Liguria, fringuelli e storni, via libera alla caccia “per ricette tradizionali”, gli ambientalisti insorgono

Approvata dalla giunta regionale una delibera che autorizza la caccia in deroga a specie protette, citati piatti tipici liguri tra le motivazioni. Proteste delle associazioni ambientaliste che annunciano ricorsi


È stata pubblicata questa mattina la delibera della giunta regionale della Liguria, votata lo scorso 10 luglio, che autorizza – a partire dal 1° ottobre e fino al 16 novembre 2025 – l’abbattimento in deroga di 25.984 fringuelli e 11.058 storni, due specie protette dalla normativa nazionale ed europea. Tra le motivazioni a supporto della decisione, si citano anche i “piatti tradizionali della cucina rurale ligure”, inseriti nella delibera come giustificazione culturale alla caccia.

La decisione ha sollevato forti polemiche da parte delle associazioni ambientaliste, che già il 17 febbraio scorso – in una lettera congiunta firmata da Enpa, Italia Nostra, Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf – avevano contestato le motivazioni anticipate dalla Regione, definite “forzate e surreali”. Le associazioni hanno denunciato l’uso di presunti valori folkloristici e gastronomici come copertura per una pratica che ritengono crudele e priva di fondamento ecologico.
Secondo la Lega Abolizione Caccia, si tratterebbe di “una barbarie ingiustificabile sotto ogni punto di vista”, e si sottolinea l’assurdità del fatto che un fringuello – che pesa meno della cartuccia necessaria a ucciderlo – venga cacciato in nome della tradizione. “Mai si erano visti ricettari di cucina adottati come motivazione in un atto amministrativo”, scrive la Lac, ribadendo che fringuelli e storni non sono cacciabili in Italia e che tali deroghe sono già costate all’Italia quattro condanne da parte della Corte di Giustizia Europea tra il 2008 e il 2011, proprio per violazioni analoghe.
Gli ambientalisti hanno chiesto, senza ottenere risposta, un incontro con il presidente della Regione Marco Bucci, per invitarlo a ritirare l’istanza presentata all’Ispra – l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – che serve a ottenere il via libera tecnico necessario per l’autorizzazione.
La Direzione Ambiente della Commissione UE, già a febbraio, aveva ricordato in una nota al Ministero dell’Ambiente i precedenti giuridici e le sanzioni europee subite dall’Italia, Liguria inclusa, in merito alla caccia in deroga a specie protette. Nonostante questi precedenti, la Regione ha comunque proceduto con l’approvazione della delibera. Le associazioni preannunciano ricorsi.
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