Enti Pubblici e Politica 

Studenti contro la denuncia del rettore: «Non ci faremo intimidire, la lotta continua»


Il collettivo Cambiare Rotta replica alla querela presentata da Delfino sull’occupazione di Balbi 5: «L’università scelga il confronto, non la repressione. La nostra mobilitazione è legittima»

Dopo la denuncia presentata dal rettore dell’Università di Genova, Federico Delfino, per l’occupazione del palazzo di Balbi 5, arriva la replica del collettivo Cambiare Rotta, che in una lunga nota prende posizione contro quella che definisce «una scelta di repressione e delegittimazione».

Secondo gli studenti, l’intervento della governance universitaria, sostenuto anche dalla ministra dell’Università Anna Maria Bernini, dimostrerebbe come l’ateneo preferisca imboccare la strada della denuncia penale piuttosto che affrontare le richieste portate avanti da settimane: il sostegno alla Global Sumud Flotilla, missione umanitaria diretta a Gaza, e la rottura di ogni legame con Israele e con l’industria bellica.

«Apprendiamo dai media – scrive il collettivo – che il rettore Delfino ha esposto una denuncia-querela nei nostri confronti. Se l’università dev’essere luogo di dibattito e libertà, e non di intimidazioni, allora ribadiamo che non ci faremo intimidire. La nostra è una lotta legittima, a fianco dei popoli oppressi e contro la macchina della guerra».

Gli attivisti denunciano un tentativo di delegittimare l’organizzazione studentesca: «Il rettore sta cercando di oscurare il ruolo che abbiamo conquistato dentro l’ateneo, con sedici rappresentanti eletti e una senatrice accademica. È questo che si vuole fermare? L’alternativa che proponiamo a un’università sempre più segnata da competitività, individualismo e logiche di profitto?».

Per Cambiare Rotta, la mobilitazione che da settimane anima l’università non è destinata a spegnersi: «Non sarà una denuncia a fermarci. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: se la Flotilla viene colpita, noi blocchiamo tutto. Il 22 settembre siamo scesi in piazza in massa e il segnale è stato chiaro: la lotta continua, in ateneo e nelle strade».

Il braccio di ferro tra rettorato e studenti, iniziato con i presidi permanenti e culminato nell’occupazione di Balbi 5, sembra quindi destinato a proseguire, intrecciandosi con le mobilitazioni cittadine e nazionali che nelle ultime ore hanno riportato in piazza migliaia di persone dopo gli attacchi con droni subiti dalla Flotilla in acque internazionali.


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