Avvenente minaccia azioni legali contro Ghio dopo le buriana in Consiglio comunale. Lei rilancia: «Denuncio io». Nella prossima seduta nuovo confronto in aula

Il consigliere di Vince Genova: «Valuto querela per diffamazione e danno d’immagine». Il caso nasce dal battibecco fuori dall’aula con la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra dopo un ordine del giorno dedicato a Norma Cossetto. Ne era nato un tourbillon che aveva costretto il presidente del consiglio Claudio Villa a interrompere la seduta. Poi, la maggioranza non era rientrata nella Sala Rossa dove invece sia la consigliera di Avs sia altri consiglieri di maggioranza avevano testimoniato quanto sarebbe accaduto nei corridoi, parlando di aggressione verbale da parte di diversi consiglieri delle liste civiche di opposizione tra cui, appunto, Avvenente. Ghio ha deciso di denunciare anche i leoni da tastiera

Il consigliere comunale Mauro Avvenente (Vince Genova) ha scritto su Facebook di aver dato mandato ai propri legali per valutare «tempi e modalità per procedere per diffamazione e danno d’immagine» contro chi — a suo dire — gli avrebbe rivolto un’accusa infamante e falsa. Nel post, Avvenente riconosce di aver alzato i toni «di un’ottava» e chiede scusa per questo, spiegando che la reazione sarebbe dipesa dall’inammissibilità, a suo giudizio, di alcune affermazioni pronunciate in Consiglio su Norma Cossetto. Ribadisce inoltre che in politica vede avversari, non nemici, e condanna ogni forma di violenza.

Il riferimento è alla seduta turbolenta del Consiglio comunale in cui, durante la discussione di un ordine del giorno per il ripristino di una targa dedicata a Cossetto, la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesca Ghio, ha ricordato dati storici sull’appartenenza della giovane istriana, medaglia d’oro al valor civile, violentata, torturata e infoibata nel 1943 da partigiani dell’allora Jugoslavia ai Gruppi universitari fascisti, precisando che ciò non giustifica in alcun modo la violenza subita.
L’ordine del giorno, proposto dalla Lega e firmato da tutto il centrodestra, chiedeva all’aula una “Presa di posizione a tutela del rispetto e dell’integrità delle forze di opposizione del Consiglio comunale e contrasto alle azioni violente”, presentato dal gruppo della Lega e sottoscritto da tutti gli altri gruppi di opposizione. Obiettivo principale, quello di tirare di nuovo in ballo l’inopportuna dichiarazione a microfoni spenti del consigliere Dem Claudio Chiarotti risalente a quasi un mese fa, che, rivolgendosi alla capogruppo di Fdi Alessandra Bianchi, aveva detto: «Non dire cazzate, vi abbiamo già appeso per i piedi una volta». La seduta era finita con l’esplicita condanna della sindaca Silia Salis e con le scuse di Chiarotti. Da quel giorno, l’opposizione riporta in aula quei fatti ad ogni seduta in Sala Rossa.
Martedì scorso, la maggioranza di centrodestra ha contestato duramente l’intervento di Ghio. La seduta è stata sospesa e, secondo quanto ricostruito in aula dalla consigliera Avs e testimoniato da altri consiglieri, nei corridoi si sarebbe verificata una aggressione verbale da parte di quattro consiglieri delle liste civiche di centrodestra nei suoi confronti, insulti e persino minacce, queste ultime da soggetti non identificati. La sindaca Silvia Salis aveva definito l’episodio «vergognoso», chiedendo scuse ufficiali e «rispetto delle istituzioni». Dall’altra parte, esponenti del centrodestra hanno accusato Ghio di aver offeso la memoria della vittima e hanno chiesto un passo indietro, mentre il gruppo Vince Genova Pietro Piciocchi aveva preannunciato querele.
«Non sono entusiasta di andare in tribunale, se non vi sarò costretto spero di poterlo evitare – scrive sempre Avvenente, ma in un secondo post -, ma accuse del tipo che avrei sputato addosso ad una persona, queste non le posso accettare da parte di nessuno, men che meno da chi ha mancato di rispetto ad una ragazza violentata, torturata villipesa nelle sue parti intime con un paletto e gettata ancora viva in una foiba». In realtà Ghio aveva detto in aula non che il consigliere di Vince Genova le avesse sputato addosso intenzionalmente, ma che le era così vicino che, parlando con veemenza, la saliva gli sarebbe uscita alla bocca, finendo sul suo viso. Quanto detto esattamente da Ghio lo si può sentire nel video qui sotto.
«La mia veemenza ed il mio accrescimento del tono di voce di una ottava, per cui mi sono scusato, deriva da queste affermazioni che nel terzo millennio, quando, si pensava che tutti avessero metabolizzato l’orrenda vicenda delle foibe, anche grazie al riconoscimento da parte del presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi della medaglia d’oro al valore civile Norma Cossetto, emerge che non tutti hanno accettato la realtà storica di questa buia pagina a danno degli italiani dell’Istria, forse per mera opportunità della più retriva politica». In realtà, la notizia riferita in aula da Ghio non è falsa. Nel 1943 Norma Cossetto, dopo il diploma presso il Liceo Vittorio Emanuele III di Gorizia, si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell’Università di Padova, aderendo, nel frattempo, proprio ai Gruppi Universitari Fascisti di Pola. La stessa consigliera Avs, subito dopo averlo riportato, ha spiegato che questo non diminuisce l’orrore di quello che l’istriana ha subito in seguito. Notizia vera, quindi, ma secondo alcuni non pertinente alla discussione in atto in aula in quel momento, inopportuna da ricordare nel contesto, quello della discussione sugli atti vandalici alla targa, più volte distrutta, imbrattata e, l’ultima volta, smontata dalla sua cornice e posata per terra sottosopra, con chiara allusione a quando le spoglie di Benito Mussolini e dell’amante Claretta Petacci furono appese per i piedi in piazzale Loreto, ufficialmente perché il popolo non infierisse sui cadaveri. Lo stesso episodio a cui si era riferito Chiarotti il 17 settembre scorso. Il recente atto di vandalismo è stato rivendicato da Genova Antifascista.
Francesca Ghio rilancia: «L’avvocato Michele Ispodamia ha ricevuto da me mandato di denunciare i reati commessi nei miei confronti – spiega la capogruppo di Avs -. Le minacce verbali che sono state mosse nei miei confronti da parte di alcuni consiglieri alla presenza di svariati testimoni, sono inaccettabili. Trovo incredibile che gli stessi sostengano di voler denunciare me, e non si comprende per quale reato. Sto valutando a tutela mia, a tutela della mia famiglia e a tutela delle istituzione di denunciare tutti i leoni da tastiera fomentati da alcuni esponenti del centro destra, che stanno vomitando odio nei miei confronti in queste ore per minaccia, diffamazione a mezzo stampa e istigazione a delinquere». Nel mirino, quindi, anche i vari soggetti che sui social, da martedì, commentano quanto è successo con insulti.
L’ordine del giorno straordinario che puntava a chiedere “di ripristinare nel minor tempo possibile la targa in memoria di Norma Cossetto e prendere contatti con le autorità competenti chiedendo l’avvio di una opportuna indagine verso i responsabili di questo gesto; a prendere le distanze da quanto accaduto e sopra esposto”, era stato utilizzato dal centrodestra per energici attacchi alla Sindaca e alla maggioranza e tra quelli che avevano ritenuto di fare dichiarazioni roboanti c’era proprio Avvenente. Di fatto, si è replicato il cliché che l’opposizione ripropone ad ogni seduta, a cui i consiglieri di maggioranza rispondono puntualmente con altrettanta forza e costanza. Di fatto, le sedute di consiglio finiscono per dedicare soltanto un tempo limitato ai problemi della città e ogni volta diventano, invece, un’arena di scontro politico ben poco compreso dai cittadini meno interessati all’agone partitico puro e semplice, cittadini che vorrebbero trattati in aula, invece, i problemi concreti della città e ben poco si interessano alle scaramucce tra fazioni della politica. Contando sulla diffusione sui social attraverso lo streaming delle riunioni della seduta, invece, ogni volta c’è chi la butta in caciara e chi contribuisce ad alimentarla, e così si perdono ore in contrasti, grida, sospensioni della seduta, pause per le riunioni di capigruppo per tentare di rasserenare gli animi prima del ritorno in aula. Stamattina il segretario del Pd, Simone d’Angelo, aveva proprio richiamato alla necessità di interrompere i «teatrini» e di «tornare ai contenuti».
Nel suo post su Facebook, Avvenente chiarisce che «vedrà le evoluzioni» della vicenda. Intanto, il caso resta destinato a pesare sul clima politico cittadino: la sindaca Silvia Salis aveva annunciato martedì scorso approfondimenti nella prossima seduta e in conferenza dei capigruppo, con l’obiettivo di riportare il confronto entro i confini di un dibattito fermo ma rispettoso delle persone e delle cariche istituzionali. La Sindaca aveva detto che quanto accaduto «è un fatto molto grave, è un fatto direi vergognoso, dover dividere una giovane donna da diversi uomini che le urlano in faccia, fino ad arrivare a dire queste frasi, sono frasi molto violente, sono frasi molto aggressive, sono frasi sulle quali noi (la maggioranza n. d. r.), a differenza di loro (qui Salis allude al continuo rilancio in Sala Rossa dell'”affaire Chiarotti” da parte della minoranza n. d. r.), non staremo 3 settimane, perché noi abbiamo una città da amministrare». Quali evoluzioni aspetta di vedere Avvenente? Che piega prenderà la vicenda nel prossimo consiglio. In quello di martedì scorso il racconto dei fatti sciorinato da Ghio in un’aula per metà vuota era stato confermato da almeno 4 altri consiglieri.
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