Comunali 2025 

Rita Bruzzone, candidata del Partito Democratico al Consiglio comunale: «Una città più giusta parte dai quartieri»

«In questi anni ho visto crescere le disuguaglianze e diminuire l’attenzione verso le periferie. Credo sia arrivato il momento di ricucire il rapporto tra l’amministrazione comunale e le cittadine e i cittadini, partendo proprio dai quartieri più fragili»

Rita Bruzzone, candidata del Partito Democratico al Consiglio comunale di Genova, ha una lunga esperienza nel mondo del sociale e della pubblica amministrazione. Conosciuta per il suo impegno nel volontariato e nelle politiche di prossimità, propone una visione di città centrata su equità, ascolto e investimenti mirati nei territori. L’abbiamo incontrata per conoscere meglio la sua proposta politica.

Rita Bruzzone, perché ha scelto di candidarsi in Consiglio comunale?

La mia candidatura nasce dalla volontà di mettere a disposizione della città l’esperienza maturata negli anni nei servizi sociali e nei territori. In questi anni ho visto crescere le disuguaglianze e diminuire l’attenzione verso le periferie. Credo sia arrivato il momento di ricucire il rapporto tra l’amministrazione comunale e le cittadine e i cittadini, partendo proprio dai quartieri più fragili.

Quali sono le priorità della sua proposta per Genova?

Sicuramente riportare la cura dei territori e dei servizi pubblici al centro dell’azione amministrativa. In questi anni abbiamo assistito a una progressiva esternalizzazione e privatizzazione dei servizi: dalle manutenzioni al verde pubblico, fino alla gestione degli asili. Serve una decisa inversione di tendenza. Voglio una Genova in cui la qualità della vita non dipenda dal quartiere in cui si vive.

Ha parlato spesso della necessità di “più Comune nei quartieri”. Cosa intende?

Intendo dire che i Municipi devono tornare ad avere risorse vere, poteri effettivi e la possibilità di decidere. Quando ero in Circoscrizione, era possibile intervenire rapidamente per piccoli lavori, ascoltare i cittadini, risolvere problemi con prontezza. Oggi, tutto è stato accentrato e si sono moltiplicati i ritardi e le inefficienze. Una Genova giusta si costruisce ridando protagonismo alle istituzioni di prossimità.

Quali sono i settori in cui intervenire con urgenza?

Penso in particolare ai servizi educativi, alla cura degli anziani, al trasporto pubblico e alla mobilità sostenibile. Bisogna potenziare le linee bus nei quartieri collinari e promuovere progetti di cohousing e assistenza domiciliare, per garantire dignità e autonomia anche alle persone più fragili. E serve un piano straordinario per le manutenzioni, perché strade, marciapiedi e parchi in stato di abbandono sono il primo segno di una città che non ascolta.

Genova è anche una città di grandi opere. Qual è la sua posizione?

Sono favorevole alle opere che migliorano davvero la vita delle persone e che rispettano l’ambiente. Ma in questi anni, purtroppo, abbiamo assistito a un uso delle grandi opere più come vetrina che come risposta ai bisogni reali. Serve più coinvolgimento, più trasparenza, più confronto con i cittadini. E serve garantire che a ogni cantiere corrispondano investimenti nei servizi e nella vivibilità.

Un messaggio agli elettori?

Chiedo il voto a chi crede in una Genova più giusta, più solidale e più attenta alle persone. A chi pensa che il Comune debba essere la casa di tutti, non un ufficio distaccato delle grandi imprese. Voglio rappresentare chi ogni giorno si rimbocca le maniche per tenere insieme la propria famiglia, il proprio quartiere, la propria comunità. Perché la politica ha senso solo se parte da lì.


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