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Lavoratori Fp Cgil sotto Tursi e in corteo: «Col nuovo piano, 500 lavoratori comunali in meno in tre anni» – VIDEO

Il segretario Infantino: «Siamo contrari a ogni tipo di ulteriore esternalizzazione, ma soprattutto protestiamo perché sosteniamo il lavoro pubblico, il lavoro buono, senza dumping contrattuale provocato da quelli che sono i piani di esternalizzazione perpetrati in questi anni da questa amministrazione»

Oggi pomeriggio, sotto Palazzo Tursi, in via Garibaldi si si è tenuta l’assemblea sindacale organizzata dalla Funzione Pubblica Cgil in merito alla vertenza sul personale.

«La carenza di organico che affligge il Comune porta con sé una serie di gravissime questioni dalla contrazione dei servizi (vedi quelli all’infanzia), i servizi museali, cimiteriali e bibliotecari per citarne alcuni. Insieme ai disservizi per i cittadini, la carenza di risorse colpisce direttamente il personale che in molte realtà ha carichi di lavoro improponibili, è impossibilitato a usufruire di permessi legati all’assistenza a familiari disabili o alle ferie, impossibilitato alla mobilità interna, allo smartworking o al part time. In questo contesto si inserisce quanto annunciato dal Comune in occasione della presentazione del piano assunzionale dove l’Amministrazione prevede di diminuire di circa 500 unità i dipendenti comunali nei prossimi tre anni».

«I motivi della protesta nascono dalla presentazione da parte dell’amministrazione del nuovo piano assunzionale per i prossimi tre anni, che vedrà una perdita di oltre 500 posti di lavoro – dice il segretario della Fp Funzione Pubblica Luca Infantino -. Per questo siamo qui a protestare, perché siamo contrari a ogni tipo di ulteriore esternalizzazione, ma soprattutto protestiamo perché sosteniamo il lavoro pubblico, il lavoro buono, senza dumping contrattuale provocato da quelli che sono i piani di esternalizzazione perpetrati in questi anni da questa amministrazione. Soprattutto chiediamo una cosa, dignità per i lavoratori, tutti, e soprattutto chiediamo di investire sui lavoratori comunali, non disinvestire. Queste sono le motivazioni principali che ci vedono oggi in piazza in tanti, purtroppo però da soli, come unica sigla che rappresenta sino in fondo i lavoratrici e i lavoratori. Noi siamo e sempre saremo il sindacato per davvero».

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