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Scontro in Regione, Giordano (M5S) propone controllo antimafia sui bilanci. La maggioranza chiede le sue dimissioni

Botta e risposta infuocato tra il consigliere pentastellato e i partiti di centrodestra: «Solo una proposta per la trasparenza». Il centrodestra: «Inaccettabile offesa istituzionale»

È miccia accesa in Consiglio regionale della Liguria dopo l’intervento del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Stefano Giordano, che durante la discussione sulla variazione di bilancio ha lanciato una proposta tanto inaspettata quanto destinata a far discutere: sottoporre i bilanci regionali al controllo della Direzione Investigativa Antimafia (DIA).

Secondo Giordano, la misura servirebbe a prevenire possibili infiltrazioni criminali nei meccanismi della spesa pubblica, in un momento in cui transitano fondi ingenti dal PNRR, da risorse europee e da appalti regionali. «Perché temere una verifica antimafia se tutto è in ordine?», ha domandato provocatoriamente il consigliere pentastellato, denunciando quella che a suo dire sarebbe una mancanza di trasparenza.

Ma la replica della maggioranza non si è fatta attendere. I capigruppo di Fratelli d’Italia, Vince Liguria-Noi Moderati, Lega, Orgoglio Liguria e Forza Italia hanno definito l’intervento di Giordano «lesivo dell’onorabilità dell’Aula» e hanno chiesto le sue dimissioni, accusandolo di insinuazioni gravi e offensive: «Non è la prima volta che ricorre a linguaggi e paragoni inaccettabili. Ora arriva ad accostare la maggioranza alla mafia».

M5S: «Un attacco politico contro chi chiede legalità»

Solidarietà a Giordano è arrivata da Roma, con interventi decisi da parte di esponenti nazionali del Movimento. Il capogruppo M5S in Commissione Antimafia, Luigi Nave, ha paragonato la reazione del centrodestra ligure a quanto accaduto in Parlamento: «Ogni volta che si parla di legalità e rigore, il centrodestra reagisce con accuse e tentativi di delegittimazione». Gli fa eco il senatore ligure Luca Pirondini: «Giordano non ha mai accusato nessuno di mafia. Ha chiesto controlli. Il nervosismo della maggioranza è francamente sospetto. Parlare di mafia non può essere un tabù».

Un clima sempre più teso

L’intervento del capogruppo pentastellato ha scatenato un vero e proprio caos in Aula, tra proteste, interruzioni e accuse incrociate. E mentre il centrodestra si appella al presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari affinché sanzioni l’esponente M5S, Giordano ribadisce la bontà della sua proposta: «I cittadini ci chiedono trasparenza, non maquillage contabili o moralismi ipocriti».

Il confronto, acceso e destinato a protrarsi, segna una nuova frattura netta tra le forze politiche in Liguria, con legalità, gestione dei fondi pubblici e libertà d’espressione al centro del dibattito.


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