Cultura 

“Dal Regency al Vittoriano”, la moda dell’Ottocento in mostra alla Villa Duchessa di Galliera

Per i Rolli Days autunnali 2025, il Teatro Storico di Voltri espone abiti e accessori d’epoca: un viaggio nell’evoluzione del gusto femminile dall’età napoleonica alle soglie del Novecento

Nel calendario dell’edizione autunnale dei Rolli Days 2025, la Villa Duchessa di Galliera a Voltri propone un’iniziativa che intreccia storia del costume, trasformazioni sociali e memoria del territorio. Nel settecentesco Teatro Storico del palazzo apre la mostra “Dal Regency al Vittoriano”, un percorso attraverso abiti e accessori originali che ripercorrono l’intero Ottocento, dall’ultimo riflesso della moda imperiale fino all’età vittoriana avanzata, alle soglie del Novecento.

Un percorso nell’Ottocento

La rassegna ricostruisce la parabola della moda femminile in relazione ai grandi cambiamenti del secolo: il mutare dei ruoli sociali, l’avanzare della borghesia, la nascita dei consumi di massa, l’impatto della rivoluzione industriale su tessuti e manifattura. Il visitatore è accompagnato lungo un itinerario cronologico e tematico che mostra come silhouette e materiali si siano trasformati insieme alle abitudini e alle aspirazioni della società.

Dal tramonto dell’Impero al gusto Regency

All’indomani della stagione napoleonica, la linea “all’antica” perde progressivamente centralità. Il gusto Regency—breve ma decisivo—funge da cerniera: ancora abiti relativamente sciolti e vita alta, ma con un’inclinazione crescente verso l’ornamento, le trasparenze misurate, i ricami ispirati alle arti decorative e un’attenzione nuova per gli accessori (reticelle per capelli, scialli, reticoli). La mostra evidenzia questo passaggio con capi che raccontano eleganza e misura, preludio all’opulenza successiva.

L’età vittoriana: crinoline, tournure, codici sociali

Con Vittoria sul trono britannico per gran parte del XIX secolo, la moda assume proporzioni e rituali più complessi. La linea si apre in ampiezza con crinoline e sottostrutture che sostengono gonne monumentali; nella seconda metà del secolo la tournure (bustle) sposta volumi e attenzione sul dietro, mentre il busto è modellato da corsetteria tecnicamente sempre più evoluta. Mutano anche i codici del vestiario per momenti d’uso: abiti da passeggio, da ricevimento, da sera, da lutto, ciascuno con regole e materiali dedicati. Trine, merletti, velluti e sete dialogano con tinte e decori resi più accessibili dalle innovazioni industriali.

L’impatto dell’industria su filati e colori

L’Ottocento vede l’esplosione delle tinture chimiche e la diffusione di nuove fibre e finissaggi, che accelerano la produzione e moltiplicano le possibilità cromatiche. La mostra mette in luce come le tecnologie di filatura e tessitura—insieme alla nascita dei grandi magazzini e di una prima cultura della moda illustrata—abbiano trasformato la circolazione dei modelli, rendendo più rapido il passaggio delle tendenze dalle capitali europee ai centri periferici e viceversa.

Un allestimento pensato per il Teatro Storico

L’ambientazione nel Teatro Storico valorizza la dimensione “scenica” del vestire ottocentesco: pedane, corpetti e accessori sono presentati come attori su un palcoscenico, con un apparato didascalico che guida la lettura delle strutture sottostanti (stecche, imbottiture, crinoline) e ne spiega la funzione. Il taglio è divulgativo: oltre ai capi principali, si incontrano guanti, velette, borsettine, gioielli di costume e piccoli oggetti che raccontano la vita quotidiana delle donne dell’epoca.

Informazioni utili

Dove: Teatro Storico di Villa Duchessa di Galliera, vico Nicolò da Corte 4, Genova-Voltri
Quando: 17–19 ottobre e 24–26 ottobre 2025
Turni di visita: 14:30, 15:30, 16:30, 17:30
Biglietto unico: € 6,00 (acquisto online al link indicato o in loco; prenotazione consigliata)
Info: www.villaduchessadigalliera.it – Acquisto online: https://bit.ly/3IYZGRC

Con “Dal Regency al Vittoriano” la Villa Duchessa di Galliera offre ai Rolli Days un tassello originale dedicato al tema “Genova e l’800”: non solo eleganza e gusto, ma anche una lettura storica e materiale dell’abito come specchio delle trasformazioni di un secolo che ha inventato la modernità.


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