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La denuncia di Salis: «Aspi vorrebbe far pagare a Genova i maggiori costi del tunnel tagliando manutenzione e sicurezza»

La Sindaca denuncia in consiglio comunale il tentativo della Società Autostrade di rinunciare agli interventi pattuiti per compensare gli extracosti del tunnel subportuale, a partire dalla messa in sicurezza dei 620 ponti cittadini: «La città ha già pagato abbastanza, non faremo un passo indietro»

Silvia Salis ha parlato nella Sala Rossa di Palazzo Tursi rispondendo a un’interrogazione di Vittoria Vanessa Cerchi (Pd): «Considerato che il progetto del tunnel subportuale di Genova ha come obiettivo dichiarato quello di alleggerire il traffico urbano e migliorare i collegamenti tra la zona ovest e il centro della città, ma che attorno all’opera permangono criticità riguardanti i tempi di realizzazione, l’impatto ambientale, la gestione dei cantieri e la comunicazione con i cittadini e i territori coinvolti, si interroga la Sindaca e l’Assessore competente per sapere quali siano gli aggiornamenti sullo stato di avanzamento del progetto».

L’intervento integrale di Silvia Salis

Come noto, la realizzazione del tunnel su Portuale rientra, ovviamente, tra quelle opere dell’accordo negoziale di ristoro sottoscritto con Autostrade per l’Italia, in seguito al crollo del Ponte Morandi, per un totale di oltre 1,3 miliardi. Le opere propedeutiche realizzate direttamente da Aspi stanno procedendo, non risultano ritardi. È possibile che la gara per lo scavo vero e proprio, a quanto ci risulta, possa subire dei ritardi, del tempo in più rispetto a quanto previsto inizialmente, però siamo in attesa comunque di conferma da parte di Aspi della realizzazione del pozzo destinato alla talpa, che tipo di tempistiche possa portare, ma è tutto in un alveo di normalità.
La cosa che preoccupa molto, però, è invece un’altra, perché nel corso di un’interlocuzione scusata e formale alla sottoscritta dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana è emerso che i costi di realizzazione sono cresciuti da 700 milioni a 1 miliardo e 129 milioni. E la stessa Aspi vorrebbe compensare i costi aggiuntivi, e qua devo citare testualmente, “con la riduzione anche temporanea di uno o più delle voci a carico del concessionario, nell’ambito di quanto previsto dall’accordo negoziale”. In sostanza, lo scorso 21 luglio, con questa lettera, Autostrade per l’Italia ci ha detto che, siccome il tunnel subportuale costa di più, allora non farebbero gli altri interventi per i quali c’era già un accordo. Questa è una cosa grave, se fosse così, ovviamente, non solo perché i genovesi sono tornati a dover pagare il pedaggio, che ricordo non avremmo dovuto pagare fino al 2031, invece è dal 2021 che siamo tornati a pagare – il pedaggio che cubava l’anno più o meno tra i 13 e i 15 milioni di Euro, – ora vediamo anche ridurre tutte le opere e gli interventi di risarcimento che Autostrade si è impegnata a fare, ed è lo stesso amministratore delegato, Giana, che scrive, “le risorse residue dell’accordo negoziale sarebbero temporaneamente allocate quasi esclusivamente al completamento del tunnel subportuale e pertanto non residuerebbero fondi a sufficienza per dar seguito agli altri interventi. Noi non intendiamo in nessun modo rinunciare a risarcimento dovuto a questa città per quello che è successo e per i disagi che questa città ha subito in seguito alla tragedia”.
L’accordo prevede già espressamente che se i costi per la realizzazione del tunnel subportuale e di quello della Val Fontanabuona eccedessero ai 930 milioni previsti, questi costi andrebbero ridistribuiti tra quelli che sono i pedaggi di tutta la rete autostradale nazionale, per cui non c’è nessun motivo di riversare i costi del tunnel su quelle che erano delle opere che Genova si stava aspettando e, attenzione”, questa è una cosa alla quale dobbiamo fare molta attenzione, tra gli interventi sacrificati ci sarebbero anche la manutenzione e messa in sicurezza i ponti viadotti impalcati e non devo certo ricordare a quest’Aula che Genova ne possiede 620 e questo è un grande onere che comporta anche dei rischi, per cui il 1° agosto ho scritto una risposta molto decisa a questa lettera che ho ricevuto e anche qui cito testualmente, sempre direttamente all’amministratore delegato Giana, “I vantaggi attesi dalla realizzazione del tunnel potrebbero essere annullati dalle criticità derivanti dalla sottovalutazione dello stato manutentivo del sistema infrastrutturale urbano“. Noi dobbiamo difendere Genova, dobbiamo difendere la sicurezza della nostra città, per cui era necessario per me rispondere in questo modo e non solo, ho richiesto immediatamente l’avvio di un tavolo tecnico al quale tutti i soggetti coinvolti devono partecipare, ne parlerò anche domani a Roma con il ministro Salvini che incontrerò domani mattina, Genova non farà un passo indietro su questo tema, perché credo che abbiamo pagato abbastanza e credo che questo sia un tema che coinvolga tutti, maggioranza, opposizione, perché è un tema di sicurezza della città ed è un tema di risarcimenti per una tragedia che abbiamo subìto sotto tutti i punti di vista che possono essere considerati. Per cui intanto ci impegniamo come giunta a renderci disponibili immediatamente, appena ci sarà una risposta di Autostrade per approfondire o in consiglio o in una commissione, quella che sarà la risposta e quello che può essere la nostra posizione successiva, però era importante prendere una posizione forte, perché Genova deve continuare a ricevere quello che merita per la tragedia.

Qui il commento di Aspi
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