Dissesto idrogeologico, via libera della giunta per i rii Noce e Rovare, gara entro fine anno

Approvato a Genova lo schema di convenzione con il commissario di governo contro il dissesto idrogeologico per gli interventi sui rii Noce e Rovare. L’investimento sfiora i 31 milioni di euro e il cronoprogramma fissa il completamento delle opere nel 2030

Un altro passaggio amministrativo, ma questa volta di quelli destinati a pesare davvero sul futuro della sicurezza idrogeologica di Genova. La giunta comunale ha approvato lo schema di convenzione di avvalimento tra il Comune e il commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico nella Regione Liguria per la realizzazione degli interventi collegati alle gallerie scolmatrici dei torrenti Bisagno e Fereggiano, con particolare riferimento ai rii Noce e Rovare. Un atto tecnico, certo, ma tutt’altro che secondario, perché mette in moto in modo più concreto l’iter che dovrebbe portare all’apertura dei cantieri per due opere considerate strategiche soprattutto per San Fruttuoso, la Val Bisagno e, più in generale, per tutta la città.

La proposta è stata portata in giunta dall’assessore ai lavori pubblici, opere strategiche e infrastrutturali e Protezione civile Massimo Ferrante, che lega questo passaggio a una fase finalmente operativa dopo anni di stallo. In sostanza, il Comune definisce il quadro di collaborazione con la struttura commissariale e, nello stesso tempo, individua all’interno della Direzione opere idrauliche il responsabile unico del progetto, altro tassello indispensabile per far avanzare la macchina amministrativa. Il punto politico, prima ancora che tecnico, è chiaro: dopo un lungo stop, le risorse sono state sbloccate e adesso l’obiettivo dichiarato è arrivare alla messa a gara degli interventi entro la fine dell’anno.

La posta in gioco è alta, anche sul piano economico. Il valore complessivo dell’operazione sfiora infatti i 31 milioni di euro, una cifra che dà la misura del peso dell’intervento e della complessità delle opere previste. Si tratta di lavori che si inseriscono nella più ampia strategia di contenimento del rischio idraulico in una parte di città che negli anni ha conosciuto criticità, allagamenti e una fragilità ormai ben nota. Per questo l’avanzamento dei progetti su Noce e Rovare viene letto a Tursi non come un episodio isolato, ma come un pezzo importante del mosaico legato alla messa in sicurezza del bacino del Bisagno.
Secondo il cronoprogramma elaborato dagli uffici tecnici comunali, il termine di tutte le opere è previsto nel 2030, insieme al collaudo del bypass sul Noce, nel quartiere di San Martino. È una prospettiva ancora lunga, ma l’atto approvato oggi serve proprio a evitare che la tempistica resti confinata sulla carta. L’idea dell’amministrazione è quella di trasformare una procedura ferma da anni in un percorso scandito da tappe precise, con l’obiettivo immediato della gara e quello finale del completamento dell’infrastruttura.
Anche la struttura del progetto restituisce l’idea di un intervento articolato. La progettazione è infatti suddivisa in tre parti. La prima riguarda i lavori sul rio Rovare, con le opere di intercettazione e il convogliamento dell’acqua nel pozzo di caduta. La seconda interessa la sistemazione del tratto a monte ancora a cielo aperto dello stesso rio. La terza, invece, è riferita all’insieme dei lavori previsti sul rio Noce. Un impianto complesso che punta non soltanto a intervenire sui singoli corsi d’acqua, ma a inserirli in un sistema più ampio di regimazione e alleggerimento delle portate nei momenti di maggiore criticità.
In altre parole, Genova prova a riaprire un cantiere strategico che per troppo tempo è rimasto fermo. E se davvero la gara arriverà entro fine anno, come indicato da Ferrante, allora per i rii Noce e Rovare si potrà parlare non più soltanto di annunci o di carte approvate, ma dell’avvio effettivo di un’opera che la Val Bisagno aspetta da tempo.
In copertina: il rio Rovare. Foto di Marco Pelizza
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