“Via dalla battigia”: la denuncia social di Francesca Ghio riaccende il dibattito sul diritto di accesso al mare

La capogruppo di Avs in consiglio comunale racconta che un bagnino su ordine del gestore, avrebbe tentato di allontanarla dallo scoglio dove si era sistemata. “La legge – spiega – garantisce a tutti il libero accesso alla riva: se vi capita, segnalate»

Tutto succede in questi giorni in cui infuriano le polemiche nazionali sul calo dei vacanzieri-bagnanti e sui prezzi di accesso e servizi agli stabilimenti balneari. Un pomeriggio al mare per staccare la spina si è trasformato in un episodio di denuncia politica e civica quello di Francesca Ghio, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio comunale, che ha raccontato sui social che un bagnino, su ordine del gestore dello stabilimento balneare, avrebbe tentato di mandarla via dallo scoglio dove si era sistemata per mettere un po’ i piedi in acqua.


“Dopo un sacco di tempo e cose arretrate da recuperare – scrive Ghio – oggi sono andata al mare per staccare un attimo. Tempo di un tuffo, un po’ di musica e via. Mi metto sullo scoglio, piedi in ammollo, cuffiette. Arriva il bagnino: ‘Hey tu, non può stare qua, vattene’. Io: ‘Ah non posso?!’. Risposta: ‘A me l’ha detto il gestore. Le devo chiedere di andarsene subito da qua’.”
Nel post, Ghio coglie l’occasione per ricordare il diritto alla battigia, sancito dalla legge italiana, che garantisce a tutti i cittadini l’accesso libero e gratuito alla striscia di terra bagnata dalle onde (cinque metri dalla riva), anche per la balneazione, senza ostacoli da parte degli stabilimenti balneari.
Questo diritto include:
- accesso e transito liberi;
- possibilità di balneazione;
e prevede che i gestori non possano impedire l’attraversamento degli stabilimenti per raggiungere la riva.
Non è invece consentito occupare stabilmente la battigia con ombrelloni o sdraio se ciò impedisce il passaggio o ostruire l’accesso alla riva.
L’episodio, riferisce Ghio, si è concluso “con una segnalazione e delle scuse”. La consigliera ha invitato i genovesi a segnalare situazioni simili: “Se a Genova vi trovate in una situazione del genere, scrivetemiii”.
Il post ha rapidamente raccolto reazioni e commenti, riaccendendo la discussione sull’applicazione pratica del diritto alla battigia, tema che ciclicamente torna al centro del dibattito estivo.
Cosa dice la legge
L’articolo 11, comma 2, lett. d) della Legge 15 dicembre 2011 n. 215 (Legge Comunitaria 2010) ha statuito che “fermo restando, in assoluto, il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione, disciplinare le ipotesi di costituzione del titolo di uso o di utilizzo delle aree del demanio marittimo”.
Il transito deve essere garantito dall’ingresso dello stabilimento e fino al raggiungimento della battigia, motivo per il quale il cartello nella foto è illegittimo
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