Lettera del ragazzo gay aggredito letta in Consiglio comunale: «Mi sento un cittadino di serie B»

È stata letta dal capogruppo dei Rossoverdi Filippo Bruzzone durante la discussione dell’ordine del giorno sul tema presentato da Cristina Lodi (gruppo misto per Azione) in Consiglio comunale dove è nata una polemica sul testo tra l’opposizione che lo condivideva, da una parte, e maggioranza e Uniti per la Costituzione dall’altra. Favorevoli, invece, le liste di sostegno a Bucci

Il ragazzo, che si firma col nome di fantasia “Marco”, ha scritto una lettera che racconta più che il fatto in sé, il clima in cui il ragazzo sente di vivere. Nella sua lettera, il giovane dice che è stato costretto quello che temeva di vivere «da tanto tempo e che speravo di non dover vivere mai. Ogni giorno mi sono sentito gli occhi addosso, mi sono sentito nel mirino come se dovessero colpirmi da un momento all’altro. Occhiate in tralce, risatine, momenti sussurrati, insulti urlati, sputi».

«Sui mezzi, al lavoro, per strada. Non mi sento mai tranquillo, libero di esprimermi o di essere me stesso in pubblico e ora nemmeno di camminare per strada. Sono consapevole che come società stiamo facendo dei passi avanti nei confronti del, tra virgolette, diverso, ma non è sufficiente – prosegue la lettera -. Io credo che non aver classificato l’omofobia come reato favorisca comportamenti come quelli che ho subito venerdì sera e come quelli che si sentono al telegiornale ogni giorno. Un ambiente del genere mi fa sentire un cittadino di serie B. Non voglio però che la violenza di quei ragazzi mi ferisca più di quanto non abbia già fatto. Per questo ho denunciato. Anche questa lettera è un mio modo di reagire e spero che possa sensibilizzare e contribuire a rendere la città in cui vivo più sicura, tollerante e rispettosa.
Firmato Marco, questo non è il mio vero nome e ci tengo a mantenermi anonimo perché ancora non mi sento sicuro».
Alla fine l’ordine del giorno è stato approvato a maggioranza dei presenti (21 sui 33 presenti) votato favorevolmente da Pd, Lista Rossoverde, Gruppo Misto, Progetto al Centro, Vince Genova e Genova Domani).
Dieci gli astenuti: Liguria al Centro, Fratelli d’Italia, Lega (meno Federico Bertorello che ha votato contro come Mattia Crucioli) e Forza Italia.
L’ordine del giorno impegna politica e istituzioni a contrastare attivamente la violenza, promuovendo e sostenendo la cultura del rispetto.
“Sono molto contenta si sia dato un segnale unitario alla città di impegno contro l’odio a carattere omofobo. Siamo tuttavia profondamente preoccupati- dichiara la consigliera Lodi- per questa aggressione che ha chiaramente una matrice e uno sfondo omofobo. Una violenza perpetrata unicamente per l’orientamento sessuale, purtroppo in aumento in Italia e non lo dico io ma i numeri e le statistiche. E’ urgente un impegno più forte per una politica che sostenga e promuova la cultura del rispetto contro ogni discriminazione o gesto omofobo. Credo sia un segnale importante anche per spronare chi si trova o si è trovato in una situazione di violenza di questo tipo a denunciare, sapendo di avere al proprio fianco anche la politica e le istituzioni. Ho chiesto vi sia la volontà precisa di identificare i colpevoli dell’aggressione al ragazzo e al contempo, un’azione più a lungo termine che preveda di destinare risorse, come già accade tra il comune di Genova e le associazioni, al fine di promuovere un numero più frequente di iniziative nelle scuole genovesi e sostenendo azioni culturali e di promozione dei diritti per contrastare odio e violenza soprattutto a carattere omofobo”.
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