capitolo di spesa intitolato “Via dei Filtri, nuovo collegamento viario tra Via Trostrelli e Via Struppa”, si interroga questa Amministrazione per conoscere quale sia ad oggi lo stato dell’arte, della progettazione, gli atti autorizzativi, eventuali ostacoli attuali e se disponibili le previsioni dei tempi di realizzazione e di affidamento degli incarichi futuri».

L’area si trova in Media Valbisagno. «Negli anni precedenti – ha detto Venturini -, il Municipio aveva sollevato una questione importante collegata alla viabilità che incide su via Trossarelli, una via che in quest’ultimo periodo crea non pochi disagi alla cittadinanza. Si era portata avanti l’idea di un nuovo collegamento, quindi la creazione e il prolungamento dell’attuale via dei Filtri proprio per sgravare dalle problematiche di Via Trossarelli. Era stata poi inserita nel piano triennale 2025-2027, se non erro, per 3 milioni. Oggi vorremmo interrogare questa amministrazione per conoscere quale sia lo stato dell’arte e della progettazione e come sono gli atti autorizzativi, se c’è già stato un affidamento e le tempistiche per la sua realizzazione»

Lo stato della progettazione, dissesti e consolidamenti necessari

«Effettivamente questo è un argomento interessante perché è stato inserito nel piano triennale (dalla precedente giunta, n. d. r.) a mio avviso senza alcun titolo – ha detto Ferrante -. Ora spiegherò perché, e la spiegazione non arriva tanto da me, ma dagli uffici tecnici. Con determina dirigenziale del 12 dicembre 2024 è stato affidato il servizio di indagine e redazione ai progetti di fattibilità tecnico-economica relativo a via dei Filtri, il nuovo collegamento viario tra via Trossarelli e via Struppa. A seguito delle indagini geognostiche e delle prime elaborazioni progettuali effettuate sono emerse le seguenti criticità. Con riferimento alla suscettività al dissesto aveva evidenziato che parte del possibile tracciato stradale su area ad alta suscettività che renderebbe necessaria una preventiva realizzazione di opere di bonifica e sistemazione del movimento franoso quali ad esempio cordoli in micropali e una rete di regimazione di acque superficiali volte ad eliminare lo scorrimento idrico superficiale incontrollato nel settore a valle del tracciato stradale considerato come principale causa dei dissesti superficiali elevati sulle strutture murari e pertinenziali delle abitazioni distinti e già questo quadro farebbe completamente sforare la disponibilità economica messa nel piano triennale».

Vincoli idraulici: il caso del rio Ruinà

«Inoltre – ha proseguito l’assessore – , ci sono le interferenze con il rio Ruinà, classificato come primario e non indagato idraulicamente che renderebbero necessario effettuare uno studio idraulico complesso e oneroso per valutare l’esclusione della fascia P3 di pericolosità (indica un’elevata pericolosità, sia in termini di rischio alluvione che di frana n. d. r.). La fascia P3 è la fascia rossa alla massima esondabilità e allagabilità. Nel caso di eventuale pubblicazione da parte di Regione Liguria di cartografia con l’individuazione dei tratti di corsi d’acqua a morfologia incassata potrebbe non essere più necessario lo studio idraulico suddetto, ma rimarrebbe soltanto la delimitazione della fascia di inedificabilità assoluta pari a 10 metri».

Tutela paesaggistica e beni vincolati. Proprietà private, espropri e contenziosi. L’inquadramento urbanistico nel PUC

«Lì abbiamo anche la vicinanza con l’acquedotto storico e per poter realizzare l’infrastruttura necessitiamo di specifiche autorizzazioni da parte della Sovrintendenza – ha proseguito Ferrante -. Dopodiché il tracciato è completamente ricadente in aree non di proprietà del Comune e pertanto necessitante di esproprio. Va anche evidenziata la presenza di contenziosi tra privati in merito alla gestione dei versanti in considerazione dei sovraesposti i costi dell’intervento già stimati sopra il termine di 3 milioni di euro potrebbero aumentare significativamente. Io ho fatto fare anche una ricerca urbanistica perché questa situazione non mi era chiara e ho voluto chiedere esattamente com’era sovrapponendo l’infrastruttura al Puc (Piano Urbanistico Comunale n. d. r.9) e alle norme di attuazione com’era la situazione urbanistica e abbiamo scoperto questo che non era stato scoperto prima».

«A seguito di confronto con i competenti uffici della civica amministrazione a livello di norma Puc – ha concluso l’assessore – è stato verificato che la realizzazione del collegamento viario rientrerebbe tra gli oneri a carico della parte privata, peraltro anche con manutenzione a carico, in quanto l’area ricade in norma speciale (numero 42) che fa salve le previsioni della convenzione urbanistica sottoscritta in data 22 settembre 1998 con l’immobiliare Antelao che ha ceduto alla società Trident oggi in liquidazione. Quindi anche dal punto di vista urbanistico, si tratta di intervento privato. Addirittura la norma del Puc prevedeva che l’intervento del bypass venisse realizzato esclusivamente dai privati».

Il presidente del Municipio Passadore: «Siamo stati portati a spasso dalla precedente giunta: il PUC ha sempre riservato la competenza ai privati»

«Negli anni ho sempre anche io combattuto e mi sono sempre attivato per questo progetto e per questa strada, perché comunque riteniamo che possa portare davvero uno sgravio importante a un bel po’ di famiglie, che nel computo complessivo del Comune di Genova non sono tante, ma per una realtà come quella, in cui ogni tanto frana un terreno, ogni tanto c’è un cedimento, sarebbe andato ad alleviare il problema – dice il presidente del Municipio Media Valbisagno, Lorenzo Passadore -. Ho chiesto per quello alla consigliera comunale Erika Venturini di interrogare l’amministrazione comunale circa lo stato di avanzamento, perché gli stessi ex esponenti di maggioranza del municipio che oggi sono in opposizione, erano stati un po’ portati a spasso dalla vecchia giunta, perché per due anni non è stato fatto niente. L’ultimo atto concreto fatto prima d questo era per mano della giunta municipale precedente a quella di centrodestra. Io stesso, quando ero assessore municipale, avevo fatto fare uno studio di fattibilità. Poi, cambiata la giunta municipale, per un paio d’anni il Municipio è stato portato a spasso. Dopo, l’allora vicesindaco facente funzioni Pietro Picciocchi, in avvicinamento alla campagna elettorale per Comuali e Municipali, aveva dato mandato di fare questo studio di fattibilità approfondito avanzato. Gli uffici non erano particolarmente felici di questa cosa, perché sospettavano, secondo me, tutti i problemi idrogeologici, geologici e tecnici che ora sono emersi. L’assessore Ferrante, al quale avevo ribadito l’importanza di questo progetto, ha mandato avanti la macchina dell’amministrazione per verificare un computo economico verosimile e più veritiero. Visto che non c’era ancora il progetto definitivo, hanno spostato ad agosto lo stanziamento, lo hanno posticipato un po’ più avanti, riducendo le risorse per quest’anno. Poi non se ne è più saputo niente. Adesso scopriamo nostro malgrado che siamo stati portati a spasso per un sacco di tempo dalla giunta comunale precedente e che probabilmente ci sono più problemi rispetto a quelli che forse qualcuno aveva detto, perché a dire “sì” ci vuole poco, però poi dire un sì confortato da aspetti tecnici è un po’ più difficile e questo lo dimostra. Ci siamo resi conto di questo e soprattutto dell’aspetto che invece qualcuno ha omesso, il fatto che ci fosse un Puc secondo il quale per quella strada gli oneri di urbanizzazione competono ai privati, Di fatto, il comune se fosse andato avanti l’iter, avrebbe realizzato con i soldi pubblici una strada che comunque da Puc spetta ai privati». Probabilmente, gli uffici avrebbero bloccato la realizzazione, perché questo è vietato dalla legge.

«Sembra quasi che noi siamo sempre un po’ quelli del no e io di questa narrazione mi sono stancato – prosegue Passadore -. Ora, insomma, analizzeremo quali sono gli aspetti tecnici, ma Ferrante è stato abbastanza preciso sui contenuti. L’aspetto del Puc mi sembra uno scoglio difficile da superare. Quindi secondo me siamo stati portati a spasso, non c’è stata detta tutta la verità, ecco. L’assessore Ferrante è stato molto preciso perché ha colto subito, appena insediato, l’esigenze della zona e ha incaricato gli uffici comunali che ora gli hanno presentato tutte le difficoltà. Lui ha chiesto tra l’altro un approfondimento tecnico all’Urbanistica e poi è uscita questa storia del Puc. Le prescrizioni del Puc non sono una novità, c’erano anche quando sono stati messi quei tre milioni sul piano triennale. Cosa avrebbe fatto Picciocchi, al netto delle altre difficoltà tecniche e dei fondi insufficienti? Avrebbe realizzato una strada in un luogo un progetto urbanistico riserva la competenza ai privati?».

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