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Crolla l’ennesimo albero donato nei parchi di Nervi, la denuncia degli Amici dei Parchi

«Salgono a cinque gli alberi donati e poi morti per incuria, spostamenti errati, malattie o danni strutturali. L’ultimo, un pino marittimo, è caduto a causa di una perdita d’acqua più volte segnalata dal dicembre 2024, ma mai risolta»

Un altro albero è caduto nei parchi di Nervi, l’ennesimo. Questa volta si tratta di un pino marittimo piantato in Villa Gropallo, donato e pagato dall’Associazione Amici dei Parchi di Nervi, come gli altri quattro esemplari già andati perduti negli ultimi anni. Andrea Agostini del circolo Nuova Ecologia critica Comune, Aster e Iren. Il motivo? Una perdita d’acqua, forse fognaria, segnalata ripetutamente ma mai riparata.

«La perdita ha fatto marcire le radici — spiega Agostini — e il pino è crollato. Abbiamo segnalato il problema più volte attraverso la piattaforma ‘Segnalaci’, ma nessuno ha fatto nulla. Non sappiamo se si tratti di una falla dell’Ardita Juventus o del collettore fognario del Levante, ma nessuno ha mai voluto chiarire. Intanto, anche quest’anno, il Festival Internazionale del Balletto userà i parchi gratuitamente per i suoi spettacoli a pagamento».

Paolo Sassetti, dell’Associazione Amici dei Parchi, racconta l’amarezza per l’ennesima perdita: «È il quinto albero donato che finisce in malora. Abbiamo segnalato più volte ad Aster e Iren, ma le chiamate non sono servite a nulla. Quegli alberi erano costati circa mille euro l’uno, alcuni anche di più». Le prime segnalazioni risalgono al dicembre scorso e sono comprovate dagli screen delle richieste su “Segnalaci”.

L’elenco è lungo e amaro:

  1. Pino marittimo crollato in Villa Gropallo (ultimo episodio).
  2. Pino marittimo all’ingresso di Villa Gropallo, donato da una socia americana, seccato dopo essere stato spostato da Aster.
  3. Cedro del Libano in Villa Serra, seccato nei pressi del Museo GAM.
  4. Cedro del Libano in Villa Grimaldi, morto (secondo Aster, a causa di muffe).
  5. Cipresso spezzato dal vento in Villa Grimaldi, per via di un tutore troppo corto. Si trattava di un Cipressus sempervirens horizontalis, specie pregiata e più costosa.

«È una presa in giro continua — conclude Paolo — ci dicono che apprezzano le donazioni, ma poi non fanno nulla per prendersene cura. Ogni volta che un nostro albero muore, muore anche un pezzo del nostro impegno per il verde pubblico».

Un impegno che si scontra, secondo i volontari, con l’indifferenza delle istituzioni. E intanto i parchi, polmone verde e vanto della città, continuano a perdere i loro alberi più preziosi.

L’associazione si chiede anche se ci siano i fondi per riparare ai danni dell’uso dei prati dopo i Balletti di Nervi che ogni anno costringono a rifare il manto erboso.


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