La nuova sanità secondo Bucci: case e ospedali di comunità al centro della riforma

Bucci annuncia un modello “più vicino al cittadino” e prepara una legge bipartisan; Nicolò spiega: «Stop all’ospedalocentrismo, più servizi diffusi e umanizzazione delle cure»

La sanità ligure si prepara a una svolta che punta a ridurre la centralità degli ospedali a favore di un’assistenza diffusa sul territorio. È questo il cuore della riforma illustrata oggi a Genova dal presidente della Regione Marco Bucci e dall’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, che hanno presentato le nuove linee guida del sistema sociosanitario regionale.

Il presidente ha sottolineato la necessità di ripensare il modello, in una regione che, con la popolazione più anziana d’Europa, anticipa i trend nazionali di invecchiamento. L’obiettivo dichiarato è rendere l’assistenza più uniforme e capillare su tutto il territorio, migliorando l’accesso e l’erogazione delle cure, semplificando i processi amministrativi e rafforzando la governance. Bucci ha ricordato che nella sanità ligure operano oltre 26mila persone e ha spiegato che il nuovo percorso sarà condiviso con tutto il personale, con un’attenzione particolare alla produttività e all’eliminazione degli sprechi. Ha anche annunciato che a breve sarà portata in Consiglio regionale una proposta di legge, con l’intento di ottenere un consenso bipartisan.
L’assessore Nicolò ha descritto il “primo grande tassello” della riforma: le 32 Case della Comunità, di cui 14 già attive, che entro il 2026 diventeranno il primo riferimento sanitario per i cittadini, in particolare per i malati cronici, grazie alla presenza di medici di medicina generale, specialisti e infermieri di comunità. Accanto a queste strutture, sorgeranno 11 Ospedali di Comunità, piccoli presidi da massimo 20 posti letto, destinati ai pazienti meno gravi o cronici. Un cambiamento che, secondo Nicolò, rappresenta la risposta alla riflessione post-Covid: lasciare agli ospedali i casi acuti e spostare l’assistenza di base sul territorio.
Tra le altre innovazioni annunciate figurano i percorsi di tutela per ridurre le liste d’attesa, già attivi per alcune specialità e capaci di garantire migliaia di appuntamenti extra; il fascicolo sanitario elettronico, per rendere subito disponibili le informazioni del paziente a tutti gli operatori; il nuovo numero unico 116117 per le richieste di bassa complessità, previsto dal 2026; e un servizio di recall che ricorda ai cittadini i propri appuntamenti per evitare disdette o assenze. Nei pronto soccorso, inoltre, è stato avviato il servizio “Chiedi a me”, con operatori dedicati all’assistenza umana e logistica, per rendere l’attesa più accogliente.
Bucci ha anche ribadito l’importanza della prevenzione, invitando la popolazione – in particolare anziani e persone fragili – a vaccinarsi contro l’influenza, ricordando che la campagna partirà tra due settimane.
La riforma, ha concluso Nicolò, vuole una sanità “più vicina, più semplice, più pronta e più umana”, in grado di rispondere alle esigenze concrete dei cittadini e di diventare un modello di riferimento a livello nazionale.
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