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Cornigliano, il Garante per l’infanzia risponde al comitato “No Forno Elettrico”: «Bimbi più vulnerabili»

«Il diritto ad un ambiente sano riguarda tutti, ma in particolar modo i piccoli». Il comitato: «Valutiamo la risposta positivamente e scriviamo anche al garante regionale richiamando la Convenzione ONU»

Il Garante comunale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Francesco Mazza Galanti, ha risposto alla lettera inviata nei giorni scorsi dal comitato “No Forno Elettrico” in merito ai rischi sanitari legati all’inquinamento a Cornigliano.

Nella sua comunicazione ufficiale, il Garante ha sottolineato come «il diritto ad un ambiente più sano sia una questione che riguarda l’intera collettività, ma non c’è dubbio che i più esposti a rischi per la salute siano i soggetti più vulnerabili, in primo luogo i bambini».

Mazza Galanti ha assicurato che, «per quanto in mio potere, non mancherò di approfondire il tema e di sollecitare le iniziative necessarie ad una migliore tutela ambientale delle persone più fragili e maggiormente indifese». Inoltre, ha invitato il comitato a considerare una segnalazione parallela anche al Garante regionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, vista la stretta connessione tra ambiente e sanità e le competenze proprie della Regione.

Il comitato “No Forno Elettrico” ha accolto favorevolmente la risposta: «Valutiamo la risposta molto positivamente e abbiamo già scritto una pec al Garante regionale a cui chiediamo cose simili con una curvatura maggiormente legata ai diritti garantiti dall’Onu».

La corrispondenza del Garante comunale arriva a seguito della lettera inviata dallo stesso comitato, che denunciava i rischi di esposizione dei bambini di Cornigliano a smog e conseguenze sanitarie aggravate. Qui l’articolo completo sulla lettera del comitato: Lettera al Garante dell’infanzia: a Cornigliano bambini esposti a smog e rischi sanitari maggiori.

La lettera del comitato al Garante regionale

Illustrissimo,

il recente report Mal’Aria 2025 di Legambiente ha confermato che Genova rientra tra le città italiane con valori critici di inquinamento atmosferico, in particolare per le polveri sottili (PM10) e il biossido di azoto (NO₂). Si tratta di dati riferiti alla media cittadina, che comprendono anche aree meno esposte come Nervi o Sturla.

A Cornigliano, invece, non è presente alcuna centralina di monitoraggio dedicata. Questo significa che la popolazione del Ponente, pur vivendo in una delle aree a più alto carico ambientale e industriale, non dispone di informazioni attendibili e trasparenti sulla qualità dell’aria che respira quotidianamente.

Tale situazione appare ancora più grave alla luce della recente entrata in funzione del nuovo impianto DAC, il più grande in Italia, che da solo rappresenta un motivo sufficiente per installare centraline dedicate a Cornigliano. Nonostante ciò, l’assessore regionale all’Ambiente ha recentemente dichiarato che non è prevista alcuna nuova centralina in questa zona, disattendendo così il dovere delle istituzioni di garantire alla cittadinanza – e in particolare ai minori – il diritto a conoscere lo stato dell’ambiente in cui vivono.

Diversi studi epidemiologici hanno già documentato che a Cornigliano la mortalità e l’incidenza di malattie respiratorie e cardiovascolari sono superiori rispetto alla media cittadina. L’assenza di monitoraggi ambientali dedicati si traduce in una ingiustizia sanitaria e ambientale, che colpisce soprattutto i bambini, più vulnerabili agli effetti dell’inquinamento. Esporli senza adeguata protezione e informazione significa violare diritti fondamentali sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in particolare:

  • l’art. 6 (diritto alla vita e allo sviluppo),
  • l’art. 24 (diritto al più alto standard di salute possibile e a misure di prevenzione dei rischi ambientali),
  • l’art. 27 (diritto a condizioni di vita adeguate).

Alla luce di questi elementi, chiediamo al Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza di esercitare le proprie funzioni di tutela e di segnalazione istituzionale, scegliendo una o più delle seguenti azioni possibili:

  • richiedere formalmente a Regione Liguria, Comune di Genova e ARPAL l’installazione immediata di centraline di monitoraggio a Cornigliano e Sampierdarena;
  • sollecitare uno studio epidemiologico mirato sui minori residenti nel Ponente genovese;
  • richiamare le istituzioni competenti al rispetto del principio di precauzione, evitando ulteriori aggravamenti dell’inquinamento (come l’eventuale insediamento di un forno elettrico ad arco – EAF – nell’area ex Ilva);
  • redigere una relazione pubblica che evidenzi come la mancanza di monitoraggio e trasparenza violi i diritti fondamentali dei bambini sanciti dalla Convenzione ONU.

Confidiamo che il Suo intervento possa contribuire a porre al centro delle politiche pubbliche il diritto dei minori a crescere in un ambiente sano, sicuro e non inquinato.


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