Allarme NO₂, rischio sanitario in aumento lungo le strade trafficate e nei quartieri sottovento al porto

L’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova lancia l’allerta: troppi giorni oltre i limiti di biossido di azoto in alcune zone della città. Più vulnerabili bambini, anziani e persone con patologie

Cresce l’allarme per la qualità dell’aria a Genova, in particolare per i livelli di biossido di azoto (NO₂) rilevati in alcune delle principali arterie stradali cittadine e nei quartieri più esposti alle emissioni portuali. A lanciare l’allerta è l’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova – Centro di Diritto Ambientale, che ha pubblicato un’analisi aggiornata sulla base dei dati raccolti nei primi mesi del 2025.

Livelli elevati di NO₂: superamenti in corso Europa, via Buozzi e San Teodoro
Secondo il report, da gennaio a oggi, le centraline di rilevamento di corso Europa, corso Gastaldi e via Buozzi hanno registrato da 37 a 64 giorni con valori di NO₂ superiori a 50 µg/m³, una soglia ben oltre il limite raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), fissato a 25 µg/m³ come media giornaliera (2021).
Particolarmente critica la situazione in via Bari (San Teodoro), dove si sono già contati 10 superamenti giornalieri, su un massimo di 18 tollerati dai nuovi standard europei (UE 2024). Qui l’effetto combinato di inquinamento urbano e portuale aggrava l’esposizione dei residenti.
Al contrario, nelle aree di fondo urbano come Acquasola e Quarto, non si sono registrati superamenti dei limiti giornalieri, evidenziando una chiara disparità di esposizione tra i quartieri.
Cosa dice la scienza: +5–15% di rischio per malattie respiratorie e cardiache
Studi scientifici internazionali (OMS, Mills et al., Atkinson et al., REVIHAAP) confermano che vivere in zone con alti livelli di NO₂ per periodi prolungati è associato a:
- +5–15% di rischio di ricovero per problemi respiratori e cardiaci,
- +5–10% di rischio di mortalità prematura nelle aree trafficate rispetto alle zone meno inquinate.
Chi è più a rischio?
L’inquinamento da NO₂ colpisce in modo più grave:
- bambini, il cui sistema respiratorio è in sviluppo;
- anziani, più fragili agli effetti dell’aria inquinata;
- persone con asma o patologie cardiopolmonari preesistenti.
Il doppio impatto delle emissioni stradali e navali, specialmente nei quartieri sotto vento rispetto al porto, amplifica il rischio.
Cosa si può (e si deve) fare
L’Ecoistituto suggerisce azioni individuali e richieste istituzionali urgenti per ridurre l’esposizione al NO₂:
Nelle abitazioni:
- Non fumare indoor.
- Attivare la cappa quando si usano fornelli a gas.
- Usare depuratori d’aria certificati.
- Arieggiare i locali in fasce orarie di minor traffico.
A livello cittadino:
- Limitare il traffico pesante nelle zone residenziali.
- Accelerare l’elettrificazione dei moli portuali per ridurre le emissioni da navi ferme in porto.
- Pretendere monitoraggi ambientali e sanitari regolari, soprattutto nei quartieri più colpiti.
- Chiedere al Comune una comunicazione trasparente e costante sui livelli di inquinamento, anche via social.
Fonti scientifiche citate:
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), 2021
- Mills et al., 2015
- Atkinson et al., 2014
- Faustini et al., 2014
- REVIHAAP – WHO Europe
Un appello per la salute pubblica
L’Ecoistituto sottolinea l’urgenza di un cambio di rotta per la tutela della salute collettiva. Genova, per la sua conformazione geografica e il ruolo strategico del porto, è particolarmente esposta all’inquinamento da NO₂. Ridurre l’impatto delle emissioni è possibile, ma servono misure concrete e partecipazione informata dei cittadini.
In copertina: foto d’archivio
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