Schlein chiude la campagna del Pd nel Ponente: «Silvia Salis per portare un cambiamento a Genova». La candidata sindaca: «Ho visto i dati: dovessimo andare al ballottaggio saremmo in grandissimo vantaggio»

Sul palco anche Matteo Frulio, Pd, candidato del campo largo progressista alla presidenza del Municipio Ponente: «La bella storia della scelta di chiudere in una delegazione di questo Ponente, così lontano dal centro e così lontano dai pensieri di chi ha amministrato in questi anni. Sono orgogliosa che la nostra segretaria Elly Schlein abbia scelto Pra’ per questo evento»

Chiusura della campagna elettorale a Pra’ con Elly Schlein per il Pd che sostiene la candidata sindaca progressista Silvia Salis.
«Ci siamo, domani chiudiamo la campagna elettorale in piazza della Vittoria alle 19:00 – ha detto Salis -, sarà una grande festa per tutta la città per ringraziare della grande emozione che ci hanno dato e della fiducia che è cresciuta ogni giorno. Stasera siamo qua per chiudere la campagna elettorale del Pd, con Elly Schlein e siamo pronti anche qua per concludere la campagna elettorale come ho fatto già con AVS e come stiamo facendo da questa settimana con tanti amiche e amici che ci vengono a trovare. È stata una campagna di grande emozione, ripeto. Le genovesi e i genovesi mi hanno dato i loro suggerimenti, mi hanno raccontato la loro vita, mi hanno raccontato i loro problemi, ho ricevuto veramente una crescente fiducia che mi ha emozionata. È stata anche una campagna molto pesante, dei toni io credo mai visti a Genova, di un’aggressività senza precedenti che continua con bordate… Pensavano di fare i fuochi d’artificio l’ultima settimana, è un piacere vedere che gli si sta ritorcendo tutto contro».

A chi le chiedeva se, a fronte della sentenza della Corte Costituzionale sulla registrazione delle madri intenzionali di coppie omogenitoriali, se ha intenzione di impegnarsi a rispettare la decisione della Consulta, Salis ha risposto: «Io mi impegno a seguire quella che è la sentenza e mi impegno a riportare Genova ai giorni nostri. Genova purtroppo ha vissuto delle pagine grottesche per quello che riguarda il tema dei diritti in questi otto anni. Chiaramente è solo un tema di uniformarsi a quello che è il mondo, senza pensare di fare dei passi indietro».
Sul tema del palco per la chiusura della campagna in piazza Matteotti, concesso del Comune, ma su un’area occupata da un’iniziativa commerciale e dove, palesemente, non si poteva tenere un comizio, la candidata progressista ha detto: «Avete visto esattamente come è andata, avete visto anche com’è Piazza Matteotti in questo momento, quindi sarebbe stato impossibile montare un palco e svolgere la nostra chiusura. Detto questo veramente è l’ultimo gesto di questa destra che sta cercando in ogni modo di ostacolare questa campagna elettorale senza riuscirci».
Una delle svariate polemiche che il centrodestra produce a ritmi industriali riguarda la chiusura della campagna elettorale con ogni partito prima di quella generale di domani. «Per quanto riguarda la chiusura, io sono una candidata civica – ha commentato Salis -, ho aperto da sola e chiuderò da sola. Il sostegno dei partiti della mia coalizione è evidente tutti i giorni di questa settimana e poi inoltre mi sembra che sul palco di Picciocchi ci sia solo Matteo Salvini. Tutti gli altri si sono collegati con un video, hanno mandato un video. Ora sinceramente io capisco che siano molto indietro nei sondaggi, ormai non sanno più che pesci prendere, però ogni polemica che fanno in questa settimana è sempre più ridicola». La formula che ha visto l’arrivo dei leader di partito in giornate diverse «ha tenuto altissima l’attenzione sulla nostra coalizione – ha proseguito Salis -, sulla nostra candidatura. Ma soprattutto, ripeto, io sono una candidata civica che ha vissuto questa campagna elettorale a differenza del candidato della destra, senza puntelli, senza bisogno di farmi venire a aiutare da un vicesindaco o una vicesindaca. Io ho vissuto questa campagna elettorale in prima persona, ho aperto da sola, con la mia coalizione lì e la mia squadra davanti a me mentre parlavo, e chiuderò esattamente nello stesso modo. Questa è una candidatura per Genova, per le genovesi e i genovesi e noi siamo pronti a fare una grande festa domani sera alle 19:00 in piazza della Vittoria».
Salis ha parlato, poi, di come affronterebbe un eventuale ballottaggio se non dovesse passare al primo turno: «Io credo che se si dovesse andare a ballottaggio, la maggior parte delle candidate e dei candidati (sindaci n. d. r.), sono più riconducibili a un’area ovviamente progressista – ha affermato – Ho visto i dati del ballottaggio, ci danno in grandissimo vantaggio nel caso in cui ci si andasse. Io penso che l’elettorato si riconoscerà nella candidata o nel candidato di riferimento per la propria area».




L’eventuale ballottaggio si terrà nello stesso giorno dei referendum, l’8 e 9 giugno. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno iniziato a promuovere l’astensione sui quesiti relativi a cittadinanza e lavoro. Questo appello al non voto agli elettori del centrodestra rischia di essere un boomerang nel caso in cui si andasse al ballottaggio. «Innanzitutto stiamo vivendo della vergogna che delle istituzioni dello Stato dicono di non andare a votare, credo che questa sia un’altra pagina veramente di basso livello – ha dichiarato la segretaria del Pd, Elly Schlein, dalla piazza di Pegli -. Detto questo, abbiamo esponenti di spicco della destra italiana che dicono di non andare a votare l’8 o il 9, quindi non credo che questo possa aiutare il candidato di destra, nel caso».
«Sono entusiasta di questa campagna elettorale di Silvia Salis per portare un cambiamento a Genova – ha detto la segretaria del Pd -. Ha centrato i problemi concreti che interessano alle persone. Al primo posto il lavoro, il lavoro di qualità. Siamo la Repubblica fondata sul lavoro, ma non possiamo essere quella fondata sul lavoro povero, sul lavoro precario che colpisce tanti giovani anche qui a Genova. Si può fare tanto come amministrazioni, anzitutto si può non fare come la destra, cioè negare il problema salariale, perché sappiamo che in Italia abbiamo tra i salari più bassi d’Europa e questo spinge i nostri giovani in condizioni di difficoltà o spesso anche a scegliere di andare altrove, quindi bisogna invertire questa rotta. L’altra attenzione molto forte che Silvia Salis ha messo in questa campagna per Genova è quella sul sociale, i servizi di prossimità, tutto ciò che la destra che governa oggi l’Italia e si propone di continuare a governare a Genova sta mettendo agli ultimi posti, cioè meno servizi per le persone in difficoltà, per le persone anziane, per le persone con disabilità. Noi crediamo invece che il rilancio del nostro paese e anche di una città come Genova al contrario si possa fondare proprio sull’attenzione a chi fa più fatica nelle nostre città e quindi da qui tutta l’attenzione anche alla questione dell’educazione dell’infanzia, dei nidi, di ciò che serve per stare accanto agli esercizi commerciali, alle attività economiche, alla necessità di reindustrializzare questa città, questa regione. Insomma è un programma, quello di Silvia Salis, molto concreto che ha visto una convergenza molto ampia di tutte le forze alternative alla destra. Questo è il sintomo della sua qualità personale, professionale, di competenze e di grinta che ha portato in modo evidente anche in questa campagna elettorale. Quindi io come segretaria del Partito Democratico sono molto felice di essere di nuovo a Genova per sostenerla e faccio anche un grande in bocca al lupo a tutte le candidate e candidati del Partito Democratico».
A chi le chiedeva se non ritenesse che le accuse al governo di essere complice del genocidio a Gaza, non siano troppo forti, Schlein ha risposto: «Io penso che davanti a quello che sta accadendo a Gaza le parole o le non parole di questo governo non siano sufficienti. L’ho detto ieri anche in aula, penso che non basti dire che non si condividono le proposte del governo israeliano perché quelle non sono proposte. Quando si dice che si vuole annientare Gaza, devastarla totalmente, deportare in modo forzato tutti i palestinesi bisogna dire che quelli sono crimini, non sono delle proposte. Quindi noi anche ieri siamo tornati a ribadire la nostra richiesta di un cessato del fuoco immediato, di liberazione di tutti gli ostaggi israeliani e del riconoscimento di uno Stato e i palestinesi come stimolo a un processo di pace necessario per il Medio Oriente».
E, sul tema della decisione della Consulta sulle “madri intenzionali”, la segretaria del Pd ha detto: «Oggi è una data storica per le famiglie omogenitoriali, è arrivata una sentenza molto importante della Corte Costituzionale che finalmente sancisce che non ci sono figli di serie B, che la madre che non ha partorito da procreazione medicalmente assistita fatta legalmente all’estero viene riconosciuta immediatamente come tale e questo è un colpo durissimo a tutti quelli che hanno fatto della discriminazione una bandiera, è un colpo durissimo anche a questo governo che con le sue circolari aveva provato a spezzare delle famiglie disinteressandosi del bene e dell’interesse dei minori e dei figli. Quindi molto molto bene, siamo molto contenti».
«La cosa più importante – ha concluso – è che arrivi un messaggio forte e chiaro ai genovesi che con Silvia Salis si volta pagina, si cambia e si può costruire un futuro migliore per questa città. Per tutte le sue cittadine e cittadini, questo è quello che conta e per questo ci siamo uniti con tutte le altre forze di opposizione in suo sostegno su un programma molto concreto».

Sul palco anche Matteo Frulio, Pd, candidato presidente del Municipio Ponente per i progressisti: «Questa è una bella storia – ha detto -, quella della scelta di chiudere in una delegazione di questo Ponente, così lontano dal centro e così lontano dai pensieri di chi ha amministrato in questi anni. Sono orgogliosa che la nostra segretaria Elly Schlein abbia scelto Pra’ per questo evento. Sono orgoglioso che lo abbia fatto perché chiude il cerchio di una campagna elettorale fatta con passione, in questi luoghi dove, come mai prima d’ora, si era sentita la distanza tra cittadini, istituzioni e politica. Mai, mai era successo prima d’ora che una segretaria o segretario nazionale decidesse di chiudere fuori dal centro. E non uso la parola periferia perché non ci sentiamo tale.
Ringrazio tutti coloro che hanno reso tutto questo possibile. Sono stati giorni intensi, pieni di telefonate e contatti, facendo ancora una volta squadra e dando un significato a tutta questa strada che stiamo percorrendo insieme da due mesi. È proprio vero che… Insieme è già domani».
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