Anni di terrore in casa. Allontanato dalla famiglia e controllato col braccialetto elettronico

Per due bambini l’infanzia interrotta dal terrore. La madre ora protetta grazie al dispositivo che segnala l’eventuale avvicinamento del marito violento. Ecco come funziona il dispositivo

Le urla, i vetri infranti, le porte sfondate. Poi gli insulti, i pugni, le minacce. Tutto sempre più vicino, più presente, più ingestibile. E in mezzo, due bambini piccoli che, invece di crescere con l’eco delle risate in salotto, hanno imparato troppo presto il suono della paura.

È la storia di una madre che per due anni ha vissuto prigioniera dentro le mura di casa, picchiata e umiliata da suo marito, un uomo di 35 anni, genovese, che avrebbe trasformato l’amore in un calvario quotidiano. Un incubo che si è consumato tra le pareti dell’appartamento di famiglia, sotto gli occhi attoniti dei loro due figli di tre e otto anni.
L’ultimo episodio, quello che ha fatto scattare la denuncia definitiva, è accaduto qualche settimana fa. A chiamare la polizia è stata lei. Stavolta le parole dell’uomo non erano più solo insulti. Stavolta ha urlato in faccia alla madre dei suoi figli: «Ti faccio sparare in testa per 30 mila euro. Morirai come un cane». E i bambini erano lì, immobili, con gli occhi spalancati.
Il caso è finito sulle scrivanie della Procura. A condurre le indagini il pubblico ministero Luca Scorza Azzarà, mentre a disporre le misure di protezione è stata la giudice Maria Di Lazzaro. Ora quell’uomo non può più avvicinarsi alla sua famiglia. Deve tenersi a distanza, e per garantirlo indossa un braccialetto elettronico. Un segnale, almeno per ora, che quella casa è tornata un posto sicuro.
Secondo gli inquirenti, le violenze erano iniziate nel 2023, appena due anni dopo il matrimonio. Ma già un anno fa le volanti erano intervenute una prima volta. Dopo un iniziale allontanamento, la donna aveva deciso di dargli un’altra possibilità. Un ritorno che si è trasformato in una nuova spirale di distruzione, fisica ed emotiva.
Chi l’ha vista in quei giorni racconta di lividi visibili anche sotto il trucco, di sguardi abbassati, di segnali che troppo spesso si ignorano. Amiche, parenti, vicine. Tutte avevano intuito, ma solo lei poteva scegliere di salvarsi. E alla fine lo ha fatto. Ha protetto sé stessa e i suoi bambini. Ha chiuso una porta per aprire, finalmente, quella della libertà.
Lui è ora accusato di maltrattamenti aggravati. E la giustizia ha iniziato a muovere i primi passi. Ma la ferita più grande non è nei fascicoli di un tribunale. È nell’infanzia rubata di due bambini e nella lotta silenziosa di una madre che ha avuto il coraggio di dire basta.
Il braccialetto elettronico è un dispositivo di controllo che consente alle autorità di monitorare gli spostamenti di una persona sottoposta a una misura restrittiva, come il divieto di avvicinamento a una persona o a un luogo, senza ricorrere al carcere. Viene spesso usato nei casi di violenza domestica, stalking, o reati con rischio di recidiva.
Come funziona tecnicamente:
- È un dispositivo elettronico fissato alla caviglia o, più raramente, al polso.
- Contiene un trasmettitore GPS o radio che invia in tempo reale la posizione dell’indagato a una centrale operativa gestita dalle forze dell’ordine.
- Il sistema è collegato anche a una centralina domestica (se c’è un obbligo di permanenza in casa) oppure a un software di allerta che attiva un segnale in caso di violazione delle distanze imposte.
In caso di violazione:
- Se la persona si avvicina alla vittima protetta (entro il raggio di interdizione fissato dal giudice), il sistema:
- Lancia un allarme automatico alla centrale.
- Allerta immediatamente le forze dell’ordine.
- In alcuni casi, può avvisare direttamente la vittima tramite un’app o SMS di sicurezza.
Quando viene applicato:
- Viene deciso da un giudice, su richiesta della Procura, nei casi in cui si ritenga che la persona rappresenti un pericolo concreto e attuale, ma non sia necessario (o possibile) il carcere.
- È spesso accompagnato da misure come:
- Divieto di avvicinamento alla persona offesa.
- Obbligo di dimora o coprifuoco.
Sicurezza e affidabilità:
- Il dispositivo è anti-manomissione: se viene rimosso o danneggiato, parte immediatamente l’allarme.
- Ha una batteria a lunga durata, che deve essere ricaricata periodicamente, e se la carica scende sotto un certo livello, viene segnalato.
Il braccialetto elettronico rappresenta quindi uno strumento fondamentale per tutelare le vittime di violenza, garantendo un controllo concreto del comportamento del soggetto pericoloso, senza attendere che violi di nuovo la legge. Se vuoi, posso fornirti un’infografica esplicativa.
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