Quartieri 

Staglieno, i comitati contro il secondo forno crematorio: «Non serve, è dannoso e tradisce gli impegni elettorali»

I residenti chiedono il blocco immediato dell’impianto e una Valutazione di Impatto Sanitario

Dopo l’approvazione della nuova convenzione tra Comune e So.Crem per la gestione dello storico forno crematorio di Staglieno, i comitati cittadini tornano a contestare con forza la costruzione di un secondo impianto nello stesso cimitero. A firmare la presa di posizione sono il Comitato Cittadini Banchelle, il Comitato via Vecchia e strade limitrofe e il Comitato Difesa del Parco dei Forti e delle Mura, che definiscono l’opera “inutile, potenzialmente dannosa e in contrasto con gli impegni elettorali della giunta”.

Secondo i dati ufficiali della Regione Liguria, l’attuale forno ha una capacità annua di circa 14.000 cremazioni, a fronte di una domanda che si attesta tra le 7.000 e le 8.000. Numeri che, per i comitati, rendono evidente l’inutilità di un nuovo impianto. Il timore è che Genova possa diventare un polo crematorio interregionale, con l’importazione di salme da altre aree del Paese, trasformando Staglieno in “un’industria della cremazione” e snaturando il valore sociale che ha sempre contraddistinto l’attività di So.Crem.

A preoccupare è anche l’autorizzazione già concessa al nuovo forno per la cremazione di casse in zinco, che comporterebbero emissioni più nocive rispetto alle bare tradizionali. Da qui la richiesta urgente di una Valutazione di Impatto Sanitario, mai effettuata, come più volte sollecitato anche dal Difensore Civico Regionale.

I comitati ricordano inoltre che So.Crem aveva proposto al Comune l’acquisto di forni di ultima generazione, dotati di sistemi di intelligenza artificiale per minimizzare le emissioni, con il coinvolgimento diretto dei cittadini. Una proposta che – denunciano – è stata ignorata.

“Non si accettano compensazioni di alcun tipo – si legge nella nota – la salute dei cittadini non è negoziabile. Chiediamo il blocco immediato dell’attivazione del nuovo impianto, una valutazione sanitaria e un confronto pubblico con la sindaca Silvia Salis e l’assessore Emilio Robotti”.

La partita resta aperta: tra un’opera quasi completata e la crescente opposizione dei residenti, Staglieno si trova al centro di un acceso dibattito sul futuro del servizio di cremazione a Genova.


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