Arenzano, sub colta da malore durante l’immersione sulla Haven, soccorsa e trasportata al San Martino

La donna, 55 anni, si trovava a sei metri di profondità quando ha accusato un improvviso malessere. Mobilitati automedica, ambulanza della Misericordia Ponente e l’elisoccorso. Ricoverata in codice rosso

Momenti di paura questa mattina intorno alle 10:40 nelle acque di Arenzano, davanti al porto turistico, dove una sub cinquantenne ha accusato un malore durante un’immersione di gruppo. La donna, 55 anni, stava effettuando un’immersione a circa sei metri di profondità, pare per ammirare il relitto della petroliera MT Haven, quando ha avuto difficoltà respiratorie. A lanciare la richiesta di soccorso sono stati i compagni.

I soccorsi
La macchina dei soccorsi si è attivata subito. Sul posto sono intervenuti:
- un mezzo di soccorso di base del Ponente Soccorso,
- l’automedica Golf 5,
- l’elicottero dei Vigili del Fuoco Drago con equipe sanitaria a bordo.
I sanitari hanno prestato le prime cure sul molo di via del Porto, stabilizzando la sub. Successivamente, viste le condizioni critiche, la donna è stata caricata a bordo dell’elisoccorso e trasportata in codice rosso all’ospedale San Martino di Genova, dove è stata affidata ai medici del pronto soccorso.
Il relitto della Haven
Il relitto della Haven, affondato l’11 aprile 1991 al largo di Arenzano dopo una devastante esplosione e un incendio che causarono cinque vittime, è oggi il più grande relitto visitabile del Mediterraneo. Una meta ambita per subacquei esperti provenienti da tutto il mondo, ma che negli anni ha registrato anche incidenti e tragedie.
Negli ultimi anni si ricordano:
- agosto 2018, quando un sub di 63 anni di Torino morì durante un’immersione sul relitto, stroncato da un malore a 40 metri di profondità;
- luglio 2020, il decesso di un 52enne lombardo colto da malore poco dopo essere riemerso;
- giugno 2022, una sub genovese di 58 anni perse la vita mentre esplorava una delle sezioni della petroliera;
- luglio 2023, incidente a un 60enne savonese, salvato in extremis e ricoverato in camera iperbarica al San Martino.
Questi episodi hanno alimentato il dibattito sulla sicurezza delle immersioni sul relitto, che pur restando un sito affascinante richiede una preparazione tecnica elevata e condizioni fisiche ottimali.
Le condizioni della sub
Al momento la 55enne resta ricoverata in prognosi riservata. Le sue condizioni saranno valutate nelle prossime ore. Fondamentale, ancora una volta, l’immediata risposta della catena dei soccorsi che ha permesso di garantirle assistenza tempestiva.
La nave
La MT Haven era una superpetroliera cipriota di 334 metri costruita nel 1973. L’11 aprile 1991, mentre era ancorata al largo di Arenzano per operazioni di scarico, fu devastata da una violenta esplosione a bordo, che provocò un enorme incendio e la morte di cinque membri dell’equipaggio.
Dopo tre giorni di fiamme e tentativi di salvataggio, la nave affondò a circa 80 metri di profondità, spezzandosi in due tronconi. L’evento provocò anche un grave disastro ambientale, con la dispersione di migliaia di tonnellate di greggio in mare.
Oggi il relitto, adagiato tra i 30 e gli 80 metri, è diventato un sito di immersione internazionale. Frequentato da sub esperti e meno esperti, ospita una ricca biodiversità marina e rappresenta al contempo un memoriale di una delle più gravi tragedie marittime del Mediterraneo.
In copertina: foto di repertorio
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