Cultura - 

“Memorabilia – Una Storia di Famiglia”, il docufilm di Giovanni E. Morassutti sulla ditta che fece sognare l’Italia (e Genova)

Archivi, memorie operaie e teatro d’impresa: il film ripercorre l’epopea della Paolo Morassutti — dai magazzini e negozi (anche in via Carlo Rolando, piazza Banchi e via Emilia) alla compagnia teatrale aziendale — tra capitalismo etico, crisi degli anni ’70 e un’eredità culturale che resiste

Giovanni E. Morassutti ha ultimato la postproduzione di “Memorabilia – Una Storia di Famiglia”, un documentario autobiografico dedicato alla storica Paolo Morassutti, impresa italiana attiva nella ferramenta e nei casalinghi fin dal Settecento, diventata negli anni Sessanta un marchio di riferimento con oltre 2.000 dipendenti e 40 punti vendita diffusi in tutta la penisola. A Genova, l’azienda operava in via Carlo Rolando, piazza Banchi e via Emilia, luoghi rimasti nella memoria di molti ex dipendenti e clienti a cui il film si rivolge con un invito a condividere ricordi e testimonianze.

Realizzato in collaborazione con Archivio del Movimento Operaio e Democratico, Archivio Nazionale Cinema d’Impresa e Cineteca del Friuli, il docufilm si prepara al circuito dei festival e propone una lettura inedita della storia d’impresa italiana: non solo bilanci e crescita, ma capitalismo etico, welfare filantropico e teatro come collante identitario. Fulcro del racconto è infatti la Compagnia Stabile Paolo Morassutti, nata negli anni Sessanta dentro l’azienda — un’esperienza di teatro amatoriale che ha cementato i legami tra proprietà e lavoratori, con tournée in varie città (fra cui Bologna) e che oggi sopravvive con il nome “Arlecchino Morassutti”.

La narrazione, in prima persona, intreccia la ricerca identitaria del regista — formatosi all’Actors Studio di New York e diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia — con materiali d’archivio rari (audio su bobine, fotografie, filmati d’epoca), un epistolario familiare e interviste agli ex dipendenti-attori. L’incipit nel luna park, accompagnato da una poesia dialettale incisa su un 33 giri prodotto dall’azienda negli anni Sessanta, apre una galleria di “memorabilia” che attivano emozioni e memoria collettiva.

Il film non elude le ombre: affronta la vendita dell’azienda negli anni ’70 e, secondo il racconto proposto dall’opera, le pressioni criminali riconducibili a Michele Sindona, per mostrare come la finanza spregiudicata possa disgregare patrimoni umani e sociali costruiti in decenni. La chiusura, però, è affidata alla resilienza: la compagnia teatrale che continua a vivere e la collaborazione con Morassutti Group testimoniano come il legame tra impresa e cultura possa attraversare le crisi e resistere nel tempo.

“Memorabilia” si presenta così come un ritratto familiare e collettivo: un viaggio nella memoria industriale italiana che parla di orgoglio del lavoro, solidarietà, cura delle persone e del ruolo delle arti nello stare insieme. È un film che interroga il presente partendo dagli oggetti e dalle storie di chi ha popolato magazzini, negozi e palcoscenici aziendali: un invito, rivolto in particolare alla comunità genovese, a raccontare la propria giovinezza ai figli e ai nipoti, prima che i ricordi si disperdano.

Crediti principali
Regia, scrittura e voce narrante: Giovanni E. Morassutti
Produttori esecutivi: Domenico Morassutti, Alessandro Parrello
Produzione: Domenico Morassutti, Art Aia – Creatives in Residence, West 46th Films, Morassutti Group

Chi è Giovanni E. Morassutti
Attore e regista, ha mosso i primi passi grazie alla formazione con John Strasberg e ha recitato in titoli come Last Days, I Viceré, Duse, Lola, Il mio giorno. Come documentarista ha firmato Personal Dream Space, dedicato all’evoluzione del Method Acting. Oggi alterna la scrittura cinematografica alla regia teatrale su temi ambientali e a nuovi progetti da interprete.

Per la comunità genovese — dove la Morassutti ha lasciato un’impronta affettiva e sociale — il film è l’occasione di ritrovarsi: ex dipendenti, clienti e famiglie possono riconoscere tra le immagini un pezzo della propria storia, contribuendo a tramandarla.


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