Ambiente Animali 

Recuperata in spiaggia a Pegli una tartaruga d’acqua dolce ferita. È uno dei tanti poveri animali abbandonati dai proprietari e appartiene a una specie esotica invasiva

L’animale, un esemplare di Trachemys scripta, non è adatto all’ambiente marino ed è stato recuperato da Gian Lorenzo Termanini che lo ha portato al Cras Enpa per le visite, a disposizione della Regione. La specie si è diffusa in natura perché molti esemplari, acquistati quando erano poco più grandi di una moneta, sono cresciuti e sono stati liberati irresponsabilmente dai proprietari

La presenza della tartaruga in spiaggia ha subito destato attenzione: si tratta infatti di una specie d’acqua dolce, incompatibile con l’ambiente marino. È quindi probabile che sia stata portata o abbandonata intenzionalmente in quel luogo, un gesto potenzialmente dannoso per l’animale e per l’ecosistema. L’animale è stato portato al Cras Enpa, dove è stato visitato e verrà curato. come esemplare di una specie invasiva, è a disposizione della regione.

Una specie esotica e invasiva

Originaria degli Stati Uniti e del Messico settentrionale, la Trachemys scripta è stata largamente commercializzata come animale domestico, soprattutto nelle sue sottospecie più note:

  • T. s. elegans (tartaruga dalle orecchie rosse)
  • T. s. scripta (tartaruga dalle orecchie gialle)

Con un carapace verde oliva o marrone e un piastrone giallo con macchie scure, questa tartaruga si adatta bene agli ambienti stagnanti o a lento corso, come stagni, laghi e fiumi, prediligendo fondali fangosi e ricchi di vegetazione.

È una specie onnivora e cambia dieta nel corso della vita: i giovani sono prevalentemente carnivori, mentre gli adulti si nutrono anche di piante. È diurna e territoriale, e va in letargo durante i mesi invernali.

Problemi ambientali e leggi italiane

A causa dei numerosi rilasci in natura da parte di proprietari non più in grado di gestirle, la Trachemys scripta è oggi una delle specie invasive più diffuse in Europa, inclusa l’Italia.

La sua presenza può alterare gli equilibri delle comunità acquatiche locali, competendo con specie autoctone, distruggendo habitat e predando piccoli animali.

Proprio per questo motivo, in Italia è soggetta a restrizioni normative:

  • È vietata la detenzione, la riproduzione e il rilascio in natura;
  • Chi già la possiede è tenuto a rispettare specifiche norme di gestione previste per le specie invasive.

Cosa fare se si trova una tartaruga selvatica?

È fondamentale non rilasciare mai in natura tartarughe domestiche, anche se sembrano in salute o troppo cresciute per il proprio acquaterrario. Chi trova una tartaruga selvatica – come accaduto a Pegli – dovrebbe contattare le autorità competenti, come le Regioni, i CRAS (centri recupero fauna selvatica) o la polizia ambientale regionale.


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