Giustizia, presidio e assemblea a Genova: «Stabilizzazione dei precari non più rinviabile»

Lunedì 30 giugno, ore 12, manifestazione davanti al Palazzo di Giustizia organizzata da Fp Cgil, Uil Pa e Usb

Stabilizzazioni subito e valorizzazione del personale: sono queste le parole d’ordine del presidio che si terrà lunedì 30 giugno alle ore 12 davanti al Palazzo di Giustizia di Genova, promosso dalle sigle sindacali Fp Cgil, Uil Pa e Usb. L’iniziativa anticiperà un’assemblea sindacale che si svolgerà all’interno del palazzo alle 12:30, coinvolgendo lavoratori e lavoratrici del comparto giustizia.

La mobilitazione, parte di una campagna nazionale, arriva a un anno dalla scadenza dei contratti a tempo determinato e a sei mesi dall’approvazione della nuova legge di bilancio, che dovrebbe prevedere risorse e misure concrete per la stabilizzazione dei precari della giustizia.
I sindacati denunciano l’assenza di certezze per migliaia di lavoratori precari che, dopo anni di formazione e impiego nei tribunali italiani, rischiano ora di essere lasciati a casa. «Oltre il danno, la beffa – dichiarano le organizzazioni – Si tratta di persone formate e operative, che tengono in piedi il sistema giustizia. Escluderli da un piano di stabilizzazione significherebbe compromettere la continuità del servizio e creare nuove emergenze occupazionali».
Fp Cgil, Uil Pa e Usb contestano inoltre che le stabilizzazioni sinora previste non siano sufficienti e finiscano per premiare solo una parte del personale attualmente in servizio, escludendo molti lavoratori con anni di esperienza alle spalle. «Senza un investimento serio sul personale – spiegano – si rischia un nuovo sovraccarico per i dipendenti a tempo indeterminato e un collasso della macchina giudiziaria».
La protesta di lunedì è dunque rivolta al Ministero della Giustizia e al Governo: i sindacati chiedono che la prossima legge di bilancio garantisca le risorse necessarie per trasformare i contratti precari in contratti stabili, evitando che centinaia di operatori qualificati finiscano disoccupati.
«Non è più il tempo delle promesse – concludono – È il momento di dare risposte strutturali a chi ogni giorno contribuisce, con professionalità e dedizione, al funzionamento del sistema giudiziario italiano».
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