Gaslini, le gemelle siamesi respirano da sole: completata la ricostruzione addominale

Dopo l’intervento straordinario di separazione, le due bambine sono in condizioni stabili e respirano autonomamente. Un lavoro di squadra tra oltre 50 professionisti e una rete di solidarietà internazionale

Al Gaslini di Genova inizia una nuova vita per le gemelle siamesi del Burkina Faso, separate con un intervento chirurgico di altissima complessità lo scorso 6 giugno. Le bambine, nate nel dicembre 2024 e unite nella regione toraco-addominale, oggi respirano autonomamente e hanno superato con successo anche la ricostruzione addominale, senza più necessità di ventilazione meccanica.

Il delicatissimo intervento, che ha coinvolto oltre 50 professionisti, ha richiesto una pianificazione multidisciplinare tra anestesisti, chirurghi pediatrici, epatochirurghi, plastici, cardiochirurghi, tecnici, infermieri e perfusionisti. Dopo l’operazione, le gemelle sono state monitorate in Terapia Intensiva con tecnologie avanzate e medicazioni regolari, fino all’estubazione avvenuta nei giorni scorsi.15 luglio 2025 – A poco più di un mese dal delicatissimo intervento di separazione effettuato all’IRCCS Gaslini di Genova, le due gemelle siamesi del Burkina Faso iniziano una nuova vita: sono state estubate, respirano autonomamente e la ricostruzione della parete addominale è completata. Un traguardo straordinario per un percorso clinico e umano che ha coinvolto oltre 50 professionisti, unito da una rete di solidarietà internazionale.
Nate nel dicembre 2024 e unite nella zona toraco-addominale, condividevano il fegato e parte del pericardio. Dopo l’arrivo in Italia il 20 maggio, grazie all’intervento delle associazioni Una Voce per Padre Pio e Patrons of the World’s Children Hospital, sono state affidate alle cure del Gaslini, dove un’équipe multidisciplinare ha portato a termine un intervento tanto complesso quanto raro.
«L’operazione di separazione delle due gemelle ha rappresentato un momento di straordinaria competenza, ma anche di profonda umanità – ha dichiarato Renato Botti, direttore generale dell’Istituto Gaslini – Dietro l’esito positivo di questo intervento c’è un lavoro meticoloso, svolto giorno dopo giorno da professionisti altamente qualificati. È proprio nel quotidiano, nel monitoraggio attento e nella gestione multidisciplinare del percorso clinico, che emerge il vero valore del nostro Istituto: una comunità di persone che opera in squadra in modo corale, mettendo sempre al centro la salute e il futuro dei bambini».
«Ringrazio con tutto il cuore il Gaslini, i medici, gli infermieri e tutte le persone che hanno aiutato le mie bambine – ha detto con emozione la madre delle piccole, Ouedraogo Gueiminatou – Mai avrei immaginato che così tanti potessero voler bene a due piccole vite venute da lontano. Ci avete donato speranza e fiducia».
«Il viaggio di cura che ha portato le due gemelline dal Burkina Faso a Genova è stato possibile grazie al fondamentale contributo di due realtà impegnate nella solidarietà sanitaria internazionale: l’associazione Una Voce per Padre Pio e i Patrons of the World’s Children Hospital – ha spiegato Giuseppe Spiga, direttore dell’UOC Governo Clinico e vicedirettore sanitario –. Il loro sostegno ha reso possibile l’accoglienza al Gaslini, dove oggi le bambine sono seguite con cura».
«Questa storia ci mostra, ancora una volta, che la sanità ligure è capace di coniugare competenza, umanità e capacità di collaborazione interaziendale e interdisciplinare – ha sottolineato Massimo Nicolò, assessore alla Sanità della Regione Liguria – Si è trattato di un intervento complesso che ha donato speranza a una famiglia che ha affrontato un lungo e difficile percorso. Voglio ringraziare tutti i professionisti coinvolti, le associazioni che hanno reso possibile questo viaggio di cura e chi ogni giorno lavora per fare del Gaslini un punto di riferimento nazionale e internazionale, mettendo sempre al centro la salute e il futuro dei più piccoli».
«La missione dell’Istituto Gaslini è mettere le migliori competenze al servizio dei bambini, in un ambiente pensato per loro – ha evidenziato Raffaele Spiazzi, direttore sanitario del Gaslini – In interventi così complessi, è proprio la forza delle nostre reti di collaborazione, unita all’eccellenza dei nostri professionisti, a fare davvero la differenza».
«Questo lungo e articolato percorso clinico, che va dalla pianificazione dell’intervento fino alla delicata fase ricostruttiva, ha richiesto uno sforzo collettivo costante, condiviso e fortemente motivato – ha spiegato Girolamo Mattioli, direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche – Per affrontare una procedura così complessa è stato necessario un coordinamento multidisciplinare che ha coinvolto oltre 50 professionisti tra medici, infermieri e tecnici. Ogni fase è stata pianificata nei minimi dettagli, prevedendo le possibili criticità e organizzando risposte tempestive».
«Dopo il complesso intervento di separazione, le bambine sono state trasferite in Terapia Intensiva, dove è stato necessario un delicato supporto intensivistico – ha raccontato Andrea Moscatelli, direttore del Dipartimento di Emergenza e Accettazione – Sono state seguite con costanza per garantire la corretta funzionalità respiratoria, il controllo del dolore, la prevenzione delle infezioni. Abbiamo applicato tecniche di rilascio della parete addominale e utilizzato terapie a pressione negativa per favorire la guarigione. Oggi possiamo dire che il loro decorso è favorevole, grazie a un lavoro di squadra continuo e scrupoloso».
«L’assistenza a queste bambine ha richiesto uno sforzo eccezionale da parte di infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici – ha sottolineato Silvia Scelsi, direttrice della UOC Direzione delle Professioni Sanitarie – L’organizzazione su doppia sala operatoria, la lunga preparazione e l’impegno nel postoperatorio sono stati determinanti. Ogni gesto è stato guidato da competenza, attenzione e umanità».
«Un grande lavoro è stato svolto anche dalla Radiologia, diretta da Beatrice Damasio, che ha permesso una pianificazione ottimale per la separazione del fegato e un monitoraggio postchirurgico vascolare accurato. Essenziale anche il contributo in ecoguida alla pianificazione della terapia ricostruttiva».
«I Patrons hanno seguito da vicino tutto il percorso delle bambine, passo dopo passo, fin dai primi contatti – ha dichiarato Fabrizio Arengi Bentivoglio, presidente dei Patrons of the World’s Children Hospital – Le buone notizie sulle loro condizioni di salute ci rendono felici. Questa vicenda riflette pienamente il nostro impegno verso i bambini più fragili. Il nostro obiettivo è curare 500.000 piccoli pazienti in tre anni attraverso una rete globale di solidarietà».
«Abbiamo creduto fin da subito in questa missione – ha aggiunto Enzo Palumbo, presidente di Una Voce per Padre Pio – e ci siamo impegnati per accompagnare la famiglia in ogni fase. Vederle oggi separate e in condizioni stabili è una grande gioia. Il nostro grazie va al Gaslini per la professionalità e l’umanità dimostrate, ai Patrons per il sostegno economico, e alla Regione Liguria. Un grande lavoro di squadra che rispecchia il nostro slogan: Uniti non saremo mai soli».
Il successo dell’intervento è stato possibile anche grazie alla collaborazione interospedaliera con professionisti esterni: Enzo Andorno (San Martino, Genova), Daniele Alberti (Spedali Civili, Brescia), Giuseppe Perniciaro (Ospedale Villa Scassi, ASL3 Genovese). Inoltre, tre medici del Centro Ospedaliero Universitario Tengandogo di Ouagadougou hanno partecipato in osservazione, rafforzando il dialogo medico tra Italia e Burkina Faso.
Le bambine sono oggi ospitate con la madre dalla Band degli Orsi, storica realtà solidale vicina al Gaslini.
Un racconto di cura, dedizione e speranza, che conferma ancora una volta il Gaslini come simbolo dell’eccellenza sanitaria pediatrica italiana e internazionale.
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