Il vicesindaco Terrile e le domande scomode sul magazzino in piemonte per il Carlo Felice: «Ora Orazi quereli anche me»

La querela dell’ex sovrintendente ai consiglieri Pd di Regione (Federico Romeo) e Comune (Donatella Alfonso) per le domande poste in aula alle giunte dei rispettivi enti, nell’ambito delle loro funzioni ispettive, sull’acquisto del locale a Casale Monferrato. Un post del vicesindaco sulla scelta del locale a 110 km da Genova e sul relativo aggravio di costi di gestione per trasporto e personale: «La città meriterebbe risposte da chi ha gestito quell’operazione. Ma se la reazione dell’ex Sovrintendente è quella di sentirsi leso nella sua reputazione, sono qui»

Post del vicesindaco Alessandro Terrile

“L’EX SOVRINTENDENTE ORAZI QUERELI ANCHE ME
Due consiglieri del Partito Democratico Federico Romeo e Donatella Alfonso sono stati querelati per diffamazione dall’ex sovrintendente del Teatro Carlo Felice per aver presentato nei rispettivi consigli regionale e comunale due interrogazioni aventi ad oggetto l’acquisto per circa un milione di euro di un capannone nei pressi di Casale Monferrato, che servirà a custodire le scenografie del Teatro, al posto del capannone che il Carlo Felice conduceva in affitto a Savignone.
Temo di non riuscire a comprendere come una domanda legittima, che peraltro costituisce esercizio del diritto di sindacato ispettivo dei consiglieri eletti nelle Istituzioni che finanziano il Teatro, possa arrecare un danno alla reputazione dell’ex Soprintendente.
Ai due consiglieri tutta la mia solidarietà, il mio sostegno e l’apprezzamento per il lavoro puntuale che hanno svolto.
Mi associo alla loro interrogazione, una domanda che appare naturale oltre che doverosa, almeno per chi conosce bene il nostro territorio e le nostre autostrade:
- ma davvero per custodire le scenografie del Teatro non si è trovato niente di meglio di un luogo a 110 km da Genova?
Ne aggiungo altre due:- quanti altri teatri in Italia hanno acquistato magazzini a un centinaio di chilometri dalla loro sede?
- è stato stimato l’aggravio di costi di trasporto e di personale per la gestione di un magazzino così lontano da Genova?
La città meriterebbe risposte da chi ha gestito quell’operazione.
Ma se la reazione dell’ex Sovrintendente è quella di sentirsi leso nella sua reputazione, sono qui: Sovrintendente, quereli pure me.
La querela dell’ex sovrintendente Orazi
Il 31 luglio 2025, Claudio Orazi, ex sovrintendente della Fondazione Teatro Carlo Felice, ha depositato una querela per diffamazione presso la Procura di Genova contro i consiglieri PD Federico Romeo (Consiglio regionale) e Donatella Alfonso (Consiglio comunale), nonché contro la segreteria regionale del sindacato SNATER Liguria. L’oggetto sono le loro interrogazioni sul trasferimento delle scenografie in un capannone acquistato a San Giorgio Monferrato, che avrebbe sostituito il precedente immobile in affitto a Savignone.
Orazi sostiene di aver agito sempre con trasparenza e correttezza, difendendo l’operazione come approvata dagli organi competenti della Fondazione.
L’acquisto è avvenuto per un importo di circa 929.000 €, che secondo i consiglieri Pd si è poi ampliato fino a circa 1,4 milioni, tra spese per ristrutturazioni, uffici e trasporti, senza valutazioni preliminari sul rapporto costi-benefici.
Le repliche di Romeo e Alfonso
Federico Romeo e Donatella Alfonso hanno risposto affermando che le loro sono domande legittime poste nell’ambito delle loro funzioni ispettive. Alfonso, in particolare, ha sottolineato: “Una domanda non è diffamazione”, e ha dichiarato di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali sulla querela.
Il sostegno del Partito Democratico
Il segretario regionale Simone D’Angelo, insieme al PD Liguria e al gruppo PD in Regione, ha espresso «piena solidarietà a Romeo e Alfonso», affermando che chiedere trasparenza non è diffamazione, ma un obbligo democratico. Ha anche condannato quella che ha definito una forma di intimidazione politica, sostenendo che il controllo istituzionale non debba essere ostacolato da azioni legali. In particolare, Davide Natale e Armando Sanna hanno ribadito che il PD non arretrerà nel difendere il diritto di fare domande su uso delle risorse pubbliche
Domande aperte che emergono dalla vicenda
- Perché custodire le scenografie del Teatro Carlo Felice in un capannone a oltre 110 km da Genova?
- Quanti altri teatri italiani operano con depositi così distanti dalla sede principale?
- Qual è l’aggravio stimato dei costi di trasporto e personale per gestire una struttura così lontana?
Il post di Terrile riprende tutti questi elementi, sottolineando la legittimità delle domande poste e chiedendo chiarezza. Sottolinea inoltre che, se la risposta fosse una querela, egli stesso è disposto a subirla, in difesa della trasparenza del dibattito pubblico.
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