Cultura - 

La sopraelevata oggi compie 60 anni, una mostra alla Biblioteca Berio per raccontarla

L’esposizione celebra l’opera che ha cambiato il volto della città con un’esposizione tra storia, mobilità e sostenibilità

Il 25 agosto 1965 la città di Genova inaugurava una delle infrastrutture più iconiche – e al tempo stesso più discusse – del suo paesaggio urbano: la sopraelevata Aldo Moro. Un viadotto che, con i suoi oltre 6 chilometri di sviluppo, corre parallelo alla linea di costa, affacciandosi sul porto e tagliando trasversalmente la città da levante a ponente.

Sessant’anni dopo, quell’opera che allora suscitò entusiasmo e curiosità, viene oggi riletta anche come simbolo di contraddizioni urbanistiche. La Biblioteca Berio la celebra con l’esposizione “Sessant’anni di sopraelevata: un viaggio nel tempo”, una mostra bibliografica che mette in dialogo passato e presente.

Un’opera simbolo degli anni Sessanta

La sopraelevata nacque in un contesto di grande fermento: Genova, cuore industriale e portuale d’Italia, era attraversata da traffici crescenti e la rete stradale tradizionale non bastava più a smaltire il flusso. Progettata in tempi rapidi, la nuova arteria stradale voleva essere una risposta immediata al congestionamento cittadino.

Il 25 agosto 1965, giorno dell’inaugurazione, il viadotto fu aperto al traffico tra la curiosità di cittadini e automobilisti. La struttura, costruita in cemento armato e acciaio, fu subito percepita come un’opera avveniristica, capace di alleggerire il traffico urbano e collegare più velocemente le zone di ponente e levante.

Un’opera di avanguardia urbana

Il progetto, previsto già nel Piano Regolatore del 1956 e approvato ufficialmente nel 1959, fu affidato alla CMF-Costruzioni Metalliche Finsider. Ideatori tecnici furono l’ing. Fabrizio de Miranda con Ernesto Pitto Facebook+11Wikipedia+11Wikipedia+11. Il primo pilone fu posato il 12 febbraio 1964, e in un anno e mezzo, grazie a 15.000 tonnellate di acciaio, 73.000 di cemento e la rimozione di vaste parti edilizie, sorse una gigante arteria urbana.

Il giorno dell’inaugurazione

Il 25 agosto 1965 la città applaudì nel vedere l’infrastruttura pronta: lunga circa 6 km, univa Sampierdarena alla Foce, sollevandosi tra porto e centro storico. Il traffico vi fu aperto ufficialmente sei giorni dopo, quando il ministro Bo – in rappresentanza del governo Moro II – tagliò il nastro

Tra utilità e contestazioni

Se nei primi decenni la sopraelevata rappresentò un simbolo di modernità, con il passare del tempo non mancarono le critiche. Da un lato il beneficio in termini di mobilità rapida, dall’altro l’impatto estetico e ambientale: un tracciato sopraelevato che corre davanti al mare, oscurando la vista del porto storico e separando la città dal suo fronte marittimo.

Negli anni, più volte si è discusso di demolirla o di trasformarla in un boulevard verde, sul modello della “High Line” di New York. Progetti che, tra difficoltà economiche e resistenze, non hanno mai trovato attuazione definitiva. Oggi la sopraelevata rimane una delle arterie più trafficate di Genova, percorsa ogni giorno da migliaia di veicoli.

Timeline: sessant’anni di storia

  • 1963-1965 – Progettazione e realizzazione della sopraelevata in tempi record, come risposta al boom del traffico automobilistico.
  • 25 agosto 1965 – Inaugurazione ufficiale, con grande curiosità da parte dei genovesi e articoli entusiasti sui giornali dell’epoca.
  • Anni ’70-’80 – La sopraelevata diventa una delle arterie principali della città, simbolo della mobilità moderna.
  • Anni ’90 – Crescono le critiche per l’impatto visivo e acustico: molti urbanisti la considerano una “ferita” tra città e mare.
  • 2001 – In occasione del G8 di Genova, la sopraelevata è chiusa al traffico per motivi di sicurezza e diventa in quei giorni “zona rossa”.
  • 2000-2010 – Prendono corpo le prime ipotesi di demolizione o riconversione in boulevard verde, senza però sviluppi concreti.
  • 2015 – Cinquant’anni dall’inaugurazione: nuove discussioni sul futuro dell’infrastruttura, ma i costi di un’eventuale demolizione vengono giudicati troppo elevati.
  • 2020-2025 – La sopraelevata rimane in funzione come arteria nevralgica per il traffico cittadino. Parallelamente si moltiplicano i progetti e i dibattiti per una mobilità più sostenibile.
  • 25 agosto 2025 – Sessant’anni dopo, la Biblioteca Berio la ricorda con una mostra che mette a confronto memoria storica e sfide del presente.

Una riflessione aperta sul futuro

L’esposizione alla Biblioteca Berio invita i cittadini a un doppio sguardo: la memoria di un’infrastruttura che ha segnato un’epoca e la riflessione su nuove forme di mobilità. Libri e articoli mettono al centro le sfide di oggi: ridurre l’impatto ambientale, incentivare l’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici, immaginare città più vivibili e meno soffocate dal traffico.

Sessant’anni dopo la sua inaugurazione, la sopraelevata resta un simbolo potente. Amata da chi la percorre per la rapidità e la vista unica sul porto, criticata da chi la considera una ferita nel cuore urbano. Una presenza che, comunque, continua a raccontare la storia di Genova e le sue scelte urbanistiche.

Curiosità sulla sopraelevata di Genova

  • Il nomignolo dei genovesi
    La Strada Aldo Moro (nome che, ovviamente, ha preso molto dopo l’inaugurazione, in seguito all’uccisione dello statista per mano delle BR), per molti cittadini è semplicemente “la Sopraelevata”, ma negli anni è stata anche chiamata ironicamente “l’autostrada sul mare”, vista la sua posizione a ridosso del porto.
  • Il cinema e la TV
    La sopraelevata è comparsa più volte sul grande e piccolo schermo: è stata set di film e fiction ambientati a Genova, spesso utilizzata per inseguimenti spettacolari o per rappresentare la città moderna vista dall’alto.
  • Uno dei migliori “belvedere” cittadini
    Nonostante le critiche, chi percorre la sopraelevata gode di una vista unica: da un lato il porto con le navi, dall’altro i tetti del centro storico e, in lontananza, il profilo della Lanterna.
  • Progetti mai realizzati
    Negli anni si è parlato più volte di trasformarla in una “High Line genovese”, un parco sopraelevato con giardini, piste ciclabili e spazi culturali. Idee affascinanti, ma mai concretizzate.
  • Chiusa per grandi eventi
    Nel luglio 2001, durante il G8 di Genova, la sopraelevata venne chiusa al traffico per motivi di sicurezza, trasformandosi per qualche giorno in un simbolo della “zona rossa”.
  • Un’inaugurazione da boom economico
    Nel 1965 le cronache raccontano di una folla di genovesi assiepata lungo il percorso per vedere sfrecciare le prime automobili. All’epoca l’opera era percepita come simbolo di modernità e progresso.

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