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Liguria Pride, decima edizione, in 40mila in piazza per i diritti

La sindaca Salis: «Apriremo un ufficio comunale dedicato ai diritti e alla sensibilizzazione. Se l’anno prossimo le associazioni chiederanno il patrocinio del Comune per il Pride, saremo fieri e orgogliosi di concederlo»

Quarantamila persone hanno colorato il centro di Genova per celebrare la decima edizione del Liguria Pride. Un fiume arcobaleno ha attraversato le strade cittadine per rivendicare diritti, uguaglianza e dignità, con una partecipazione record che supera le 35mila presenze dello scorso anno.

La parata, dedicata al tema “Inestirpabili”, ha voluto lanciare un forte richiamo ai valori della Resistenza e del 25 aprile, come spiegato dagli organizzatori del Coordinamento Liguria Rainbow. Il corteo è partito alle 16 da via San Benedetto per snodarsi lungo via Balbi, piazza della Nunziata, Portello, Corvetto, via Serra, via Fiume e via XX Settembre, concludendosi intorno alle 19.30 in piazza De Ferrari.

In testa otto carri, tra cui quelli del Coordinamento Liguria Rainbow, della Comunità di San Benedetto al Porto insieme alla Cgil, di Agedo, delle Famiglie Arcobaleno, di Arcigay Genova, di Genova che Osa con Arci e, in chiusura, quello delle Comunità Latinoamericane. Ad accompagnare la manifestazione, musica, balli e messaggi di lotta contro le discriminazioni, ma anche uno staff organizzato per garantire inclusività e supporto.

A sfilare anche la sindaca Silvia Salis insieme al vicesindaco Alessandro Terrile, molti assessori e diversi consiglieri comunali e regionali, oltre al parlamentare Pd Alberto Pandolfo. «Genova si è espressa e ha scelto di rispettare i diritti di tutta la comunità – ha dichiarato la sindaca -in un post sui social -. Come previsto dal nostro programma, apriremo un ufficio comunale dedicato ai diritti e alla sensibilizzazione. Presto, come avvenuto a Roma, riconoscerò anche io i figli nati da due mamme. Se l’anno prossimo le associazioni chiederanno il patrocinio del Comune per il Pride, saremo fieri e orgogliosi di concederlo».

Un cambio di passo chiaro, che segna una discontinuità rispetto al passato e che ha raccolto numerosi consensi tra i partecipanti e nelle associazioni Lgbtqia+, che per anni si sono visti negare un pieno riconoscimento da parte dell’amministrazione cittadina.

La festa prosegue nel Pride Village ai Giardini Luzzati, confermando ancora una volta Genova come una città viva, resistente e – oggi più che mai – inestirpabile.


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