Fp Cgil lancia l’allarme occupazione nel Comune di Genova: «Verso la completa privatizzazione di musei, biblioteche e cimiteri»

Il sindacato ha dichiarato aperta la mobilitazione a cominciare dalla convocazione di una Assemblea Generale di tutti i lavoratori e le lavoratrici del Comune di Genova, di qualsiasi servizio e Direzione, il 31 Marzo 2025 dalle 10 alle 13, presso l’Auditorium del Matitone in via di Francia 1

“Il prossimo 31 marzo faremo una assemblea di tutto il personale comunale per aggiornare tutti coloro che lo vorranno sull’attuale situazione degli organici: oggi abbiamo incontrato il vicesindaco facente funzioni Piciocchi e l’assessora al personale Marta Brusoni e sul fronte occupazione non abbiamo ricevuto alcuna risposta positiva. Se l’amministrazione non cambia registro a farne le spese, oltre al personale, saranno i servizi a partire da quelli museali, biblioteche e cimiteri” così Luca Infantino segretario generale Fp Cgil Genova e Paola Notari segretaria Fp responsabile per Cgil del Comune a margine dell’incontro sugli organici chiesto dalla Funzione Pubblica Cgil al Comune lo scorso 7 febbraio.

«Il Comune purtroppo ha confermato quanto aveva anticipato a gennaio circa il piano di assunzioni 2025 e in particolare 145 assunzioni a fronte di 290 cessazioni così suddivise: 63 assunzioni sulla scuola (33 operatori, 11 educatrici e 19 insegnanti), 20 assunzioni obbligatorie, 19 agenti di PL della graduatoria in scadenza, 1 Dirigente. Sulle 42 unità restanti non è stata data risposta dicono alla Fp Cgil -. Il Comune ha perso 584 posti di lavoro in 4 anni, l’11,3% dell’organico in essere. Tutto questo porterà inevitabilmente a carichi di lavoro in molti servizi già oltre il limite, al peggioramento della qualità dei servizi forniti al cittadino, all’aumento dello stress lavorativo e degli infortuni, al blocco delle procedure di mobilità interne ed esterne, che spesso coinvolgono anche il diritto del personale appartenente alle categorie protette, difficoltà a fruire di ferie e permessi e tutto quanto attiene ai diritti di lavoratrici e lavoratori»
«Nel frattempo siamo anche venuti a conoscenza che è in progetto l’esternalizzazione di tutto il front office della Biblioteca Berio e De Amicis – aggiunge Infantino . È una situazione che non si può tollerare sia perché lede i diritti dei lavoratori sia perché senza un cambio di rotta si andrà alla privatizzazione di servizi” conclude il Segretario»
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