Comunali 2025 

Pietro Piciocchi, in candidato del centrodestra travolto dal ciclone Salis: «Abbiamo dato il massimo, ora tocca a loro. Ma non si disperda il patrimonio costruito»

Dopo la sconfitta elettorale, il vicesindaco uscente non nasconde l’amarezza. «No, non mi sono sentito solo – ha detto, poi, con voce rotta dalla commozione -. Mi sono sentito sostenuto, dai partiti e dalle persone»

È chiaro che alcuni partiti, come Fratelli d’Italia e Forza Italia, hanno fatto registrare risultati al di sotto delle aspettative, ma questo sarà oggetto di riflessione interna. Io, per quanto mi riguarda, ho fatto il massimo. Ho lavorato fino all’ultimo giorno, ho girato la città, ho parlato con comitati, associazioni, cittadini. Se qualcuno vuole parlare di discontinuità, sappia che io ho sempre cercato il dialogo e il confronto. Non credo di avere nulla da rimproverarmi”.

Le dichiarazioni

Desidero anzitutto formulare alcuni ringraziamenti che sento dal profondo del mio cuore. Il primo alla mia famiglia, a mia moglie, perché mi hanno molto sostenuto. Sicuramente questa campagna elettorale ha fortemente risaldato i legami tra di noi e queste sono cose che porti nel cuore.

Voglio poi ringraziare tutti i volontari, tutti i militanti, tutti i candidati e le candidate che fino all’ultimo ci hanno creduto, che hanno lavorato tantissimo in questi mesi in un’onda di entusiasmo che ho percepito intorno a me e che è stata crescente. Io li ringrazio veramente. Voglio anche ringraziare tutti i responsabili dei partiti che mi hanno onorato della loro fiducia.

I complimenti vivissimi a Silvia Salis, una vittoria importante la sua, e gli auguri di lavorare sempre per il bene di questa città. Lei è il nostro sindaco e sicuramente sapremo tutti collaborare con lei con uno spirito di lealtà in maniera assolutamente costruttiva, mettendo al centro solo ed esclusivamente il bene di Genova. Quindi complimenti ancora e ovviamente avrà tutta la mia disponibilità i prossimi giorni per il passaggio di consegne.

Ovviamente è una sconfitta che ci amareggia, questo certamente sì. Lascio alle persone più esperte di me le analisi del caso. Sappiamo che non era una campagna elettorale facile, intervenuta in un mandato sciolto anticipatamente per vicende che tutti sappiamo.

Io comunque lascio questo incarico, che ho cercato di portare in questi anni con onore, con grande orgoglio. Se ci pensavo prima, io sono molto grato, riconoscente per questa opportunità straordinaria che ha avuto negli anni di servire la città. Credo onestamente di avere dato un contributo, di non avere resinato sforzi in questi anni mettendo sempre al centro il bene di Genova.

E credo che chiunque, a netto della sconfitta di oggi, debba riconoscere che la Genova del 2025 e il comune di Genova che lasciamo è molto diversa ed è molto migliore della Genova che abbiamo ereditato nel 2016. Sono tante le immagini che passano nella mia mente in questo momento. Penso ai momenti tragici del crollo del ponte Morandi, la ricostruzione, questo scatto di orgoglio straordinario che la nostra città ha saputo offrire al mondo, i momenti terribili della pandemia.

Tante situazioni difficili nelle quali, credetemi, ho sempre cercato di profondare ogni energia e ogni sforzo. Desidero ringraziare i dipendenti del comune di Genova e delle società partecipate. Permettetemi un pensiero affettuoso perché loro sono stati in questi anni la nostra squadra.

Io oggi ho ricevuto messaggi stupendi da molti di loro. Mi hanno profondamente arricchito, fatto crescere come professionista, come uomo e quindi sono veramente molto grato e sono certo che sapranno collaborare con grande competenze e professionalità con la nuova amministrazione. Voglio ringraziare anche tutti i dipendenti delle società partecipate del comune di Genova che in questi anni abbiamo sempre cercato di difendere e di promuovere anche a loro il riconoscimento del tanto lavoro fatto e a tutti loro dico di essere e di continuare a essere orgogliosi perché attraverso il lavoro pubblico possono veramente servire le persone, iniziare dalle più fragili, dalle più deboli.

Io non ho ancora deciso che quello che sarà il mio futuro, rivendico il diritto di prendermi alcuni giorni per una riflessione insieme alla mia famiglia. Certamente continuerò a servire questa città, in questi anni ho maturato delle competenze, delle conoscenze che cercherò sempre di mettere al servizio delle persone. Poi i prossimi giorni valuteremo anche con la coalizione il da farsi.

Un ringraziamento particolare se me lo consentite, lo voglio rivolgere soprattutto alle liste civiche che hanno fatto la differenza nel centro-destra e credo che questo significhi che il futuro del centro-destra sia sempre di più guardare a quel centro moderato che guarda con grande interesse il nostro progetto. Per il resto vi dico sono molto sereno, sono molto tranquillo e vi sembrerà strano ma io in questo momento ho anche un animo molto grato. Molto grato per tutto quello che ho ricevuto in questi anni, per il grandissimo arricchimento personale che mi porto nel cuore e che credo sinceramente mi abbia migliorato come persona, come lavoratore, come professionista.


Il sostegno dei partiti e il nodo Toti
Piciocchi risponde anche alle domande sulla presenza – o assenza – dei vertici nazionali dei partiti durante la sua campagna: “Finora ho sentito solo il presidente della Regione Marco Bucci. Lo ringrazio di cuore: mi è stato vicino, mi ha accompagnato in questi anni e mi ha fatto crescere. È stata una telefonata amichevole, di incoraggiamento e solidarietà. Per il resto, no, non ho sentito altri leader nazionali, ma non mi sono sentito abbandonato”.

Sul patteggiamento di Toti per corruzione e sul possibile effetto sul voto, Piciocchi è netto: “Personalmente penso che quella vicenda non abbia avuto alcuna rilevanza. Sono sempre stato completamente estraneo a quei fatti e credo che i genovesi lo sappiano. È una storia che ci siamo lasciati alle spalle”.

L’eredità amministrativa e l’augurio a chi governerà

Sul piano politico, Piciocchi dichiara: “Abbiamo lasciato una città in movimento, con tanti progetti avviati e una visione concreta per il futuro. Siamo stati un’amministrazione molto intraprendente. L’auspicio, ora, è che la nuova amministrazione prosegua su quella strada. Hanno vinto e va rispettata la volontà popolare. Viva la democrazia. Adesso tocca a loro dimostrare coesione, concretezza e capacità di affrontare sfide molto complesse”.

Poi elenca le criticità già sul tavolo: “Il personale comunale, i limiti di bilancio, la sostenibilità dei servizi. Sono problemi seri. Io, da assessore al bilancio, non ho mai indietreggiato davanti a queste sfide. Il mio augurio è che ciò che abbiamo costruito non venga disperso. Genova merita continuità nei risultati, al di là dei colori politici”.

Sul rapporto con Salis e il futuro

Un commento, infine, sul confronto diretto con la vincitrice Silvia Salis: “Ci siamo sentiti al telefono. È stata una conversazione breve e cordiale. Le ho fatto i complimenti, gli auguri di buon lavoro e mi sono messo a disposizione per qualunque necessità legata al passaggio di consegne. È un momento importante per la città e occorre senso istituzionale”.

Piciocchi chiude con una riflessione sul significato più ampio di questa esperienza: “Io ho fatto una campagna all’insegna della vicinanza alle persone. Abbiamo percorso tutta Genova. Abbiamo ascoltato, costruito, spiegato. Se questo non è stato sufficiente, lo valuteremo. Ma so che, personalmente e politicamente, ho agito con serietà, mettendoci la faccia sempre. E continuerò a farlo”.

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