Presunto dossieraggio pre elettorale, Salis: «Piena fiducia nella Polizia Locale e nella sua professionalità. Ma un eventuale abuso di potere da parte di un politico su un dirigente sarebbe un fatto di eccezionale gravità»

La Sindaca: « Il Corpo non deve essere strumentalizzato: serve una struttura forte, indipendente, al servizio della città. Ora si cambia. La PL torni a essere forza di prossimità, non braccio repressivo». La politica si spacca: Bucci diplomatico, il centrosinistra attacca

La sindaca di Genova prende posizione sull’indagine che coinvolge l’ex assessore Gambino e il comandante della Polizia locale: “Serve chiarezza, Genova merita di voltare pagina”

In una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche il vicesindaco Alessandro Terrile e l’assessore alla Sicurezza Arianna Viscogliosi, la sindaca di Genova Silvia Salis ha commentato ufficialmente l’indagine che coinvolge l’ex assessore alla Sicurezza Sergio Gambino e il comandante della Polizia locale Gianluca Giurato, entrambi indagati dalla Procura per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.
«Piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine – ha esordito Salis – ma se le ipotesi fossero confermate, saremmo di fronte a condotte di estrema gravità e a un uso profondamente distorto dell’amministrazione pubblica».
Il riferimento è, in particolare, al presunto dossieraggio ai suoi danni durante la campagna elettorale, un’operazione che secondo gli inquirenti sarebbe stata orchestrata all’interno delle istituzioni e fatta trapelare alla stampa per colpire la candidata del centrosinistra nei giorni cruciali prima del voto.
«L’utilizzo di risorse pubbliche per colpire un avversario politico non rientra nella mia idea di politica – ha detto con fermezza – e se ciò sarà dimostrato, sarà doveroso condannare con forza un simile abuso di potere».
“Non è tempo di giustizialismo, ma di verità”
Nel suo intervento, la sindaca ha voluto sottolineare l’importanza di evitare derive giustizialiste, ribadendo che le responsabilità devono essere accertate nelle sedi opportune, ma ha anche tracciato una netta linea di demarcazione rispetto al passato.
«La Giunta che presiedo rappresenta un chiaro cambio di passo, lontano da logiche di tutela personale e vicina al servizio della cittadinanza. Genova merita una politica trasparente, non legata a dinamiche opache».
Polizia Locale, riorganizzazione in arrivo
Sul fronte interno, la sindaca ha anche affrontato la questione del coinvolgimento del comandante della Polizia locale, chiarendo che una riorganizzazione del Corpo è già in corso. Tuttavia, ha voluto salvaguardare l’onorabilità del personale:
«Piena fiducia nella Polizia Locale e nella sua professionalità. Ma un eventuale abuso di potere da parte di un politico su un dirigente sarebbe un fatto di eccezionale gravità. Il Corpo non deve essere strumentalizzato: serve una struttura forte, indipendente, al servizio della città».
il comandante Gianluca Giurato non è stato sospeso e non ha presentato dimissioni. A confermarlo è l’assessora Viscogliosi.
“Al momento il comandante formalmente non è sospeso, né sono stati presi provvedimenti in merito. Non ci ha comunicato alcuna intenzione di dimettersi”, ha dichiarato Viscogliosi rispondendo alle domande dei giornalisti.
Secondo quanto riferito dall’assessora, Giurato questa mattina era presente negli uffici del Matitone, sede del Comando della Polizia Locale. Successivamente, avrebbe contattato Viscogliosi da un numero sconosciuto, lasciandole un messaggio operativo:
“Mi ha semplicemente detto che in caso di necessità avrei dovuto usare quel numero. Una comunicazione essenziale, senza ulteriori precisazioni”.
Vice comandante in carica
Nel frattempo, è il vice comandante Fabio Manzo a garantire l’operatività quotidiana del Corpo:
“Manzo è operativo e sta coordinando le attività in un momento oggettivamente delicato”, ha sottolineato Viscogliosi.
“Il Corpo va riformato. Serve una polizia di prossimità”
Il momento è delicato, ma la sindaca non si sottrae:
“Ci sono tre filoni di indagine che vanno trattati con rigore e separatamente. Ma dobbiamo tutelare la stragrande maggioranza degli agenti, che è estranea a tutto questo e che lavora ogni giorno per il bene della città. A loro va la nostra fiducia e il nostro rispetto”.
Salis ha poi anticipato una ridefinizione delle competenze della Polizia Locale, chiarendo che non dovrà più sovrapporsi ad altre forze di polizia:
“Questa confusione ha creato problemi anche alle indagini e alla gestione ordinaria dei procedimenti. È arrivato il momento di cambiare passo. L’approccio repressivo non ha prodotto risultati. Ora vogliamo costruire una polizia al servizio della comunità, vicina ai cittadini”.
Il comandante non è sollevato dal servizio. Ha consegnato i suoi telefoni agli investigatori e al momento è ancora occupato
Viscogliosi: “Giovedì vertice in Comune per la riorganizzazione”
A rafforzare l’impegno, è intervenuta anche l’assessora Arianna Viscogliosi, annunciando un appuntamento già in calendario per giovedì a Palazzo Tursi:
“All’ordine del giorno c’è proprio la riorganizzazione degli uffici e l’avvio di un percorso che ridisegni il ruolo della Polizia Locale, riportandolo alla sua funzione originaria di prossimità, ascolto e mediazione sociale”.
“Genova deve tornare protagonista”
Chiudendo il suo intervento, Salis ha lanciato un messaggio chiaro:
«Genova deve voltare pagina. Deve tornare protagonista per la qualità della sua amministrazione, non per vicende giudiziarie. La trasparenza non è un accessorio della buona politica: ne è il fondamento».
Al suo fianco, durante la conferenza a Palazzo Tursi, anche il vicesindaco Alessandro Terrile e l’assessora alla Sicurezza Urbana Arianna Viscogliosi, a confermare la compattezza della nuova giunta in un momento delicatissimo, che potrebbe segnare un passaggio cruciale per il futuro politico e istituzionale della città.
Il vicesindaco Terrile e la questione politica
Alessandro Terrile ha voluto fare «una considerazione politica»: i fatti, se fossero accertati, «avrebbero una pesante gravità anche sul piano politico – ha detto il vicesindaco – , perché il fatto che forze di polizia pur locale, ma forze di polizia locale utilizzino informazioni che devono detenere solo a file d’ufficio per fare campagna elettorale, per fare propaganda politica, è un fatto molto grave che non attiene solo al tema della democrazia o dell’istituzione delle elezioni, perché abbiamo visto che poco è servito, ma perché fanno intendere che la libertà di tutti i cittadini, anche quelli che non si presentano alle elezioni, possa essere in qualche modo intaccata dal fatto che qualcuno, se vuole, può utilizzare informazioni che non dovrebbe utilizzare. Su questo credo che da parte del Comune di Genova, da parte della giunta comunale, ci sarà un’attività inflessibile per accertare la verità e per capire come sia potuto succedere, non tanto che sia uscito un verbale che interessava la candidata sindaca, ma perché si è potuto utilizzare un verbale di polizia stradale, di qualunque fosse cittadino interessato. Credo che sia un fatto grave e mi aspetto che le forze politiche, anche di minoranza, oggi prendano le distanze ed esprimano la loro posizione su un fatto così grave, che ha interessato, secondo le indagini, il comandante della polizia locale, ma anche l’allora assessore alla mobilità e alla polizia locale».
Salis, la campagna aggressiva degli avversari e la mancata espressione sul caso odierno
«È stata fatta una campagna architettata per danneggiare un candidato, ma la cosa più grottesca è che questa cosa sia stata fatta utilizzando una posizione di potere politico su un dirigente – ha detto la Sindaca -. E anche questa è una cosa grave, ed è forse la più grave, e lo dico da sindaca di Genova, perché obbligare dei sottoposti a fare delle cose, tutte da verificare, ma parliamo in linea teorica, obbligare dei sottoposti a fare qualcosa, sottoposti che magari hanno bisogno di quel lavoro, hanno bisogno di quella posizione, e far valere il tuo potere per avere dei documenti e per usarli contro qualcun altro, è di una gravità, non solo è tecnicamente enorme, ma anche a livello umano e biologico è qualcosa che veramente è incommentabile. E io mi chiedo se qualcuno, visto che questa cosa è successa questa mattina, sono le 17:30, se qualcuno dell’opposizione abbia detto qualcosa, perché al momento non mi risulta, mi risulta solo che abbia risposto il presidente della regione una volta interrogato. Allora mi chiedo: l’opposizione cittadina ha detto qualcosa, ha fatto una dichiarazione? Non mi risulta, non lo confermate? Anche questo è strano, questo è molto strano, perché hanno fatto dichiarazioni su qualsiasi cosa, su dove vado in vacanza, su come lavoro con il mio marito, su come lavoro, su dove ho la residenza e dove non ce l’ho, dove ho il box e dove non ce l’ho, come mi vesto, i miei coppi in costume da bagno, hanno fatto tante dichiarazioni, però oggi non abbiamo avuto nessuna dichiarazione da parte dell’opposizione. Io ad esempio prenderei le distanze da un’azione personale di un ex assessore, se personale, quindi anche questo sarebbe interessante, vedere che tipo di distanze vengono prese e perché. Dal momento che non mi risulta che sia stata presa alcuna posizione politica in questo dato secondo me non era manco, perché comunque faccio un’opposizione in questa città che è strettamente convolta in questo fatto, un’opposizione molto attiva sia sui social che nelle dichiarazioni che vi mandano quotidianamente, che non si è sentita dire niente su questo. Lascio a voi le conclusioni insomma».
Il metodo da cambiare
«Siamo grati per come stanno affrontando queste ore, per lo sforzo che stanno facendo, per come si sono messi a disposizione totalmente della Polizia, delle indagini» ha detto Silvia Salis dei dipendenti comunali, poi si è rivolta a loro: «Vi prego di denunciare tempestivamente se in futuro dovesse accadere qualcosa come quello a cui forse abbiamo assistito in questi anni. Se qualcuno viene obbligato da un superiore a fare quello che non può fare, vi prego di denunciarli immediatamente perché questo è un Comune che non accetta quel tipo di cose, non accetta la prepotenza, non accetta la prevaricazione, non accetta in nessun modo che i dirigenti vengano messi in condizione di dover compiere degli atti che non sono convinti a fare o che non rientrano nelle loro competenze o che vanno, ancora più grave, oltre la legge. Nessuno si dovrà più trovare in questa condizione e dovrà scegliere se stare al suo posto e fare quello che gli indicano o poter fare quello che è giusto fare».
La politica si spacca: Bucci diplomatico, il centrosinistra attacca
Mentre la magistratura indaga su un presunto dossieraggio ai danni della neo-sindaca Silvia Salis, l’opposizione incalza Fratelli d’Italia e chiede chiarimenti. Bucci si affida alla giustizia, ma evita ogni commento politico.
Lo scontro politico si accende all’ombra delle indagini su un presunto caso di dossieraggio ai danni di Silvia Salis, nuova sindaca di Genova, e sui reati contestati all’ex assessore alla sicurezza Sergio Gambino, indagato insieme al comandante della Polizia locale Gianluca Giurato per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Secondo la Procura, i due avrebbero fatto circolare in piena campagna elettorale un documento riservato su un sinistro stradale che coinvolgeva la Salis, con l’intento di screditarla politicamente.
A distanza di ore dalle perquisizioni ordinate dai magistrati, la politica si divide. Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, interpellato sull’inchiesta che tocca da vicino il suo ex assessore, non commenta:
“In otto anni vi ho abituati a non commentare le attività giudiziarie. Ho massima fiducia nella giustizia e continuerò ad avercela”, ha dichiarato lapidariamente.
Tutt’altra reazione dal fronte oppositivo, che alza la voce chiedendo chiarimenti, responsabilità politiche e trasparenza.
Il Movimento 5 Stelle, con il senatore Luca Pirondini, parla apertamente di un “disegno politico inquietante” e si rivolge direttamente a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia:
“Su un’accusa così pesante non si può tacere. Attendiamo il lavoro della magistratura, ma Fratelli d’Italia deve prendere posizione e adottare provvedimenti”.
Nel Partito Democratico, il capogruppo in Regione Armando Sanna sottolinea la gravità istituzionale della vicenda:
“Se confermato, l’uso di atti secretati per colpire un avversario è un fatto politicamente gravissimo. Genova merita una politica alta, non colpi bassi”.
Più netto ancora Gianni Pastorino, capogruppo di “Orlando Presidente”, che denuncia il “sabotaggio del dibattito pubblico”:
“Questa non è più campagna elettorale. È manipolazione della democrazia. Se tutto fosse vero, si tratterebbe di un uso distorto delle istituzioni e delle forze dell’ordine”.
Dal Parlamento, i deputati Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo parlano di “colpi bassi per screditare Silvia Salis” e chiedono che il presidente Bucci si assuma le sue responsabilità:
“È stato per sette anni a capo dell’amministrazione che ha nominato Gambino e Giurato. Serve chiarezza, non dichiarazioni pilatesche”.
La senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva.
“Solidarietà totale alla sindaca di Genova Silvia Salis. Auspico che sia fatta al più presto piena luce su questa pietosa vicenda. Silvia più forte dei colpi bassi e degli attacchi scomposti”.
Infine, Simone D’Angelo, segretario cittadino del Pd e consigliere regionale, afferma che se quanto emerso sarà confermato, ci si troverà davanti a
“una degenerazione democratica. Le istituzioni non si piegano a interessi di parte”.
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In copertina: il comandante Giurato e Silvia Salis in una foto di qualche giorno fa al Comando durante la prima visita della sindaca


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