«Giù le mani dalle spiagge libere»: l’affondo di Legambiente e Mare Libero contro i sindaci liguri

Bigliazzi e Salvetti denunciano: in Liguria solo il 22% di litorale è davvero libero. «Altro che riduzioni: va garantito almeno il 40% previsto dalla legge regionale»

Le associazioni ambientaliste e dei consumatori tornano a puntare il dito contro i Comuni liguri che continuano a sottrarre porzioni di spiaggia libera ai cittadini. Legambiente e Mare Libero lanciano un messaggio netto: «I sindaci non accampino scuse e si mettano a lavorare per rispettare la legge, che prevede almeno il 40% di spiaggia libera».

Il presidente di Legambiente Liguria, Stefano Bigliazzi, ha ricordato come la Liguria sia la regione italiana con la percentuale più bassa di litorale libero: appena il 22% contro il 70% occupato da stabilimenti balneari, campeggi e strutture turistiche. Un dato che stride con la normativa regionale del 2008, disattesa in 21 comuni costieri su 63. «Ci saremmo aspettati – ha osservato – bandi trasparenti e canoni più equi. Invece si chiede di ridurre ancora le spiagge libere, rendendole “libere attrezzate” con la scusa della sicurezza. È inaccettabile».
Anche Stefano Salvetti, referente nazionale Adiconsum e portavoce di Mare Libero Liguria, ha respinto la retorica dell’ordine pubblico usata da alcuni sindaci come giustificazione: «La sicurezza va garantita ovunque, non può diventare il pretesto per privatizzare il mare. In Francia, Spagna e Grecia oltre l’80% delle spiagge è libero, pulito e controllato: non si capisce perché in Liguria debba essere diverso».
Le due associazioni rilanciano una serie di richieste precise: garantire almeno il 50% di litorale libero, destinare il resto a gare pubbliche eque, coinvolgere associazioni ambientaliste e dei consumatori nei tavoli decisionali e ridistribuire ai Comuni parte dei canoni concessori, oggi incassati dallo Stato, per finanziare la gestione delle spiagge libere.
«Il mare è un bene comune – hanno ribadito – e come non si paga per camminare in montagna o in un parco, non si deve pagare per fare un bagno».
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