Quartieri 

Emergenza crack nel centro storico: «Sangue nei vicoli, quartieri al collasso». Spadarotto: «Serve un intervento immediato»

Stamattina, poco prima delle 11:30, duello rusticano con coltelli e cocci di bottiglia in Vico degli Adorno, due i feriti. Il portavoce dell’associazione “Via del Campo e Caruggi”: «La situazione è fuori controllo tra violenza, nuove droghe e degrado. Serve un ambulatorio mobile protetto fuori dal centro storico»

Nel cuore del centro storico di Genova, il sangue scorre tra le pietre antiche dei caruggi, mescolandosi a una disperazione che ha superato ogni soglia di tollerabilità. La denuncia, lucida e disperata, arriva da Christian Spadarotto, portavoce dell’associazione “Via del Campo e Caruggi”, che da anni è in prima linea contro il degrado che attanaglia il Ghetto, Prè, Maddalena.

“Giusto questa mattina si sono massacrati in Vico Adorno, sangue ovunque”, scrive Spadarotto in un post che è diventato virale nel giro di poche ore. “La vita nei quartieri è ormai impossibile, giorno e notte senza tregua. Il centro storico è sotto assedio”.

A confermare le sue parole, il report del 118 delle 11:23:14 di oggi, lunedì 16 giugno 2025, relativo proprio a vico degli Adorno: un intervento d’urgenza per traumi di media gravità per due uomini coinvolti in un episodio violento. Sul posto sono intervenute due ambulanze (Croce Blu di Castelletto sezione Carbonara e Squadra Emergenze), un’automedica e i carabinieri,. Due uomini di origine magrebina sono state trasportate ai pronto soccorso degli ospedali San Martino e Galliera.

L’emergenza non è più sociale: è una crisi urbana, sanitaria e di sicurezza pubblica. Il consumo di crack e nuove sostanze psicoattive sta devastando interi quartieri, con un impatto devastante sia sui consumatori che su chi quei vicoli li vive, li abita, ci lavora. “L’aggressività è aumentata, la tensione è continua, le risse si moltiplicano”, spiega Spadarotto. “Il Ghetto è allo stremo, Prè e Maddalena sono sotto pressione nonostante l’impegno delle realtà sociali”.

Ambulatori al collasso, quartieri al limite: la proposta

Nel suo intervento, Spadarotto lancia anche una proposta concreta: trasferire temporaneamente l’assistenza ai consumatori di sostanze in un’area esterna al centro storico, come Ponte Parodi, dove si potrebbero allestire moduli sanitari e strutture mobili per affrontare l’estate e decomprimere i quartieri.

“L’ambulatorio sociale in vico Croce Bianca è una delle poche realtà sul territorio. Ma è saturo. Non può più reggere questa mole di emergenza. Serve un luogo dedicato, attrezzato, protetto. Serve ora.”

Non solo: Spadarotto propone anche l’attivazione di una cabina di regia tra Comune, ASL, forze dell’ordine, Protezione Civile e Croce Rossa, e la creazione di un polo stabile che affronti con un approccio multidisciplinare il tema delle dipendenze e del disagio.

“O ora, o mai più”

Il tono del portavoce non lascia spazio ai compromessi:

“La risposta deve essere immediata. I tempi sono maturi. È un dovere etico, morale e civile. Se qualcuno ha una proposta migliore, venga avanti. Ma il tempo dell’attesa è finito. O ora, o mai più.”

Le sirene del 118 non sono più un’eccezione: sono la colonna sonora quotidiana di un centro storico che chiede aiuto. E che non può più essere lasciato solo.

In copertina: foto di repertorio


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